Riavviati i colloqui sul nucleare tra Stati Uniti e Iran
Vatican News
Sullo sfondo, un clima di fortissima tensione per le violenze a seguito delle recenti proteste di piazza in tutto l’Iran, con migliaia di morti, e la pressione militare statunitense. Ma Washington e Teheran sono tornate comunque a parlarsi, riaprendo a Mascate, in Oman, il negoziato sul dossier nucleare, interrotto durante l'estate in concomitanza con l’escalation della cosiddetta “guerra dei 12 giorni” tra Israele e Repubblica islamica. È stato il capo della diplomazia omanita, Badr al-Busaidi, a fare da mediatore tra le due delegazioni, guidate rispettivamente dal ministro degli Affari esteri iraniano, Abbas Araghchi, e dall’inviato del presidente Usa Donald Trump, Steve Witkoff. Per parte di Washington, presenti anche il consigliere Jared Kushner e l’ammiraglio Brad Cooper, comandante del Centcom, il comando unificato delle forze armate Usa.
Le dichiarazioni di Trump
Gli incontri sono stati «molto buoni», «abbiamo avuto colloqui molto positivi», «sembra che l’Iran voglia davvero raggiungere un accordo», ha detto il presidente statunitense ai giornalisti a bordo dell'Air Force One, in viaggio verso la Florida. Poco prima, però, Trump aveva firmato un ordine esecutivo che prevede l’imposizione di dazi fino al 25% su beni provenienti da Paesi che acquistano petrolio dalla Repubblica islamica. Una nota della Casa Bianca ha riferito che la disposizione non impone direttamente le misure, ma piuttosto fornisce al presidente la base legale per applicarli da subito, su indicazione dei dipartimenti del Commercio e di Stato.
Per l'Iran, a Mascate c'è stato un buon inizio
Dopo le consultazioni a Mascate, Araghchi ha riferito che «nel complesso, è stato un buon inizio». «Se questo approccio e la prospettiva della controparte persistono – ha aggiunto - possiamo raggiungere un quadro per i negoziati», lasciando intendere che la consultazione dovrà ulteriormente prendere forma. Le discussioni, ha precisato ancora il ministro degli Affari esteri iraniano, «si concentrano esclusivamente sulla questione nucleare e non stiamo affrontando altri argomenti con gli americani»: secondo Teheran dunque sono rimaste fuori dai colloqui altri temi sollecitati dagli Usa, come lo stop del sostegno alle milizie filo-iraniane nella regione, Hezbollah, Houthi, Hamas e Jihad islamica, e le limitazioni nella produzione di missili balistici. Secondo «The New York Times», l'Iran avrebbe riparato diverse strutture per missili balistici danneggiate dagli attacchi americani e israeliani di giugno, come risulterebbe da analisi di immagini satellitari.
Per i prossimi incontri rimane da chiarire la formula dei colloqui. Secondo il sito di notizie Axios, in quelli di ieri gli inviati Usa Witkoff e Kushner avrebbero incontrato di persona Araghchi, secondo Teheran si è trattato di colloqui indiretti.
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