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Gli sfollati di El-fasher a Tawila dopo l'incendio scoppiato nel campo Gli sfollati di El-fasher a Tawila dopo l'incendio scoppiato nel campo   (AFP or licensors)

Sudan, raid su scuole e campi per sfollati. Oltre venti morti in un naufragio

Le Forze di Supporto Rapido paramilitari hanno lanciato ieri, mercoledì 11 febbraio, un attacco di droni su una scuola a nord del Kordofan, causando 2 morti e 13 feriti, tutti bambini. E mentre dall’Onu arriva un ulteriore appello per il cessate il fuoco, nuovi attori internazionali entrano nella scena del conflitto. Nell'area settentrionale del Paese, inoltre, 21 persone sono morte dopo che un'imbarcazione è affondata nella acque del Nilo

Silvia Giovanrosa - Città del Vaticano

Sono bambini le vittime del raid messo a segno dalle RSF su una scuola coranica all'alba di mercoledì 11 febbraio. Secondo quanto riferito dal Sudan Doctors Network, la rete che collega tutti i medici nel Paese, e che monitora il conflitto, più di 15 moschee sono state bombardate e oltre 165 chiese sono andate distrutte o chiuse durante la guerra. Secondo l'organizzazione sanitaria, l'attacco ai luoghi di culto farebbe parte di un piano strategico che mina l'inviolabilità dei luoghi sacri. Prendere di mira i bambini all'interno delle moschee "rappresenta una pericolosa escalation nel modello di ripetute violazioni contro i civili", ha dichiarato la rete. Non ci sono stati commenti immediati da RSF. Una fonte dell'ospedale di El-Rahad, città teatro dell'attacco, chiedendo l'anonimato per motivi di sicurezza, ha dichiarato: "Gli operatori sanitari sono regolarmente presi di mira nella guerra tra le Rsf e l'esercito. "Ho visto una dozzina di studenti feriti", ha detto Ahmed Moussa, un testimone oculare del raid alla scuola, attualmente sotto il controllo dell'esercito regolare. Sabato scorso, un drone aveva colpito un veicolo che trasportava famiglie sfollate nel Sudan centrale, uccidendo almeno 24 persone, tra cui otto bambini.

Attacco di droni anche a Tawila

L'International Rescue Committee ha dichiarato che, sempre mercoledì, centinaia di rifugi nel campo di sfollati a Tawila, nel Darfur settentrionale, sono stati incendiati durante la notte. Il campo ospitava i sudanesi fuggiti dalla città di el-fasher, caduta in mano alle RSF a ottobre. L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha recentemente affermato che la regione del Kordofan rimane "instabile e al centro delle ostilità", mentre le parti in conflitto si contendono il controllo di aree strategiche. L'organizzazione internazionale ha specificato che sono 500 le famiglie colpite da incendi notturni, ancora non è chiaro cosa li abbia scatenati. "Le famiglie che vivono a Tawila hanno già sopportato difficoltà inimmaginabili, molte sono fuggite dalla violenza più volte, hanno perso i propri cari e vivono con traumi profondi e una grave carenza di cibo, acqua e assistenza sanitaria. Vedere quel poco che era rimasto andare in fiamme è straziante", ha detto Zeleke Bacha, Direttore dell'IRC per il Sudan Occidentale. 

Una nuova richiesta di cessare il fuoco

Alla luce di una nuova escalation, l'Unione europea, l'Onu, l'Unione Africana, l'Autorità intergovernativa per lo sviluppo dell'Africa orientale, la Lega araba, hanno chiesto nuovamente di fermare le ostilità. Gli auspici sono che il mese sacro musulmano del Ramadan, quindi a partire dalla prossima settimana, venga utilizzato per negoziare una tregua umanitaria. Il gruppo ha ribadito il suo impegno per la sovranità, l'unità, l'indipendenza e l'integrità territoriale del Sudan e ha sottolineato che la continua escalation della violenza rischia di compromettere ulteriormente la protezione dei civili e delle infrastrutture nazionali. Dal suo inizio, il conflitto in Sudan ha causato 40mila vittime e circa 12 milioni di sfollati, creando la più grande crisi umanitaria al mondo.

Il coinvolgimenti di Etiopia e Emirati Arabi

Nel frattempo, secondo le agenzie di stampa e otto alti funzionari etiopi, l'Etiopia starebbe ospitando un campo segreto per addestrare i paramilitari delle RSF. Secondo le immagini satellitari, la struttura risulta situata nella remota regione occidentale di Benishangul-Gumuz. Da questo campo arriva un consistente apporto di soldati alle Rsf, mentre i combattimenti si stanno intensificando nel sud del Sudan. 

Il naufragio sul Nilo

Un traghetto che trasportava almeno 27 persone è affondato nelle acque del Nilo, nei pressi del distretto di Shendi, nell'area a nord del fiume. A darne notizia sempre il Sudan Doctors Network. Il gruppo ha reso noto che sono 21 le vittime, per lo più donne e bambini. Sei persone sono sopravvissute alla tragedia, ha affermato la rete medica, esortando le autorità a inviare squadre di soccorso specializzate e attrezzature per accelerare le operazioni di ricerca. Tragedie di questo tipo non sono rare nelle imbarcazioni sovraccariche che solcano le acque navigabili della nazione africana.

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12 febbraio 2026, 09:35