Ucraina, a Ginevra seconda tornata di negoziati con Stati Uniti e Russia
Paola Simonetti – Città del Vaticano
Si è dipanata su un terreno di grande tensione ieri, martedì 17 febbraio, a Ginevra la prima giornata di negoziati per la risoluzione del conflitto in Ucraina, colloqui che oggi dovrebbero riprendere a porte chiuse a partire dalle 9, sulla base del piano statunitense presentato nei mesi scorsi che prevede concessioni territoriali ucraine in cambio di pace e di garanzie di sicurezza occidentali.
Le questioni sul tavolo
Ma i nodi cruciali che dovrebbero condurre alla fine della guerra nel cuore dell’Europa sembrano lontani dal potersi sciogliere: la cessione del Donbass da parte di Kyiv, secondo il presidente ucraino, Volodymyr Zelenksy, non è negoziabile ribadendo che il suo popolo “non la accetterà mai”, e lanciando una critica a quella che definisce la “diplomazia dei missili”, riferendosi agli attacchi russi che non accennano ad allentarsi neppure a colloqui in corso. Zelensky inoltre ha ammesso che "i colloqui si stanno rivelando difficili", accusando la delegazione di Mosca di ritardare l'intero processo. Zelensky ha poi rilanciato la proposta di un vertice diretto con l’omologo russo, Vladimir Putin. Il presidente ucraino ha inoltre criticato le pressioni esercitate dal presidente statunitense, Donald Trump, affinché Kyiv faccia concessioni, definendo "non corretto" che tali sollecitazioni non siano rivolte anche a Mosca. L’Ucraina ha anche annunciato un nuovo pacchetto di sanzioni contro il presidente bielorusso, Aleksandr Lukashenko, accusato di aver facilitato il dispiegamento di sistemi per il controllo dei droni e di aver fornito componenti utili all’armamento russo, contribuendo ad aggirare le sanzioni.
La visione della Russia
Mosca lascia intendere che c’è ancora molta strada da fare, con il vice ministro degli Esteri russo, Sergei Ryabkov, che avverte: “le questioni ancora aperte sono vaste e nessuno può prevedere l'esito delle trattative”. Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha detto che "è troppo presto per esprimere valutazioni sui risultati dei negoziati". Più ottimista l’inviato degli Stati Uniti, Steve Witkoff che ha parlato di “progressi significativi” e di “successo del presidente, Donald Trump nel riunire entrambe le parti in questa guerra”.
Senza fine i combattimenti sul campo
Inarrestabili, intanto, i raid russi: ieri sera attaccata Zaporizhia dove si è registrata una vittima e 6 feriti. Il nuovo attacco ha fatto seguito ai raid russi lanciati poche ore prima dell'avvio dei colloqui, con 396 droni e 29 missili. Mosca da parte sua accusa Kyiv, per bocca della portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, "di condurre attacchi terroristici in luoghi dove "i bambini possono essere presi di mira".
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