Ucraina, l’arma del freddo per fiaccare la popolazione
Francesco Citterich - Città del Vaticano
L’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli Affari umanitari (Ocha) ha reso noto che nella notte un’ondata di bombardamenti russi sull’Ucraina ha colpito impianti energetici e altre infrastrutture essenziali nelle principali città del Paese, tra cui Kyiv, Kharkiv e Odessa, dove oltre 5.000 edifici residenziali multipiano sono rimasti senza riscaldamento, mentre le temperature esterne sono abbondantemente sotto lo zero. Mosca continua, dunque, ad utilizzare l’arma del freddo per fiaccare la popolazione ucraina.
Türk: fermare gli attacchi
La situazione è particolarmente critica nella città portuale sul Mar Nero di Odessa, dove i raid hanno paralizzato le stazioni di pompaggio, lasciando circa 300.000 persone senza accesso all’acqua potabile. L’Alto commissario Onu per i diritti umani, Volker Türk, ha dichiarato che attaccare le infrastrutture civili è vietato dal diritto internazionale umanitario, esortando la Federazione Russa a cessare immediatamente tali attacchi.
Il sostegno della Commissione europea
In risposta a questa emergenza, la Commissione europea ha riaffermato il proprio sostegno attraverso la visita a Kyiv della commissaria per la Gestione delle crisi, Hadja Lahbib. L’Ue ha già consegnato migliaia di generatori e trasformatori per cercare di mantenere in funzione ospedali e centri di riscaldamento, ma la continuità dei bombardamenti rende estremamente difficili i lavori di ripristino per gli operatori energetici locali.
A Ginevra i negoziati
Riguardo agli attesi negoziati trilaterali tra Kyiv, Mosca e Washington, la Federazione Russa ha fatto sapere che avranno luogo a Ginevra, in Svizzera, il 17 e 18 febbraio prossimi. Lo ha annunciato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, precisando che «questa volta la delegazione russa sarà guidata da Vladimir Medinsky, consigliere del presidente Putin». I negoziati precedenti erano stati condotti dal capo dell’intelligence militare russa, Igor Kostyukov.
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