Primo attacco congiunto Iran-Hezbollah contro Israele, 15 morti in Libano
Roberta Barbi – Città del Vaticano
Un’operazione “congiunta e integrata” con Hezbollah è quella che è stata condotta ieri, per la prima volta dall’inizio del conflitto il 28 febbraio scorso, dal Corpo delle Guardie della ivoluzione islamica dell’Iran. Il Paese, in una riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu, ha parlato di un bilancio di oltre 1.300 civili uccisi. Teheran, inoltre, secondo fonti statunitensi, avrebbe fatto sapere ai mediatori di essere disponibile ad accettare un cessate-il-fuoco solo a condizione di includere la garanzia della Casa Bianca che Stati Uniti e Israele non attaccheranno più l’Iran in futuro.
La nuova Guida Suprema ferita ma in buona salute
Teheran ha poi colpito ancora nel Golfo, dove un’esplosione è stata avvertita nel centro di Dubai. Sirene d’allarme sono risuonate anche a Gerusalemme, per un nuovo possibile lancio di missili. Intanto da Teheran si scioglie il giallo sul ferimento della nuova Guida suprema, Mojtaba Khamenei: in una nota del ministero degli Esteri si afferma che è effettivamente rimasto colpito in un attacco che ha ucciso suo padre, Ali Khamenei, ma che si trova comunque “in buona salute”. Molti Paesi del Golfo, infine, nel mirino dei razzi iraniani, fanno sapere di accogliere con favore la risoluzione presa dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, in cui viene ribadito il principio di sovranità degli Stati.
Il fronte del Libano
A scaldarsi, poi, è sempre il fronte libanese della guerra: è di almeno 7 morti e 21 feriti il bilancio dei raid israeliani su Beirut dove è stata colpita la spiaggia su cui hanno trovato rifugio molti sfollati, e dove l’esercito israeliano ha ordinato l’evacuazione dei sobborghi meridionali di Dahiyeh, considerati la roccaforte di Hezbollah. Nell’escalation, colpito anche il distretto di Tiro, la località di Shaat, nella Valle del Bekaa, dove si contano 8 vittime e 3 feriti appartenenti a una stessa famiglia, e le aree costiere di Naqoura e Hamoul. Nella notte i miliziani islamisti filo-iraniani hanno risposto con lanci di razzi contro diverse città e installazioni militari israeliane nei pressi di Tel Aviv e di Haifa.
In Iraq colpita una base italiana
E Erbil, in Iraq, un missile ha colpito una base italiana. A darne notizia il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che poi ha però fornito rassicurazioni sul personale presente in loco: "Non ci sono vittime né feriti. Stanno tutti bene", ha detto.
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