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Esther Sibylle von der Schulenburg premiata da Mattarella al Quirinale Esther Sibylle von der Schulenburg premiata da Mattarella al Quirinale

Carceri, onorificenza di Mattarella ad “Artisti Dentro”

Tra le 31 persone insignite nei giorni scorsi al Quirinale dal presidente italiano, a ricevere l'onorificenza dell’Ordine al merito della Repubblica c’era anche Esther Sibylle von der Schulenburg, presidente e fondatrice della onlus che attraverso l’arte abbatte la recidiva tra i detenuti

Roberta Barbi – Città del Vaticano

“Con gli studi in psicologia e giurisprudenza che ho fatto non potevo che finire in galera!”: scherzava così Esther Sibylle von der Schulenburg, in una nostra intervista di qualche anno fa, quando “Artisti Dentro” era una bella realtà nata a Milano e che si stava facendo conoscere in tutta Italia. Il 3 marzo scorso la fondatrice della onlus, assieme ad altre 31 persone, è stata insignita dal presidente Mattarella del titolo di Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana. Un riconoscimento ricevuto “per l’impegno profuso nel migliorare le condizioni di vita e le possibilità di reinserimento dei detenuti” che l’ha emozionata e commossa, nonostante lei dica di se stessa, in una intervista ai media vaticani, di non essere “un tipo facile alla commozione, visti gli ambienti che frequento in carcere, ma si vede che il presidente è attento a questo mondo, incontrarlo è stato come trovare alcune risposte che stavo cercando”.

Ascolta l'intervista con Esther Sibylle von der Schulenburg:

Il primo amore per la scrittura

Sibylle è di origini tedesche, ma nasce e cresce in Svizzera, fino al definitivo trasferimento a Trezzano Rosa, Comune della cintura milanese. Figlia di due scrittori, inizia a impugnare carta e penna molto presto ed è subito amore per un’arte che permette di esprimere se stessi in profondità. Forte è anche la sua spinta per il sociale, perciò le viene naturale sommare queste due passioni e creare nel 2014 il concorso “Scrittori Dentro” riservato ai componimenti delle persone detenute in tutta Italia. “Poi – racconta ancora – mi sono resa conto che la scrittura non bastava perché in carcere c’è spesso un tasso di scolarizzazione molto basso, vicino alla quinta elementare e inoltre molti ristretti non sono italofoni e la comunicazione non era sempre facile, così mi sono fatta venire altre idee”.

Il “potere della creatività”

Nel 2015 nasce “Cuochi Dentro”, originale premio culinario dedicato rigorosamente alle ricette cucinate in carcere e che si possono replicare in ogni cella. “In Italia negli istituti di pena – spiega Esther Sibylle – non ci sono le mense, ma ai detenuti è consentito tenere in cella un fornelletto per scaldare il vitto che arriva freddo, ma che usano anche per cucinare. Quindi ho pensato che la cucina potesse coinvolgere ancora più persone, compresi i ristretti stranieri”. Nel 2016, infine, è la volta di “Pittori dentro”: “Per intercettare anche i ristretti analfabeti ho pensato di ricorrere al disegno e alla pittura – chiarisce – ma nella forma della mail art, cioè le cartoline che possono essere spedite più agevolmente anche via mail per quegli istituti che sono dotati di questo servizio”.

Il segreto è restare fuori per abbattere la recidiva

Per cercare di arrivare davvero alle potenzialità di tutti, “Artisti Dentro” usa un metodo particolare: “La corrispondenza. Tutti i nostri concorsi, infatti, sia quelli dedicati alla scrittura, che alla cucina o alla mail art, essendo a carattere nazionale sono gestiti dall’esterno del carcere. In questo modo – continua la presidente – possono partecipare davvero tutti coloro che se la sentono di mettersi in gioco. Per altri progetti, invece, siamo attivi direttamente all’interno delle carceri milanesi”. L’obiettivo di tutte queste iniziative è abbattere il tasso di recidiva, che in Italia si attesta al 70%: “A Bollate, da dove partono le nostre attività perché abbiamo sede a Milano, siamo riusciti ad arrivare al 17% di persone che una volta fuori tornano a delinquere e questo dimostra che intervenendo sul singolo i risultati si ottengono, comunque abbiamo tanti riscontri positivi dai detenuti che ci scrivono, il nostro metodo funziona e continueremo così”.

Contro “l’autoreferenzialità del carcere”

L’intero progetto “Artisti Dentro” nasce proprio dalla convinzione che sia necessario rompere l’autoreferenzialità cui troppo spesso il carcere è condannato. “In Italia - constata la presidente della onlus - c’è un grosso problema con le carceri, è evidente, e se ne parla sena riuscire a trovare soluzioni. Spesso e volentieri la palla viene rimbalzata al volontariato. I detenuti solo teoricamente sono privati solo della libertà di movimento, in realtà sono privati anche della libertà di pensiero, di crescita e di identità”. È sul recupero di queste libertà che si innesca, allora, l’azione dell’associazione: “Io stessa scrivo perciò conosco il potere della scrittura – conclude – e ho scelto di proporre la formula del concorso che fa leva sull’agonismo, in modo da accendere nei ristretti la motivazione, quella scintilla che resta ancora dentro di loro e ha bisogno di venir fuori”. 

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05 marzo 2026, 09:25