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Distruzione nei sobborghi di Beirut, roccaforte di Hezbollah Distruzione nei sobborghi di Beirut, roccaforte di Hezbollah

Medio Oriente, nuovi attacchi israeliani contro Libano e Iran

Un’altra notte di guerra è appena trascorsa in Medio Oriente: Israele continua a bombardare il Libano, dove si conta una vittima nel sud e incassa la condanna del Qatar. Sul fronte iraniano, il presidente americano Trump smentisce il New York Times: “Stiamo distruggendo il regime”, ha detto. Ancora esplosioni a Dubai

Roberta Barbi – Città del Vaticano

Sono proseguite nella notte le operazioni israeliane in Libano contro Hezbollah: attacchi a Beirut, dove è stato ucciso un comandante dei miliziani, ma anche al sud, dove si contano una vittima civile ad Abba e tre morti ad Ain Ebel. Questa mattina otto persone sono morte e nove sono rimaste ferite nell'attacco israeliano contro un edificio residenziale a Sidone, nel sud del Libano. Il Qatar condanna con fermezza i raid israeliani e parla di “palese violazione del diritto internazionale”, mentre Al Jazeera aggiorna il bilancio della guerra nel Paese a 687 morti negli ultimi quattro giorni e 750.000 sfollati. Sul Libano è tornata anche a parlare l’amministrazione Trump che ha fatto sapere di ritenere inutili i negoziati tra il Paese e Israele, finché il governo di Beirut non avrà messo in atto misure concrete contro Hezbollah.

Il fronte iraniano

L’esercito israeliano (Idf) ha annunciato di aver lanciato una ulteriore "vasta ondata" di attacchi su Teheran, dove stamattina si sono susseguite potenti esplosioni nella zona settentrionale. I media iraniani hanno riportato che una delle deflagrazioni in una piazza della capitale, durante una manifestazione, ha causato la morte di una donna. Da ieri sono inoltre di nuovo sotto attacco le strutture atomiche della Repubblica islamica. Esplosioni sono state segnalate presso l’impianto di Fordow, vicino alla città di Qom. Colpito pure il sito di Taleghan, che secondo i vertici militari israeliani si trova nel complesso militare di Parchin, a 30 km dalla capitale e  verrebbe utilizzato dalle autorità di Teheran come infrastruttura strategica, per sviluppare tecnologie indispensabili alla costruzione di armi nucleari. Secondo il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, l’Iran starebbe "per arrendersi", stando a quanto riferito da funzionari dei Paesi del G7 al sito di notizie Axios, che riporterebbe un intervento dello stesso Trump ad una riunione virtuale di mercoledì coi leader del forum intergovernativo.

Trump contro il New York Times: stiamo vincendo

In merito all’andamento generale del conflitto, il presidente Usa, Donald Trump, ha smentito quanto scritto dal quotidiano New York Times: “Se lo leggete pensereste che non stiamo vincendo – ha dichiarato – invece stiamo distruggendo completamente il regime dell’Iran”. Il riferimento è ad alcune affermazioni del quotidiano secondo il quale Teheran starebbe adattando e migliorando le proprie tattiche per contrastare le operazioni di Usa e Israele, il quale, nella prima mattina di oggi, ha annunciato l’inizio di una nuova ondata di attacchi sulla capitale iraniana. Tuttavia, con la morte di quattro membri dell'equipaggio a bordo di un aereo cisterna dell'aeronautica Usa, precipitato nell'Iraq occidentale, è salito a 11 il numero di soldati americani caduti dal'inizio della guerra con l'Iran. Sei militari statunitensi sono rimasti uccisi nell'attacco al porto di Shuaiba, in Kuwait, lo scorso 1° marzo. Un altro soldato è morto nella notte tra il 7 e l'8 marzo in seguito alle ferite riportate durante un attacco in Arabia Saudita. Finora Usa e Israele, secondo fonti del Pentagono, avrebbero colpito 15.000 obiettivi sensibili iraniani. Poco dopo il segretario alla Guerra degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha detto che quella odierna sarà la giornata con i bombardamenti più intnsi dall'inizio del conflitto. Successivamente ha aggiunto che la nuova Guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, è "ferito e probabilmente sfigurato", ragione per la quale ieri ha rilasciato una dichiarazione scritta e non si è mostrato in video. Trump si è detto disposto a scortare le petroliere nello Stretto di Hormuz, se necessario, e ha annunciato che "la prossima settimana colpiremo ancora più duramente l'Iran", pur riconoscendo che "Mosca sta aiutando Teheran un po' come gli Stati Uniti hanno aiutato l'Ucraina".

La reazione di Teheran

Teheran, intanto, continua a rispondere ai raid: nelle ultime ore ha comunicato una nuova ondata di attacchi contro le forze israeliane e statunitensi nella regione, effettuato un nuovo lancio di droni contro l’Arabia Saudita e contro Dubai, negli Emirati Arabi, dove sono state avvertite una serie di esplosioni. Nella prima mattinata di oggi, inoltre, ha sferrato una serie di raid sul nord di Israele dove si contano diversi feriti. Nel suo primo intervento, a quattro giorni dalla nomina ufficiale a Guida Suprema, Mojtaba Khamenei ha confermato la “linea dura” di Teheran per la guerra. "Non ci ritireremo mai", ha fatto sapere. Confermata la chiusura dello Stretto di Hormuz: la "leva" del blocco "deve essere assolutamente utilizzata" per prolungare la "pressione" nell’area e destabilizzare l’economia globale, ha proseguito, annunciando al contempo la prosecuzione degli attacchi contro le basi americane nella regione, se non dovessero essere chiuse. Un monito, questo, ai Paesi del Golfo, perché — ha sostenuto Khamenei — "la pretesa dell’America di stabilire sicurezza e pace non è altro che una menzogna". Sottolineata comunque la consapevolezza dell’Iran di non poter rischiare di soccombere al crescente isolamento: "Dobbiamo avere buoni rapporti con i vicini, siamo pronti a migliorarli". Questa mattina si è inoltre riunito il consiglio di difesa iraniano.

L'allargamento del conflitto: dal Golfo all'Iraq

Rimane poi altissima la tensione nel Golfo. Almeno 16 petroliere, navi cargo e altre imbarcazioni commerciali sono state attaccate dall’inizio della guerra, lo scorso 28 febbraio. Lo rivela un’analisi firmata «The New York Times», che analizza come gli attacchi si siano sempre più concentrati sulle infrastrutture petrolifere ed energetiche. Il segretario al Tesoro statunitense, Scott Bessent, ha fatto sapere che la marina militare Usa inizierà a scortare le navi attraverso lo Stretto di Hormuz non appena sarà "militarmente" possibile, "forse insieme a una coalizione internazionale". La Türkiye stamani ha fatto sapere che le difese della Nato hanno intercettato nei propri cieli un missile balistico lanciato dall’Iran. È il terzo di questo tipo dall’inizio della guerra. Ad intervenire le difese aeree della Nato dispiegate nel Mediterraneo orientale, ha dichiarato il ministero della Difesa di Ankara. Da segnalare, infine, un nuovo allargamento della guerra: dall’Iraq, il gruppo armato filo-iraniano Ashab al-Kahf ha annunciato che prenderà di mira “tutti gli interessi francesi in Iraq e nella regione”, dopo l’arrivo della portaerei francese Charles De Gaulle nel Golfo e il presidente Macron ha reso nota la morte di un soldato di Parigi in un attacco di ieri nell’area di Erbil. 

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13 marzo 2026, 09:37