La sala accademica del Conservatorio di Santa Cecilia La sala accademica del Conservatorio di Santa Cecilia 

Il ritorno dell’organo al Conservatorio Santa Cecilia: nasce il Festival "Improbabylon"

Con l’intento di dare una scossa al pubblico e agli interpreti del mondo organistico, Roma si arricchisce di un nuovo appuntamento musicale. Dal 15 marzo al 31 maggio, quattro concerti e una masterclass presso la Sala Accademica dell'istituzione musicale. Il tentativo? Che il "Re degli strumenti" esca dalla sua nicchia e coinvolga tutti

Marco Di Battista - Città del Vaticano

Roma si arricchisce di un nuovo appuntamento musicale dedicato alla grande tradizione organistica europea. Nasce infatti il Festival Internazionale di Organo “Improbabylon”, rassegna ideata e curata da Alberto Pavoni, titolare della cattedra di Organo presso il Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” di Roma e concertista di riconosciuta esperienza nel panorama europeo.

Con la nascita di questo Festival, il Conservatorio rafforza la propria vocazione di luogo di incontro tra attività concertistica, ricerca e didattica, offrendo alla città una nuova rassegna dedicata a uno degli strumenti più affascinanti e complessi della tradizione musicale.

La prima edizione prenderà il via domenica 15 marzo 2026 e si svolgerà presso la storica Sala Accademica di via dei Greci 18, dove troneggia il prestigioso organo Tamburini, strumento che da decenni accompagna la vita artistica dell’istituzione romana.

Il manifesto estetico: l'etimologia di una visione

Improbabylon è pensata con un intento tanto semplice quanto impegnativo nel panorama odierno: offrire al pubblico un’esperienza di puro godimento della musica d’organo. Il titolo stesso della rassegna è una dichiarazione d'intenti. Mette insieme plasticamente, in una fusione linguistico-concettuale, le tematiche più care al curatore: l’improvvisazione: Intesa non soltanto nella sua accezione di specifica pratica musicale (da sempre anima del repertorio organistico), ma anche come modalità di comporre il programma. Agli esecutori non è stata posta alcuna costrizione tematica, chiedendo loro di esprimere liberamente la propria identità artistica; il termine Babylon, ovvero una metafora per indicare la coabitazione creativa e feconda di stili di vita, repertori e gusti eterogenei, specchio fedele delle personalità dei diversi interpreti coinvolti (Claudio Brizi, Alberto Pavoni, Daniel Sanmartin Nieto e Matteo Helfer). Un altro filo rosso è nell’aggettivo “improbabile”: nel panorama musicale attuale, dominato spesso da logiche rigidamente settoriali, risulta irrealizzabile – eppure fortemente voluta – una manifestazione che ponga il risultato estetico e il piacere dell’ascolto come priorità assoluta.

Il programma, un viaggio tra trascrizione e sinfonismo

La rassegna si articolerà in quattro concerti domenicali alle ore 17:00, offrendo al pubblico differenti prospettive interpretative e valorizzando la ricchezza timbrica del Tamburini.

Domenica 15 Marzo – Debite Appropriazioni Ad aprire il festival sarà Claudio Brizi, titolare della cattedra di Organo presso il Conservatorio di Perugia e profondo conoscitore degli strumenti storici. Il programma proporrà un suggestivo percorso tra trascrizioni e riletture, da Mozart a Bach. Ascolteremo trascrizioni dal Flauto Magico e celebri rielaborazioni bachiane, come il Concerto in la minore BWV 593 (da Vivaldi). Per l’occasione, Brizi affiancherà al grande organo Tamburini un raro Orgue à Célesta Mustel, creando un dialogo timbrico tra due universi sonori complementari.

Lunedì 16 Marzo (ore 9:30, Biblioteca) – L’Harmonium, uno sconosciuto molto illustre Un appuntamento per studiosi, allievi e curiosi. Claudio Brizi terrà una masterclass in cui indagherà le potenzialità espressive dell'harmonium, strumento centrale tra Ottocento e Novecento. Durante la lezione-concerto si ascolterà il Mustel attraverso pagine tratte da L’Organiste di César Franck e si affronterà la prassi di eseguire all'organo le composizioni pianistiche di Mozart.

Domenica 29 Marzo – Passione e Trascrizione Il padrone di casa, Alberto Pavoni, sale in consolle per un recital costruito come omaggio alla pratica della trascrizione. Accanto a J.S. Bach, Pavoni proporrà il Laudate Dominum dai Vespri di Mozart e la spettacolare Una notte sul Monte Calvo di Modest Musorgskij. Il concerto includerà anche un’incursione nel repertorio contemporaneo con Peter’s Walk di Franco Mirenzi, direttore del Conservatorio di Santa Cecilia e compositore, in una brillante rivisitazione ispirata a Pierino e il lupo.

Domenica 24 Maggio – Échos du Trocadéro L'eclettico Daniel Sanmartin Nieto, musicista spagnolo formatosi proprio nella classe di Pavoni, ci riporta nella Parigi delle esposizioni universali di fine Ottocento. Ascolteremo musiche di Bach, Franck e Widor, ricreando quelle architetture sonore che trasformarono l'organo in una vera e propria orchestra indipendente.

Domenica 31 Maggio – Evoluzioni Estreme La rassegna si chiude esplorando il tardo romanticismo con Matteo Helfer, docente al Conservatorio “A. Scarlatti” di Palermo. Accosterà Bach e Franck al sinfonismo di Marco Enrico Bossi, per culminare con il virtuosismo trascendentale di Franz Liszt e le visioni contemporanee di Jean Guillou.

Improbabylon ci dimostra che la musica accademica non deve rinunciare alla sua forza comunicativa. È un invito ad accomodarsi in Sala Accademica, dimenticare le convenzioni e lasciarsi travolgere dalla pura bellezza del suono dell’organo.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

12 marzo 2026, 13:28