Medio Oriente, l'appello di Noa: ricordiamoci che siamo tutti creature di puro amore
Vatican News
«Dobbiamo comprendere l’interconnessione di tutti gli esseri viventi. Dipendiamo gli uni dagli altri e dobbiamo ricordare chi siamo veramente: creature di puro amore»: è questo il cuore dell’appello lanciato in queste ore da Noa, una delle voci israeliane più conosciute a livello internazionale. La cantante ha diffuso il messaggio in un video pubblicato sui social mentre si trova in Italia e non può rientrare nel suo Paese a causa della crisi che coinvolge il Medio Oriente.
Il video di Noa
Nel video, l’artista racconta la propria preoccupazione per la famiglia rimasta in Israele e per l’escalation che rischia di coinvolgere l’intera regione. «Sono in Italia, non posso tornare a casa, sono molto preoccupata per la mia famiglia e i miei mici, per il popolo di Israele, dell’Iran, del Medio Oriente e del mondo intero», afferma. Il suo è un appello che invita a guardare oltre la spirale della violenza e a riconoscere la responsabilità reciproca. «La soluzione verrà solo dal rispetto della responsabilità, dalla trasparenza, dal compromesso, dalla compassione, dal coraggio e dalla fiducia», dice la cantante, avvertendo che senza questo cambio di prospettiva «saremo destinati al ciclo dello spargimento di sangue». Il messaggio si chiude comunque con una nota di speranza: «Dobbiamo lavorare per la pace e credere in essa. Arriverà, prima di quanto si possa pensare».
Una voce per la pace nel mondo
Parole che si inseriscono nella continuità di un impegno pubblico che accompagna da molti anni il percorso umano e artistico della cantante. Nata a Tel Aviv nel 1969 con il nome di Achinoam Nini, Noa è oggi una delle artiste israeliane più note sulla scena internazionale. La sua carriera, sviluppata tra concerti e collaborazioni artistiche, è stata spesso affiancata da un forte impegno per il dialogo e la convivenza tra i popoli del Medio Oriente. Il suo percorso è stato segnato anche da momenti simbolici di incontro tra culture e religioni. Nel 1994 fu la prima cantante israeliana a esibirsi in Vaticano davanti a San Giovanni Paolo II, interpretando una versione dell’Ave Maria che ebbe grande risonanza internazionale. Negli anni successivi è tornata più volte a cantare in Vaticano, anche davanti a Papa Francesco. Molto forte anche il legame con l’Italia, dove è diventata popolare grazie alla partecipazione al Festival di Sanremo e alla sua interpretazione di “Beautiful That Way”, il brano del film 'La vita è bella' di Roberto Benigni. Parallelamente alla carriera musicale, l’artista ha sostenuto diverse iniziative per la pace nella regione. Nel 2009 ha rappresentato Israele all’Eurovision Song Contest insieme alla cantante arabo-israeliana Mira Awad con il brano “There Must Be Another Way”, cantato in ebraico, arabo e inglese proprio come messaggio di convivenza tra i popoli.
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