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Mojtaba Khamenei è la nuova Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei è la nuova Guida Suprema iraniana

Iran, Mojtaba Khamenei è la nuova Guida suprema

Decimo giorno di guerra in Medio Oriente: i Guardiani della rivoluzione giurano fedeltà alla nuova Guida suprema, scelta dagli esperti della Repubblica islamica: è il secondogenito di Ali Khamenei, ucciso all’inizio del conflitto, molto vicino ai Pasdaran. Il presidente Trump commenta: “Senza la mia approvazione non durerà a lungo”

Roberta Barbi – Città del Vaticano

“Il nome di Khamenei continuerà”: così l’Assemblea degli esperti ha annunciato ieri il successore alla carica di Guida suprema della nazione iraniana: la scelta è caduta su Mojtaba Khamenei, secondogenito dell’ayatollah ucciso nel primo giorno di guerra, molto vicino ai Pasdaran, la cui nomina ha ricevuto una dichiarazione di lealtà, rispetto e obbedienza dai Guardiani della rivoluzione che hanno parlato di “alba di una nuova era per l’Iran”. La nomina ha ricevuto il plauso anche dai ribelli houthi dello Yemen, mentre il presidente americano Donald Trump, in un’intervista ha commentato: “Non durerà a lungo se non otterrà l’approvazione della Casa Bianca”. Israele, inoltre, fa sapere che "continuerà a perseguire" la leadership iraniana.

Le operazioni sul terreno

Intanto proseguono gli attacchi israeliani e statunitensi su Teheran dove ieri la Mezzaluna rossa ha lanciato l’allarme sul rischio di piogge acide per l’immissione di componenti tossici nell’atmosfera, invitando la popolazione a restare in casa. Colpito dalle forze di difesa israeliane un centro di comando Basji, le forze paramilitari iraniane.

Di contro, continuano anche i lanci di missili e droni dall’Iran verso i Paesi del Golfo: 32 feriti civili, di cui 4 gravi, tra i quali bambini, si registrano nell’isola di Sitra nel Bahrein, dove è stato danneggiato anche l’impianto petrolifero di Al Ma'ameer in cui è scoppiato un vasto incendio. Esplosioni si segnalano a Doha, in Qatar e raid notturni nel Kuwait e in Arabia Saudita, dove gli Usa stanno evacuando la propria ambasciata. Vanno avanti anche le operazioni israeliane in Libano, concentrate nelle zone considerate roccaforte del movimento filo-iraniano Hezbollah.

Le reazioni

Di un possibile intervento di terra in Iran, è tornato a parlare l’ambasciatore israeliano a Washington, Michael Leiter, che ha detto di non poterlo escludere, mentre il presidente americano Trump sulla decisione di quando porre fine alla guerra ha dichiarato che sarà “concordata” con il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Intanto la Türkiye, dopo i ripetuti attacchi sulla base di Akrotiri a Cipro, ha deciso di schierare sei caccia F16 nella zona settentrionale dell’isola ritenuta sovrana unicamente da Ankara “a protezione della comunità turca”. L’inviato della Cina in Arabia Saudita, Zhai Jun, ha espresso "profonda preoccupazione" per le crescenti tensioni nella regione, indicando nella pace e nella fine delle ostilità "vie fondamentali" all'uscita dalla crisi.

Sale il prezzo del petrolio

Infine le tanto temute conseguenze economiche: il prezzo del petrolio è salito a 115 dollari al barile, ma Trump minimizza: “Scenderà quando la minaccia iraniana sarà distrutta – ha detto – è un prezzo molto piccolo da pagare per garantire la pace e la sicurezza globale”.  

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09 marzo 2026, 08:38