Israele, approvata legge sulla pena di morte per i condannati per terrorismo
Vatican News
La Knesset, il Parlamento israeliano, ha approvato ieri la legge che introduce la pena di morte in Israele per atti di terrorismo compiuti da Palestinesi. La legge è stata approvata in ultima lettura con 62 voti a favore e 47 contrari. Anche il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha votato a favore; uno dei partiti ultra-ortodossi della coalizione di governo si è opposto, mentre la legge ha incassato il sostegno del partito di opposizione di Avigdor Lieberman. «Abbiamo fatto la storia. Lo avevamo promesso e lo abbiamo mantenuto», ha scritto su X Itamar Ben Gvir, ministro della Sicurezza nazionale israeliano.
L'intento di negare l'esistenza dello Stato di Israele
Secondo il testo, è passibile di condanna a morte «chi causa intenzionalmente la morte di una persona nell’ambito di un atto di terrorismo, con l’intento di negare l’esistenza dello Stato di Israele». Il testo finale prevede che il tribunale abbia la facoltà di convertire la pena in ergastolo, nonché di imporre la pena capitale anche se non richiesta dall’accusa e senza che sia necessaria unanimità tra i giudici. Un invito a non approvare questa norma era stato espresso in una nota congiunta diffusa il 29 marzo dai ministri degli Esteri di Germania, Francia, Italia e Regno Unito. «Esprimiamo — si legge nella nota — la nostra profonda preoccupazione per un disegno di legge che amplierebbe significativamente le possibilità di imporre la pena di morte in Israele» e «siamo particolarmente preoccupati per il carattere di fatto discriminatorio del disegno di legge». Secondo i ministri dei quattro Paesi europei, l’adozione di questa legge rischia «di minare gli impegni di Israele in materia di principi democratici» in quanto «la pena di morte è una forma di punizione disumana e degradante, priva di qualsiasi effetto deterrente» e «il rifiuto della pena di morte è un valore fondamentale che ci unisce».
Gli impegni assunti nel 2007
Il provvedimento rappresenta, inoltre, un passo indietro rispetto agli impegni assunti da Israele dal 2007 circa le risoluzioni dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite che chiedono una moratoria sulle esecuzioni in vista dell’abolizione della pena di morte. A febbraio anche gli esperti dell’Onu avevano esortato Israele a ritirare il disegno di legge, affermando che «discriminerebbe i palestinesi nei territori palestinesi occupati».Gli Stati Uniti, invece, si sono espressi ieri tramite un portavoce del Dipartimento di Stato, sottolineando che Washington rispetta «il diritto di Israele di determinare le proprie leggi e le sanzioni per gli individui condannati per terrorismo. Confidiamo — ha precisato — che tali misure siano attuate nel contesto di un processo equo e nel rispetto di tutte le garanzie e tutele applicabili in materia di giusto processo».
La condanna di Amnesty International
Una ferma condanna all’approvazione di questa legge è arrivata ieri dall’ong Amnesty International. «La comunità internazionale deve esercitare la massima pressione sulle autorità israeliane affinché abroghino immediatamente la legge sulla pena di morte, aboliscano completamente la pena capitale e smantellino tutte le leggi e le pratiche che contribuiscono al sistema di apartheid contro i palestinesi».
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