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I cieli di Teheran presa d'attacco dai raid aerei I cieli di Teheran presa d'attacco dai raid aerei

Guerra in Medio Oriente, attacchi su vasta scala su Teheran

Ancora una offensiva aerea lanciata nella notte contro Teheran da parte di Israele, che parla di “nuova fase del conflitto”. Dopo una pausa prolungata anche l’Iran è tornato a lanciare una raffica di missili contro Israele. Sul fronte internazionale si moltiplicano le reazioni al conflitto

Roberta Barbi e Paola Simonetti – Città del Vaticano

Attacchi israeliani su larga scala, in particolare sui quartieri nell’est e nell’ovest di Teheran sono stati lanciati nella notte da Israele che afferma di aver preso di mira infrastrutture del regime in quella che ha definito “una nuova fase del conflitto”. Colpita una delle strade commerciali nel cuore della città, via Johmuri, una stazione di autobus e alcuni edifici civili. Diffuso, inoltre, dagli Usa, un video che mostrerebbe una nave porta-droni iraniana in fiamme centrata da un attacco.

Trump: operazione di terra sarebbe perdita di tempo

Per quanto riguarda la paventata operazione di terra in territorio iraniano, il presidente americano Trump l’ha definita una “perdita di tempo”, mentre sul futuro del governo di Teheran ha affermato di volere un buon leader e di avere alcuni nomi da proporre. Sulla durata della guerra ha dichiarato di non aver fissato alcun limite temporale, ma che durerà fino all’eliminazione del programma nucleare iraniano e anche i Pasdaran fanno sapere di essere pronti a un conflitto prolungato. Diffusa anche un’indiscrezione della Cnn secondo cui questa nuova guerra costerebbe agli Stati Uniti 890 milioni di dollari al giorno.

Il fronte del Libano

Nuovi attacchi aerei delle Forze di difesa israeliane si registrano pure su diverse località del Libano, in particolare sulla città di Douris, a Srifa, Aita al-Shaab, Touline, Sawaba e Majdal Selm, oltre a 26 raid sulla capitale Beirut.

Nuova ondata di missili dall’Iran

Dopo una pausa di alcune ore anche Teheran ha ripreso i propri lanci di missili sia contro Tel Aviv – ma l’allarme è scattato in diverse regioni israeliane – sia contro i Paesi del Golfo: a Manama, capitale del Bahrein, nell’area dove si trova la sede diplomatica israeliana, sono stati colpiti due hotel, contro la base aerea americana di Prince Sultan in Arabia Saudita e in Giordania. E si iniziano a fornire i primi drammatici bilanci: l’Unicef riferisce già di 200 bambini morti in Medio Oriente dall’inizio dell’escalation militare di sabato scorso.  

Le posizioni sul fronte internazionale

Una ferma condanna è giunta ieri, giovedì 5 marzo, dagli alleati della Nato nel contesto del Consiglio atlantico, all'attacco iraniano due giorni fa contro la Türkiye, alla quale hanno espresso piena solidarietà, precisando che la posizione di deterrenza e difesa dell’Alleanza rimane forte in tutti i settori operativi. Il portavoce del segretario generale dell'Onu, António Guterres, Stéphane Dujarric, non ha confermato le indiscrezioni di un possibile riavvio di negoziati di pace riservati tra Iran e Stati Uniti, ma ha auspicato “una veloce ripresa del dialogo per evitare ulteriori uccisioni di civili". Un conflitto su cui conferma di voler restare fuori la Spagna, che non ha concesso l’uso di basi sul territorio; una posizione questa duramente criticata dal presidente Usa, Donald Trump, che ha definito Madrid un Paese "molto ostile alla Nato". Anche la Germania ha ribadito di non voler inviare ulteriore supporto militare in Medio Oriente, dopo che gli alleati europei hanno annunciato l'intenzione di spostare forze nel Mediterraneo orientale in seguito all’attacco con droni contro una base aerea britannica a Cipro, dopo il quale la Gran Bretagna, con Francia e Grecia, ha deciso di potenziare le difese aeree nell’area.

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06 marzo 2026, 08:51