Ucraina, quarto anniversario dall’inizio della guerra. In ballo un nuovo negoziato
Paola Simonetti – Città del Vaticano
Si apre con un’altra, complessa trattativa per un nuovo negoziato il quarto anniversario dell’invasione russa in Ucraina. Il prossimo tavolo diplomatico con Mosca e Washington dovrebbe svolgersi entro la fine di questa settimana, secondo quanto affermato dall’ufficio presidenziale ucraino, che segnala anche lo sforzo di organizzare un colloquio con lo stesso presidente russo, Vladimir Putin. Un obiettivo difficile da concretizzare dopo il recente rifiuto di Volodymyr Zelensky di recarsi a Mosca dietro invito del capo del Cremlino.
L’appello di Zelensky
Sul campo proseguono senza sosta i combattimenti, con i massicci attacchi russi che, mirando alle centrali elettriche, lasciano al gelo decine di migliaia di civili. Intanto il leader di Kyiv continua a cercare alleanze in Europa per un solido sostegno militare, ma l’appello più forte è quello lanciato in queste ore agli Stati Uniti: "Devono schierarsi dalla parte di un Paese democratico che combatte contro una sola persona", ha affermato il presidente ucraino, riferendosi all’omologo russo Putin, durante un’intervista alla CNN, ed esortando gli Usa a fare debite pressioni sulla Russia. Se a Mosca “diamo tutto quello che vuole, perderemo tutto – ha aggiunto Zelensky-. Dovremo fuggire o diventare russi". In questo scenario, il presidente ucraino parlerà oggi durante la sessione plenaria straordinaria al Parlamento europeo, secondo quanto annunciato su X dalla presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, che ha sottolineato: "Siamo al fianco del coraggioso popolo ucraino e insieme continueremo a lottare per una pace giusta e una sicurezza duratura per l'Ucraina”.
Gli “atti terroristici”
Da segnalare che si stanno consumando in queste ore attacchi classificati come atti terroristici: un'esplosione nella città ucraina di Mykolaiv ad una stazione di servizio ha ferito sette poliziotti. Un agente è morto invece a Mosca nella deflagrazione di ordigno nella stazione ferroviaria di Savёlovskij. Il ministero dell'Interno ha spiegato che l'attentatore è morto sul posto. In corso le indagini per chiarire la dinamica dell’accaduto.
L'impegno di Caritas in Ucraina
A quattro anni dall’inizio della guerra, resta infine forte l'allarme lanciato dalla rete di Caritas Internationalis su un Paese sempre più segnato dalla povertà e dalla perdita delle abitazioni: secondo i dati diffusi oggi, oltre 10,8 milioni di persone necessitano di assistenza umanitaria e più di quattro milioni hanno perso la propria abitazione, con bisogno di soluzioni abitative a lungo termine. Le due organizzazioni nazionali, Caritas Ukraine e Caritas-Spes Ukraine, hanno sostenuto dal febbraio 2022 più di sei milioni di persone, ma la crisi si aggrava giorno dopo giorno: famiglie senza riscaldamento né elettricità affrontano l’inverno più rigido degli ultimi anni, mentre la dipendenza dagli aiuti esterni è cresciuta del 15–20% rispetto all’inizio del 2024. Oltre alla risposta alle emergenze e al sostegno invernale, Caritas punta ora su edilizia sociale e ricostruzione dei mezzi di sussistenza, ribadendo la necessità di una solidarietà internazionale costante e di un impegno serio per una pace giusta e duratura.
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