Startup verdi, sociali e circolari, il laboratorio del Senegal
Vincenzo Giardina - Città del Vaticano
Verdi, sociali e circolari: tre parole per raccontare un nuovo modo di fare impresa in Senegal. I settori sono i più diversi: dall'essiccazione del pesce alle startup di consulenza, passando per la produzione di riso, couscous, gombo e altri alimenti biologici. C'è poi il riciclo: scarti che diventano opere d'arte e rifiuti di plastica che acquistano nuova vita. Le testimonianze di questo cambiamento possibile sono anche fotografie, video e storie raccolte da Cisv, ong torinese della Federazione degli organismi di volontariato internazionale di ispirazione cristiana (Focsiv). Le voci arrivano dalla regione di Saint-Louis, ex capitale coloniale patrimonio mondiale dell'umanità, cresciuta su un isolotto alla foce del fiume Senegal.
Giovani, riciclo e nuove opportunità
"Bisogna sensibilizzare i giovani", sottolinea Samba Sa, del Centro ecologista For Sopi. Sta in piedi accanto a un grande pesce con la scritta "raccolta differenziata" che inghiotte la plastica: "Bisogna prepararli perché prenderanno il testimone domani, dovranno sapere come gestire il riciclo dei rifiuti al meglio”. Lika Seck è invece uno dei volti di Defaratt, un'altra impresa che si occupa del riutilizzo di materiali di scarto. “Questo lavoro l’ho amato”, dice. “Gli ho dato molta fiducia e ho dato anche molta fiducia a me stessa: sono occupazioni che vengono svolte poco dalle donne, anche se non si capisce perché debba essere così”. Seck sorride sotto il "boubou": si vede che è felice. La sua è una storia tra tante, testimonianza di un impegno che unisce Senegal e Italia.
Il progetto Provives e la visione per il futuro
La parola chiave è Provives, un progetto che punta su innovazione, crescita e lavoro, finanziato dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics). "Il percorso è durato tre anni e mezzo e ha coinvolto cinque partner italiani e tre locali", spiega ai media vaticani Sara Fischetti, responsabile di Cisv per le iniziative in Senegal: "Oltre al sostegno a 160 imprese sociali e 40 startup, c'è stato il lavoro di advocacy con le istituzioni e la creazione di corridoi commerciali tra campagna e città". L'impegno è supportare imprese che possano creare valore aggiunto per le comunità. Lo sottolinea anche il presidente Bassirou Diomaye Faye, un ex oppositore eletto alla guida dello Stato nel 2024: indica il lavoro, le politiche per l'occupazione e l'economia "sociale e solidale" come priorità sulla via della visione "Sénégal 2050". Riprende Fischetti: "Uno dei risultati di Provives è la creazione della Social Business Academy a Saint-Louis, che ha già iniziato a dare a giovani senegalesi l'opportunità di avvicinarsi a un'idea di economia diversa, più attenta a un impatto positivo sui territori". Le ricadute del progetto si fanno sentire. "Trenta stagisti con una borsa lavoro", sottolinea la responsabile di Cisv, "stanno già studiando e mettendo in pratica questa idea di mondo diverso, solidale, sostenibile".
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