Le delegazioni di Russia, Ucraina e Usa ad Abu Dhabi Le delegazioni di Russia, Ucraina e Usa ad Abu Dhabi 

New START, Stati Uniti e Russia vicini a un rinnovo del trattato

Ci sarebbe la prospettiva di una proroga per l’accordo sul controllo degli arsenali nucleari scaduto formalmente ieri. Il presidente degli Stati Uniti chiede però che venga riformulato. “Deve essere migliorato e modernizzato – ha chiarito il Capo della Casa Bianca- e durare a lungo nel futuro"

Paola Simonetti – Città del Vaticano

Sembrerebbe esserci un'apertura per il rinnovo del trattato New START per il controllo degli armamenti nucleari tra Stati Uniti e Russia. L'accordo è formalmente scaduto ieri, giovedì 5 febbraio, e ora necessita dell’approvazione definitiva dei rispettivi presidenti.

La posizione degli Usa

Per ora si è parlato di un piano preliminare, discusso nelle ultime 24 ore ad Abu Dhabi a margine dei negoziati sulla crisi ucraina, che secondo una fonte governativa statunitense non verrebbe formalizzato giuridicamente, ma prevedrebbe un impegno reciproco a rispettare in buona fede i termini del patto per almeno sei mesi, periodo durante il quale le parti avvierebbero negoziati per un nuovo accordo. Il capo della Casa Bianca si è, infatti, già detto contrario alla sola estensione temporale dell’intesa sugli armamenti: “Occorre una totale riformulazione del trattato, mal negoziato e violato fino ad ora – ha chiarito Trump-per essere aggiornato e migliorato e avere una lunga durata nel tempo”. 

Cosa ha previsto il trattato

Il “New Start”, l'ultima grande intesa tra Washington e Mosca per garantire gli equilibri sul fronte bellico fra i due Paesi, è rimasta in vigore per 15 anni. Firmata l’8 aprile del 2010 dagli allora presidenti statunitense e russo, Barack Obama e Dmitri Medvedev, limitava di fatto al 30% circa il massimo di capacità atomiche schierabili da parte delle due potenze, che controllerebbero tra l'85 e il 90% degli arsenali nucleari mondiali. In particolare, Usa e Russia, secondo la forma che ha assunto finora il trattato, non potevano dispiegare, rispettivamente, più di 1.550 testate nucleari e 700 tra missili e bombardieri in grado di sganciare ordigni nucleari. Il patto ha inoltre previsto diverse procedure per verificarne l'applicazione.

Le violazioni rilevate

Ma il rispetto dei termini del trattato non sembra essere stato garantito in modo tassativo. A fronte dei dati forniti dalla Russia che dichiarò negli anni passati di controllare 1.549 testate nucleari e 540 vettori schierati, e da Washington che segnalava 1.419 testate e 662 vettori, l'Istituto Internazionale di Ricerche sulla Pace di Stoccolma, considerato una delle fonti più autorevoli in materia, ha stimato invece che a gennaio 2025 gli Usa mantenevano 1.770 testate schierate e ne possedevano 5.177 in totale, mentre la Russia aveva 1.718 testate schierate e un arsenale complessivo di 5.459 testate.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

06 febbraio 2026, 08:48