L' Assemblea Generale ONU vota per una risoluzione sulla pace in Ucraina L' Assemblea Generale ONU vota per una risoluzione sulla pace in Ucraina  (AFP or licensors)

Ucraina, le Nazioni Unite votano una risoluzione per la pace

L’Assemblea generale dell’Onu ha approvato ieri, 24 febbraio, nel giorno del 4° anniversario dell’invasione russa, una risoluzione sulla pace in Ucraina. Sono stati 107 i voti favorevoli, 12 i contrari e 51 gli astenuti, tra cui gli Stati Uniti. Il presidente ucraino Zelensky ha ringraziato per l’appoggio in questa drammatica ricorrenza ed è tornato a fare pressing su Bruxelles per un ingresso anticipato nell’Unione europea. Dalla Casa Bianca intanto, l’annuncio di nuovi possibili negoziati

Silvia Giovanrosa – Città del Vaticano

Un testo che ribadisce "Il fermo attaccamento dell'Ucraina alla sovranità ed integrità territoriale all'interno dei suoi confini" è quello approvato dalle Nazioni Unite, che sono tornate a chiedere il cessate-il-fuoco "immediato, completo e incondizionato" e una "pace giusta e duratura". Centosette i voti a favore, dodici i contrari e cinquantuno gli astenuti, inclusi Stati Uniti, Iran e Corea del Sud. L'amministrazione statunitense ha dichiarato a questo proposito di aver chiesto un voto separato sulla parte del testo che comprendeva l'integrità territoriale, tema che, secondo gli Usa, andrebbe a inficiare il buon esito dei negoziati ancora in corso, ha spiegato la vice ambasciatrice statunitense presso l'Onu, Tammy Bruce. Da parte sua, il rappresentante russo alle Nazioni Unite, Vasily Nebenzia, ha attaccato duramente il voto sulla risoluzione dell'Assemblea, definendolo una "cortina di fumo" che "non ha nulla a che vedere con la realtà e non permette progressi verso una soluzione duratura al conflitto"

Da Kyiv pressione per l'ingresso nell'Ue

Il presidente ucraino, Volodymir Zelensky, ha ringraziato per il sostegno, dopo essere tornato a chiedere in conferenza stampa, a fianco dei presidenti di Consiglio e Commissione europea, António Costa e Ursula Von der Leyen, una data certa per l'ingresso di Kyiv nell'Ue, entro il 2027. Dall'Ue tuttavia non sono arrivate conferme, a causa anche del parere contrario dell'Ungheria e della perplessità di diversi altri Sati membri. La Commissione europea ha ribadito come al momento fissare una data sia di fatto "impossibile". Una svolta su questo potrebbe arrivare, in fase di negoziato, dai leader europei o da una spinta di Donald Trump, che potrebbe inserire l'integrazione di Kyiv nel capitolo delle garanzie di sicurezza. 

I finanziamenti dell'Ue all'Ucraina

Esito positivo invece per un nuovo prestito a Kyiv, che - è la rassicurazione di Von der Leyen - “arriverà presto”. “Lo chiamiamo il 'porcospino d'acciaio', perché dovrebbe dare all'Ucraina la forza di un porcospino d'acciaio indigesto per potenziali invasori”, ha dichiarato la presidente della Commissione Ue. Il prestito è stato concordato da 27 leader in seno al Consiglio europeo. Ancora una volta l'Ungheria ha espresso il suo diniego replicando che non darà alcun vantaggio all'Ucraina finché non verrà ripristinato il flusso di petrolio russo tramite l'oleodotto Druzhba. 

La dichiarazione di Mosca

Mosca, per parte sua, si è detta pronta a portare avanti la guerra fino a che tutti gli obiettivi non saranno raggiunti, accusando Francia e Regno Unito di lavorare attivamente per fornire a Kyiv armi nucleari. Notizie "prive di fondamento", secondo un portavoce di Donwning Street, che sarebbero un "chiaro tentativo di Vladimir Putin di distogliere l'attenzione" da una guerra che non sta portando i risultati che il leader russo si aspettava.

Possibili nuovi negoziati

Si torna intanto a parlare di possibili incontri diplomatici. L'inviato Usa, Steve Witkoff, ha annunciato un probabile trilaterale tra delegazioni di Ucraina, Russia e Stati Uniti nei prossimi 10 giorni. Lo stesso Witkoff ha dichiarato di credere in un prossimo incontro tra il presidente ucraino Zelensky e il leader del Cremlino Putin, nel corso del quale andrebbero risolte le questioni relative ai territori e alle garanzie di sicurezza, come riportato dall'agenzia Interfax-Ucraina.

Sul terreno

Intanto, anche nella giornata di ieri sono proseguiti gli attacchi russi sull'Ucraina. Nella regione di Zaporizhzhia le forze di Mosca hanno lanciato 643 raid contro 32 diversi insediamenti, provocando la morte di quattro persone. Bombe anche su Kherson, che hanno provocato la morte di una persona. Ma non si fermano le operazioni belliche neppure sul fronte russo. Altre quattro vittime si sono registrate nella regione occidentale di Smolensk, dove a entrare in azione è stato un velivolo ucraino senza pilota, che ha colpito una fabbrica, secondo il governatore della regione, Vasily Anokhin.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

25 febbraio 2026, 10:59