Cerca

L'attacco sull'Iran L'attacco sull'Iran

Iran, ucciso Khamenei. Continuano i bombardamenti Usa-Israele

Gli attacchi hanno raso al suolo il bunker della guida suprema iraniana. La reazione di Teheran contro le città israeliane e i Paesi del Golfo. Oltre 200 vittime iraniane, tra loro molte bambine. I pasdaran chiudono lo Stretto di Hormuz

Francesca Sabatinelli e Roberto Paglialonga - Città del Vaticano

I media statali iraniani hanno confermato la notizia dopo che da ore gli Stati Uniti e Israele l’avevano lanciata: l'Ayatollah Ali Khamenei, guida suprema iraniana, al potere della repubblica islamica dal 1989, è rimato ucciso negli attacchi coordinati tra statunitensi e israeliani che da ieri mattina stanno colpendo più città iraniane e che hanno distrutto il bunker di Khamenei, con lui sono morti figlia, genero e nipote. Tra le vittime si conterebbe anche l'ex presidente Ahmadinejad, rimasto ucciso in un raid. Ma sull'accaduto è giallo: l'agenzia semi-ufficiale Ilna, che inizialmente aveva dato per certa la notizia, ha poi parzialmente ritrattato mettendo in dubbio il fatto che Ahmadinejad sia effettivamente morto a causa dei bombardamenti. E anche alcuni media israeliani, come Channel 12, hanno detto che per quanto a loro conoscenza "l'ex presidente non è stato eliminato nell'attacco" sulla sua abitazione a Teheran.

L’operazione, denominata "Ruggito del leone" dagli israeliani, "Furia epica" da Washington, era stata annunciata da giorni di movimenti di caccia e navi da guerra e poi confermata alle tre di mattino del 28 febbraio, ora di Washington, da un videomessaggio del presidente Trump nel quale si annunciava l’intenzione di “radere al suolo, annientare” l’industria missilistica iraniana, con il primo obiettivo quello di rovesciare il regime, eliminando Khamenei. Trump ha quindi annunciato nel pomeriggio che la "leadership iraniana vuole parlare" e che lui avrebbe accettato di farlo. 

Le bombe di Usa e Israele, la ritorsione dell'Iran. Le vittime in una scuola

I bombardamenti a tappeto su diverse città, oltre alla capitale Teheran, Tabriz, Isfahan, Qom, Bushehr, Kermanshah, Zanjan, Karaj, hanno provocato la morte di circa 200 persone, tra loro si parla di oltre 165  bambine, studentesse di una scuola elementare femminile a Minab, nel sud del Paese, a circa 60 metri da una base iraniana. 

La ritorsione di Teheran si è scatenata con missili e droni contro Israele e contro i Paesi del Golfo tra i quali Qatar Kuwait, Bahrein ed Emirati Arabi Uniti colpendo basi militari Usa ma anche strutture civili, come accaduto a Dubai. Le sirene risuonano incessantemente a Gerusalemme, nelle cui vicinanze, a Beit Shemesh, un missile balistico iraniano ha colpito un'area residenziale distruggendo abitazioni, un rifugio pubblico e una sinagoga, con un bilancio, che si ritiene provvisorio, di nove morti. Un attacco con droni iraniani ha invece provocato un incendio in una base navale di Abu Dhabi che ospita anche forze francesi, senza causare vittime. Una pioggia di missili si è registrata anche in Oman.

Anche gli Usa registrano morti, tre soldati rimasti uccisi in azione e cinque sono rimasti gravemente feriti. Mentre Israele ha intanto annunciato di aver mobilitato 100mila riservisti che si aggiungono ai 50mila già in servizio. Rafforzate, ha dichiarato l'esercito, le truppe di terra ai confini di Israele con la Siria, il Libano, la Striscia di Gaza e in Cisgiordania.

Raid sulla tv di Stato iraniana

Gli attacchi congiunti di Usa e Israele sono proseguiti per tutta la giornata odierna. Colpita anche la sede della radio e della televisione di Stato a Teheran. Lo rende noto la stessa emittente. Ma fortissime esplosioni sono state avvertite in tutto il centro della capitale iraniana. Secondo l'agenzia di stampa Isna sarebbe stato colpito anche l'ospedale Gandhi, situato nel nord di Teheran; mentre le agenzie di stampa Fars e Mizan hanno pubblicato un video, presumibilmente girato all'interno della struttura, che mostra detriti sul pavimento tra le sedie a rotelle. Per le Forze di difesa israeliane, si legge in una nota, sono stati distrutti i centri nevralgici delle Guardie rivoluzionarie, e "l'uccisione di Ali Khamenei costituisce il vertice di uno sforzo per eliminare i vertici dell'asse del terrore". L'esercito ricorda che fra le figure di spicco uccise a partire dall'attacco del 7 ottobre 2023 a Gaza ci sono l'ex segretario generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, il capo di Hamas, Yahya Sinwar, il comandante militare degli houthi, Muhammad al-Ghamari e alti comandanti militari iraniani. 

Anche Teheran ha lanciato nella giornata nuovi attacchi su Israele: esplosioni sono state avvertite nella città di Haifa nel corso del tardo pomeriggio, e in serata di nuovo a Tel Aviv e Gerusalemme.

Trump: 48 i leader iraniani uccisi

Trump, che in serata ha sentito i leader di Israele, Bahrein ed Emnirati Arabi Uniti, ha dichiarato in una intervista a Fox che sarebbero "48 i capi iraniani uccisi in un colpo solo", e che "la situazione sta procedendo rapidamente". Interpellato sulla possibilità d'interrompere gli attacchi se Teheran decidesse di dialogare, Trump ha detto "non lo so, potrei considerarlo se ci soddisfano, ma per ora non ci sono riusciti".

In attesa della nuova Guida Suprema

La Costituzione della Repubblica islamica prevede che fin quando l'Assemblea degli esperti non avrà eletto il nuovo leader, a guidare la transizione dell'Iran sarà il Consiglio ad interim, di cui fanno parte il presidente Massoud Pezeshkian, il capo della magistratura Gholamhossein Ejei e l'ayatollah Alireza Arafi. Arafi è membro del Consiglio dei Guardiani ed è stato selezionato per la transizione dal Consiglio di Discernimento, come previsto dalla legge. 

Pezeshkian: vendetta per Khamenei

Il presidente iraniano Pezeshkian ha intanto annunciato, parlando alla tv di Stato, la vendetta per la morte di Khamenei. "L'assassinio della più alta carica politica della Repubblica islamica dell'Iran e di un importante leader dello sciismo mondiale - sono state le sue parole - è una aperta dichiazione di guerra contro i musulmani e contro gli sciiti in tutto il mondo".

Il ministro degli Esteri di Teheran: decideremo noi quando finire la guerra

Mentre Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha affermato su X che sarà Teheran a decidere "quando e come finire la guerra". Un accordo sul nucleare tra Stati Uniti e Iran "era a portata di mano", ma Donald Trump ha di fatto ordinato il "bombardamento del tavolo dei negoziati", ha aggiunto. "Abbiamo lasciato Ginevra con la consapevolezza che avremmo concluso un accordo al nostro prossimo incontro. Chi voleva rovinare la diplomazia è riuscito nel suo intento", ha concluso riferendosi al presidente degli Usa. E l'ayatollah Arafi ha annunciato sullo stesso social che "questa notte il mondo assisterà alla fine dell'arroganza sionista". 

Usa affondano nove navi della Marina iraniana

Il Comando centrale degli Stati Uniti ha annunciato che le sue forze hanno colpito una nave iraniana all'inizio dell'operazione militare contro l'Iran. La corvetta classe Jamaran, ha precisato il Centcom, "sta attualmente affondando sul fondo del Golfo di Oman presso il molo di Chahbahar", nell'Iran meridionale. Ma nel pomeriggio odierno, Trump ha scritto su Truth che in generale sarebbero nove le navi della Marina iraniana, "alcune delle quali relativamente grandi e importanti", a essere state distrutte.  Mentre "in un attacco separato, abbiamo in gran parte distrutto il loro quartier generale della Marina", ha aggiunto. 

Chiuso lo Stretto di Hormuz. Iran colpisce tre petroliere attribuite a Gran Bretanga e Usa

L'Iran ha annunciato un periodo di lutto di 40 giorni, seguiti da 7 giorni di festa, dopo la morte di  Khamenei, mentre i pasdaran hanno chiuso lo Stretto di Hormuz, rotta strategica per il trasporto marittimo del petrolio, ttraverso il quale passa circa un quinto del greggio consumato a livello globale. Attualmente almeno 150 petroliere sono ferme all'ancora nelle acque del Golfo oltre lo Stretto. Stamattina una petroliera battente bandiera della Repubblica di Palau era stata colpita dagli iraniani con la conseguente evacuazione dell'equipaggio, tra loro 4 marinai con ferite di varia gravità. Mentre nel pomeriggio, in una dichiarazione successiva, i pasdaran hanno annunciato di aver colpito 3 petroliere americane e britanniche con missili nel Golfo e nello Stretto. Un morto dopo il lancio di un razzo su una petroliera battente bandiera delle Isole Marshall al largo dell'Oman.

In giornata, il segretario di Stato Usa Marco Rubio avrà un colloquio con i leader dei Paesi del G7. Ieri,  mentre in apertura del Consiglio di Sicurezza straordinario, ieri, il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres aveva parlato del rischio di una catena di eventi incontrollabili, condannando l’escalation di violenza in Medio Oriente.

Le reazioni internazionali

Immediate le reazioni dei Paesi, con espressioni di cordoglio a Teheran da parte di Russia, Nord Corea e Cina. Il presidente russo Putin definisce “eminente statista” Khamenei, parlando di “assassinio commesso in cinica violazione della morale e del diritto internazionale”. Mosca quindi, attraverso il ministero degli Esteri, “condanna con fermezza e coerenza la pratica degli omicidi politici e della 'caccia' ai leader di Stati sovrani”.

Pechino denuncia la violazione del diritto internazionale e delle relazioni internazionali di base, perché inaccettabile, indica il ministro degli esteri Wang Yi all’omologo russo Lavrov, che si lancino attacchi “contro l’Iran durante i negoziati con gli Stati Uniti”. Condanna anche da parte della Corea del Nord, verso un “atto di aggressione illegale” che ha mostrato, sostiene Pyongyang, la "natura da gangster" di Washington.

In una nota, Hezbollah, gruppo libanese filo-iraniano, annuncia l’intenzione di contrastare “l’aggressione americana”, mentre In Pakistan manifestanti filo-Teheran hanno tentato l’assalto a edifici diplomatici Usa, con il risultato di scontri tra manifestanti e polizia e un numero di vittime attestato a 17, al momento. Stesse scene in Iraq, a Baghdad, dove diverse centinaia di iracheni hanno tentato di assaltare il complesso diplomatico inneggiando “al martirio di Khamenei”. Il leader sciita Moqtada al-Sadr ha annunciato tre giorni di lutto nel Paese per il "martirio del leader della Rivoluzione islamica". Altre manifestazioni si sono svolte in aree dell'India a maggioranza sciita.

"Rattristato per la morte di Khamenei", si è detto su X il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, esprimendo le condoglianze della Turchia al popolo iraniano.

Le parole dei leader di Bruxelles

"Il rischio di un'ulteriore escalation è reale. Per questo motivo è urgente una transizione credibile in Iran. Una transizione che ripristini la stabilità e apra la strada a una soluzione duratura". Scrive su X la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen dopo la sua telefonata con lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani del Qatar.

Mentre per l'Alto rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, "la morte di Ali Khamenei è un momento decisivo nella storia dell'Iran”, e nonostante l’incertezza, “si apre una strada verso un Iran diverso” che potrebbe essere plasmato dal suo popolo “con maggiore libertà”. "Chiediamo massima moderazione e rispetto del diritto internazionale", ha concluso in una nota a nome dei 27 membri dell'Ue, esortando tutte le parti alla de-escalation e definendo "inaccettabili" gli attacchi iraniani e le violazioni della sovranità di diversi Paesi della regione.

La fine dell'ayatollah deve segnare la fine dell'era dei dittatori in Iran: "Dopo 47 anni deve essere tempo di libertà". Lo ha detto la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, dopo la notizia della morte di Ali Khamenei in seguito all'attacco israelo-statunitense contro l'Iran. "Per tutti coloro che sono stati assassinati, giustiziati e fatti sparire con la forza; per tutti quei bambini costretti a crescere nella paura delle catene del regime; per tutte quelle madri costrette a setacciare scantinati insanguinati, pieni di cadaveri di innocenti, alla ricerca dei propri cari; per le generazioni di iraniani che hanno dovuto abbandonare le proprie case e vivere in esilio; per ogni prigioniero politico torturato, giustiziato o ingiustamente imprigionato; per le donne, la vita, la libertà. Per Jina Mahsa Amini", e "per tutti coloro che vogliono che il popolo iraniano possa godere della luce anziché rimanere avvolto nell'oscurità", ha concluso chiedendo a Teheran, a nome del Parlamento Ue, che consenta "finalmente al suo popolo di essere libero di scegliere il proprio destino".

Dagli Stati del Golfo

Dagli Emirati Arabi Uniti arriva intanto un avvertimento: non è esclusa una risposta all’Iran. Se gli attacchi continueranno, “non resteremo a guardare”. L'Oman ha chiesto un immediato cessate-il-fuoco a Israele, Usa e Iran.

Ultimo aggiornamento: ore 20.55

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

01 marzo 2026, 08:51