Forze Nato in Iraq Forze Nato in Iraq  (AFP or licensors)

Iraq, la Nato ritira la sua missione dal Paese

La conferma arriva da un portavoce dell’Alleanza che parla di un “rimodellamento” nel dispiegamento delle forze sul campo e di una questione di sicurezza. Trump: "L' Alleanza atlantica senza di noi è una tigre di carta”

Cecilia Seppia – Città del Vaticano

Nessun disaccordo con il governo di Baghdad, piuttosto una decisione presa per ripensare la missione e garantire sicurezza al personale. Così un portavoce della Nato che ha preferito restare anonimo, commenta all’agenzia di stampa francese Afp, il ritiro delle truppe dell’Alleanza atlantica dal Paese coinvolto in un conflitto che si sta espandendo a macchia d’olio con ripercussioni serissime sul fronte della stabilità interna, dell’economia e della vita ordinaria dei civili. "Si tratta di un ritiro temporaneo. Siamo preoccupati per la situazione", ha aggiunto il funzionario assicurando che la sicurezza del personale è una "questione di primaria importanza". Per ora non ci sono ulteriori dettagli, tranne che il contingente Nato in Iraq verrà ridispiegato in Europa, ma la scelta di un rimodellamento delle forze sul terreno è per gli analisti un segnale da non sottovalutare e che conferma ulteriormente la spaccatura tra l’Alleanza Atlantica e l’amministrazione di Donald Trump.

Teheran minaccia i turisti

Il Capo della Casa Bianca già questa mattina si era scagliato contro gli alleati: “Non vogliono unirsi alla battaglia per fermare un Iran con il nucleare. Ce ne ricorderemo. Senza gli Usa la Nato è una tigre di carta”. Teheran continua a sparare missili e ora lancia un avvertimento ai turisti. D'ora in poi i centri turistici e ricreativi di tutto il mondo non saranno più sicuri per i nemici', ha detto il portavoce delle forze armate iraniane dopo che la Guida suprema Mojatba Khamanei aveva esortato a creare ‘insicurezza' anche all’estero. Un messaggio di minaccia in risposta all’uccisione del ministro dell'Intelligence Khatib da parte di Israele nell’ambito di un’operazione congiunta con Washington contro i vertici del potere di Teheran. Raggiunto da un raid questa mattina anche il portavoce dei Pasdaran Ali Mohammad Naini. Il presidente turco Erdogan contro Israele: “non ho dubbi che ne pagherà il prezzo, il Medio Oriente è incandescente”.

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20 marzo 2026, 16:39