Edifici distrutti nella città iraniana di Beirut Edifici distrutti nella città iraniana di Beirut 

Israele colpisce a largo raggio l’Iran. Teheran sferra nuovi attacchi ai Paesi del Golfo

Nel 17esimo giorno di conflitto le forze israeliane lanciano una nuova vasta offensiva danneggiando strutture sanitarie e di soccorso nella capitale iraniana. L’esercito iraniano di contro prende di mira il Kuwait, gli Emirati Arabi e l’Arabia Saudita. Dal presidente Usa, Trump, minacce su possibili attacchi all’isola di Kharg al largo delle coste iraniane

Paola Simonetti – Città del Vaticano

Nel mirino ci sarebbero le infrastrutture del regime iraniano, ma a finire sotto i colpi delle Forze armate israeliane sono state anche una clinica e un posto di soccorso della Mezzaluna Rossa a Teheran, secondo quanto riferisce la stessa organizzazione che registra ingenti danni. Dal ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, arriva la denuncia di attacchi anche contro i depositi di carburante nella capitale iraniana definendoli un "ecocidio" che mette a rischio a lungo termine la salute dei residenti.

Gli obiettivi dell’Iran

Le forze iraniane di contro proseguono gli attacchi a largo raggio sui Paesi del Golfo: colpita la base italiana di Ali Al Salem, in Kuwait, dove non si sono registrati feriti; gli Emirati Arabi Uniti che hanno intercettato e neutralizzato diversi droni e missili; anche verso l’Arabia Saudita, Teheran ha lanciato circa 60 missili. L’ultima minaccia dell'Iran è quella di colpire stando a quanto fatto sapere dal portavoce del comando unificato statunitemse, i centri che forniscono supporto logistico alla portaerei americana Gerald Ford di stanza nel Mar Rosso.

La posizione degli Stati Uniti

Il presidente Usa, Donald Trump, intanto, preoccupato delle ripercussioni commerciali e petrolifere legate al controllo iraniano sullo Stretto di Hormuz, avverte la Nato e minaccia un futuro "molto negativo" se gli alleati non contribuiranno a tenere aperto lo Stretto e avvisando l’Iran di poter colpire a breve la strategica isola di Kharg, vicina alle coste iraniane. Il capo della Casa Bianca chiama in causa anche la Cina: “Dovrebbe aiutare – ha dichiarato Trump- : il 90% del suo petrolio proviene da lì”. Pechino, dal canto suo, esorta gli Stati Uniti a “correggere invece i loro comportamenti scorretti sul commercio". La delicata situazione del passaggio marittimo nel Golfo impensierisce anche il resto del mondo: diversi i Paesi che starebbero contattando Teheran, secondo Araghchi, per ottenere un passaggio sicuro delle loro navi commerciali attraverso lo Stretto, aggiungendo che sarà discrezione “delle forze armate iraniane decidere in merito". L'amministrazione Trump, intanto, mette in campo nuove strategie per colpire la leadership iraniana: annunciata una ricompensa fino a 10 milioni di dollari per informazioni in merito ai vertici del Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica dell'Iran. Tra le persone citate figurano la nuova guida suprema dell'Iran Mojtaba Khamenei, figlio di Ali, il responsabile della sicurezza nazionale Ali Larijani e Ali Asghar Hejazi, già capo di gabinetto della Guida suprema.

L’offensiva in Libano

Si intensificano, nel frattempo, le attività militari israeliane in Libano con l’esercito che ha annunciato l'avvio di operazioni terrestri nel sud del Paese con l'obiettivo di ampliare la "zona di difesa avanzata" lungo il confine che mira a distruggere infrastrutture del movimento Hezbollah. Nella notte, in particolare, si sono registrati nuovi bombardamenti sulla periferia meridionale della capitale libanese Beirut, mentre nel sud, a Khiyam, ci sono stati scontri tra l’esercito israeliano e miliziani del movimento sciita. Il ministero della Salute del Libano dal canto suo riferisce che gli attacchi israeliani nel Paese dal 28 febbraio hanno causato almeno 850 morti, tra cui 66 donne, 107 bambini e 32 operatori sanitari. I feriti sono oltre 2.100 e più di 800.000 persone sono state costrette a lasciare le proprie case. Non si è fatta attendere la risposta del movimento sciita libanese che ha contrattaccato prendendo di mira con un assembramento di militari israeliani vicino a Calf, a nord dell'insediamento di Kfar Yuval.

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16 marzo 2026, 08:40