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Si è concluso a Treviso il XVII Forum internazionale di Greenaccord Si è concluso a Treviso il XVII Forum internazionale di Greenaccord 

Greenaccord, i cittadini sollecitino la cura di governi e aziende per l'ambiente

Si è concluso a Treviso il XVII Forum Internazionale per l'Informazione sulla Salvaguardia della Natura. Forte l'appello alla difesa della casa comune: la Terra non è un bene che ci appartiene, ma è una comunità alla quale apparteniamo con uno speciale ruolo di responsabilità

Luca Collodi - Treviso

“L’ecologia della mente e dell'anima” ha caratterizzato il Forum interrnazionale di Greenaccord che si conclude oggi, sabato 21 aprile 2026, a Treviso, sul tema “Costruire il futuro insieme. Un’umanità nuova con sete di futuro”. “È il problema dell’eco-ansia - spiega Alfonso Cauteruccio, presidente di Greenaccord - legato al timore dei giovani sul proprio futuro per l'effetto dei cambiamenti climatici”. Il Forum di Greenaccord, è la sua precisazione, ha affrontato anche il tema dell'ecologia dell'anima, cioè la natura come sollievo per l'anima e accompagnamento della nostra spiritualità, come nella tradizione dei padri del monachesimo antico: la natura come via principale per arrivare a Dio.

L’ambiente e i cittadini

Tra le domande che l’Istituito Piepoli ha rivolto agli intervistati sulla base di una ricerca di marketing presentata al Forum di Treviso, c’è il tema ambientale. “Dove mettono l'ambiente gli italiani? All'ultimo posto" spiega Livio Gigliuto, presidente dell’Istituto Piepoli. C'è però un'altra domanda: se l'ambiente sia una priorità o meno. Su questo, nove italiani su dieci ci dicono che è una priorità”. Questa apparente incongruenza Gigliuto la spiega "con il fatto che per l'opinione pubblica l'ambiente non rappresenta ancora la soluzione a tutti gli altri problemi. Per la gente la priorità, ad esempio, è la salute ed avere una sanità efficiente”. Ma in realtà, prosegue, "se vogliamo vivere meglio dobbiamo migliorare il contesto in cui viviamo. Se vogliamo pagare meno l'energia, le bollette, dobbiamo stare attenti alla sostenibilità ambientale. Se vogliamo vivere in un pianeta più sicuro e forse economicamente più florido, dobbiamo dare attenzione al cambiamento climatico”. Ma c'è una quota di fatalismo nell'opinione pubblica italiana, precisa poi, "molti pensano che l’ambiente sia un enorme problema, un problema talmente grande la cui soluzione non può dipendere dai nostri comportamenti ma da quelli dei governi, delle multinazionali, delle grandi aziende energivore. Ma è anche vero - conclude il presidente dell’Istituto Piepoli - che, come in passato, il comportamento del singolo cittadino può cambiare il comportamento e le attenzioni delle istituzioni e delle aziende al tema ambientale”.

La bioeconomia

“Sviluppare un nuovo modello di bioeconomia significa rafforzare il valore dell’economia circolare” e questo è possibile, spiega Stefano Arvati, presidente di Renovo, "lavorando sul modello dell’agrovoltaico, che può essere la risposta alla transizione energetica ed ecologica: è il modo più efficiente di produrre energia là dove la consumiamo”. “La fonte energetica è infatti il sole che è ovunque - continua Arvati - e per questo posso valorizzare l’agricoltura, perché l’agricoltore può ricevere sia l’affitto, perchè produco energia sui fondi di sua proprietà, sia un aiuto alla produzione. Si tratta infatti di pannelli mobili posizionati in alto sui campi che permettono di produrre cibo sotto le strutture".

Le conclusioni del Forum 

“Non esiste distinzione fra uomo e natura - interviene Andrea Masullo, direttore scientifico di Greenaccord - spesso dimentichiamo che anche noi siamo natura, non siamo al di fuori di essa. Se c’è disarmonia fra gli uomini, si danneggia la natura e il danno alla natura danneggia la società umana, creando un circolo vizioso. Le ideologie spesso ci impongono un ordine sociale, economico e politico, dicendoci che è l’ordine naturale delle cose. Solo l’altruismo, la cooperazione, la collaborazione corrispondono al vero ordine naturale delle cose".

La missione dei giornalisti

La missione, è quindi l'indicazione, è quella di portare la consapevolezza che, nonostante la gravità dei problemi, esistono soluzioni. Questo può essere un contributo importante per la nascita di reti spontanee di giornalisti e cittadini, dandogli forza e visibilità, per iniziare a costruire una nuova umanità in grado di raddrizzare la rotta di un mondo che sembra correre verso l’autodistruzione.  “Non c’è distinzione, infatti, fra natura ed etica - conclude Masullo - e non dobbiamo mai dimenticare che noi siamo natura. La Terra non è un bene che ci appartiene ma è una comunità alla quale apparteniamo con uno speciale ruolo di responsabilità”.

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21 marzo 2026, 12:51