Beirut, persone in fuga dai quartieri meridionali della città Beirut, persone in fuga dai quartieri meridionali della città

Libano, rischio umanitario. Israele ordina 700 mila evacuazioni

Appello di Save the children ai leader mondiali in difesa dei bambini e delle famiglie libanesi. Per l’organizzazione non governativa gli ordini di evacuazione dai quartieri meridionali di Beirut potrebbe scatenare una catastrofe umanitaria

Lorenzo Frillici – Città del Vaticano

“Esortiamo i leader mondiali a impedire un attacco su vasta scala contro una città densamente popolata e a salvaguardare la vita dei bambini. Non siamo riusciti a proteggere i bambini di Gaza; non possiamo fallire con quelli del Libano”. Ahmad Alhendawi, direttore di Save the children in Medio Oriente, ha così esortato la comunità internazionale ad agire tempestivamente per evitare quella che ha definito “una catastrofe umanitaria in Libano”.

L’intensificarsi degli sfollamenti

La tensione tra Israele e Hezbollah è salita infatti molto rapidamente dal 2 marzo, quando l’organizzazione sciita ha avviato attacchi missilistici contro Israele, che ha risposto immediatamente. Gli ordini di evacuazione emanati dall’esercito israeliano, per gli abitanti dei quartieri a sud della capitale libanese, si sono rapidamente intensificati, raggiungendo almeno 700mila persone. Già nella notte del 2 marzo, ha riportato Save the children, bambini e famiglie della periferia sud di Beirut sono stati costretti a lasciare le loro case, portando con sé il poco che potevano e trovando ripari di fortuna nelle auto o nelle scuole danneggiate, in un contesto di insicurezza e paura.

Un’escalation rapida e disastrosa

Le più recenti note del Ministero della salute libanese riportano nell’ultima settimana oltre 500 attacchi aerei israeliani nel Libano meridionale, roccaforte di Hezbollah. Finora i morti sono stati circa 400 morti, tra i quali almeno 80 bambini, e oltre 600 feriti. Gli ordini di evacuazione israeliani si sono progressivamente estesi all’intero Libano del sud, causando ben 500mila sfollati. Maureen Philippon, direttore del Norwegian refugee council in Libano, ha dichiarato “Ancora una volta, sono i civili a pagare il prezzo più alto. Con gli ultimi ordini d’evacuazione il rischio di una nuova crisi umanitaria si fa molto concreto”.

Il rischio umanitario per bambini e famiglie

I rifugi di fortuna “sono sempre più affollati e non sono adatti per accogliere nuclei familiari, tra tubature rotte da cui l’acqua filtra e letti mancanti” ammonisce Nora Ingdal, direttrice di Save the children in Libano, che parla di almeno 95mila sfollati. Le organizzazioni non governative che operano sul territorio sottolineano la gravità della situazione soprattutto per i bambini e il loro equilibrio. Questa nuova guerra, sintetizza Philippon, costringe nuovamente alla fuga intere famiglie che “avevano appena cominciato a ricostruire le proprie vite”. Di fronte a un’emergenza senza precedenti, le organizzazioni umanitarie si sono attivate per la distribuzione di indumenti e beni alimentari per la sussistenza delle famiglie, e per l’aiuto immediato a donne, anziani e persone con disabilità.

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09 marzo 2026, 15:48