“Women Aid”, quando le donne del mondo cantano insieme
Sara Costantini - Città del Vaticano
C’è un momento nel documentario Women Aid — andato in onda su RaiUno domenica 8 marzo — in cui le voci delle musiciste non sembrano più appartenere a singole persone, ma diventano quasi un respiro comune. La musica si trasforma così in un linguaggio condiviso, capace di unire culture, storie e tradizioni differenti. Il documentario — diretto da Daniele Biggiero — racconta un percorso che attraversa quattro luoghi simbolici — Metaponto, Paestum, Los Angeles e la Florida — seguendo l’incontro tra artiste provenienti da continenti diversi. Donne con esperienze personali e professionali spesso segnate da difficoltà e ostacoli trovano nella musica uno spazio di dialogo, solidarietà e collaborazione.
L’incontro a Metaponto
Il racconto si apre a Metaponto, tra i resti del tempio dedicato alla dea Era. Nove musiciste che arrivano da paesi diversi — dall’Australia all’Uganda, dalla Cina all’Ucraina, dalla Polonia all’Africa — si incontrano per suonare insieme. Ognuna porta con sé il proprio strumento, la propria storia e la propria cultura. Come sottolinea la musicista ucraina Ksenia Kostina: «La musica non è una questione di genere, ma di profondità». Il progetto prende forma negli Stati Uniti, a Los Angeles, negli studi della compositrice Diane Warren, tra le autrici più premiate della musica internazionale. Qui nasce l’intuizione di Valeria Altobelli, artista e attivista impegnata nella promozione dei diritti delle donne e fondatrice dell’associazione Mission, una rete di volontarie presente in oltre 150 Paesi. L’obiettivo è creare un inno che esprima la solidarietà tra le donne e promuova una cultura di rispetto e collaborazione. La canzone scelta per il progetto è I’m Standing With You, composta da Diane Warren e arrangiata da John Debney. Interpretata in diverse lingue, il brano diventa una voce corale in grado di superare confini geografici e culturali.
Memoria delle lavoratrici
Il viaggio prosegue a Paestum, tra i templi dedicati a Era, Atena e Nettuno, e in un antico tabacchificio dove un tempo lavoravano le cosiddette “tabacchine”. La memoria di queste donne richiama la storia di molte altre che, con il loro impegno quotidiano, hanno contribuito allo sviluppo delle comunità. Le musiciste raccontano anche le difficoltà incontrate nel loro percorso professionale, tra stereotipi e diffidenze ancora presenti nel mondo artistico. Tuttavia l’arte, come osserva l’artista e attivista Sonia Gisa, possiede la capacità di parlare al cuore delle persone e di favorire cambiamenti autentici nelle società.
L’incontro tra generazioni
Il documentario si conclude negli Stati Uniti, al Manatee Performing Arts Center, dove una rock band femminile incontra un’orchestra composta da musiciste di diverse generazioni. Ancora una volta la musica diventa un ponte tra culture e sensibilità differenti. Il messaggio che emerge da Women Aid è semplice ma significativo: quando le persone si incontrano e collaborano, le differenze non diventano motivo di divisione, ma una ricchezza da condividere. La musica, in questo senso, si rivela uno strumento capace di favorire dialogo, solidarietà e speranza.
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