Usa, proteste contro la presidenza Trump in oltre 3.300 città
Vatican News
Questo fine settimana, in oltre 3.300 città degli Stati Uniti, si sono verificate manifestazioni contro l’amministrazione di Donald Trump. È la terza mobilitazione del movimento «No Kings» in meno di un anno, nata per denunciare quella che gli organizzatori definiscono una deriva autoritaria della presidenza. Secondo il coordinamento delle manifestazioni, sabato sarebbero state oltre otto milioni le persone scese in strada, in eventi organizzati in tutti i 50 Stati americani e anche in alcune città europee, da Parigi a Londra fino a Lisbona.
La reazione della Casa Bianca
Dalla Casa Bianca è arrivata una reazione di scherno. La portavoce Abigail Jackson ha definito le manifestazioni delle «sedute di terapia per il disturbo da Trump», sostenendo che a interessarsene siano stati soltanto i giornalisti.
Da New York a Minneapolis
Le proteste si sono svolte in un clima segnato dal massiccio impiego dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE), dalla guerra in Iran e dal crescente malcontento per il crescente costo della vita. In molte città i manifestanti hanno esposto cartelli contro la guerra, contro la politica migratoria della Casa Bianca e contro l’espansione dei poteri presidenziali. A Washington, migliaia di persone hanno marciato verso il National Mall, affollando anche l’area del Lincoln Memorial. A New York folle compatte hanno attraversato Times Square e Midtown Manhattan, mentre a Boston, Atlanta, San Diego e in numerosi altri centri si sono tenuti cortei e raduni. L’evento principale si è svolto in Minnesota, tra Minneapolis e St. Paul, città tornate al centro del dibattito dopo la morte, a gennaio, di Renee Good e Alex Pretti, due cittadini statunitensi uccisi durante operazioni federali legate all’immigrazione. Sul palco è salito anche Bruce Springsteen, che ha eseguito la canzone Streets of Minneapolis, scritta in memoria delle due vittime. A partecipare anche esponenti di spicco del partito democratico, come Bennie Sanders e il governatore del Minnesota, Tim Walz.
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