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Macerie a Gaza City: la popolazione costretta a vivere dentro baracche e tende improvvisate Macerie a Gaza City: la popolazione costretta a vivere dentro baracche e tende improvvisate  (DAWOUD ABU ALKAS)

Onu, preoccupazioni per una pulizia etnica a Gaza e in Cisgiordania

Un rapporto dell'Alto commissariato Onu per i diritti umani, che prende in esame il periodo novembre 2024-ottobre 2025, denuncia pratiche perpetrate dall'Idf che "sembravano mirare a un cambiamento demografico permanente a Gaza". Quanto alla Cisgiordania il dossier descrive "un uso sistematico e illegale della forza" contro i palestinesi

Roberto Paglialonga - Città del Vaticano

Preoccupazioni per "una pulizia etnica" dei palestinesi nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, nello Stato di Palestina, sono stati espressi in un rapporto dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (Ohchr), con sede a Ginevra.

A Gaza attacchi su un numero senza precedenti di civili

Nel dossier pubblicato ieri sera, che prende in esame il periodo dal 1° novembre 2024 al 31 ottobre 2025, si legge che "gli attacchi intensificati, la distruzione metodica di interi quartieri e il diniego di assistenza umanitaria sembravano mirare a un cambiamento demografico permanente" nella Striscia di Gaza. Si descrivono attacchi mortali e si dettagliano continue uccisioni e mutilazioni di un numero "senza precedenti" di civili da parte delle forze israeliane nell’enclave, nonché la diffusione della fame e la distruzione delle restanti infrastrutture civili, con l’imposizione ai palestinesi di "condizioni di vita sempre più incompatibili con la loro esistenza" a Gaza come gruppo.

Popolazione presa di mira inenzionalmente

Inoltre, "i modelli di attacchi letali osservati" nella Striscia, "sollevano gravi preoccupazioni sul fatto che le forze israeliane abbiano intenzionalmente preso di mira" la popolazione civile, e abbiano operato "sapendo che il danno ai civili sarebbe stato eccessivo rispetto al previsto vantaggio militare".

Carestia e malnutrizione

La situazione di carestia e malnutrizione è una "conseguenza diretta delle azioni intraprese dal governo israeliano, come il blocco dell’ingresso e della distribuzione degli aiuti umanitari", osserva quindi il rapporto, ricordando che il ricorso alla fame della popolazione civile come metodo di guerra costituisce un "crimine di guerra" (almeno 463 i palestinesi morti per fame, tra cui 157 bambini). Tale condotta, si spiega, può costituire un crimine contro l’umanità se commessa nell’ambito di un attacco sistematico o diffuso contro una popolazione civile; mentre se attuata con l’intento di distruggere in tutto o in parte un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso, può infine costituire "genocidio".

In Cisgiordania uso sistematico e illegale della forza

A proposito della Cisgiordania, nello Stato di Palestina, viene descritto nel dossier "un uso sistematico e illegale della forza da parte dell’Idf, la diffusa detenzione arbitraria e la tortura, e altri maltrattamenti di palestinesi incarcerati, nonché l’estesa demolizione illegale di case palestinesi". Tutto ciò viene "utilizzato per discriminare, opprimere, controllare e dominare sistematicamente il popolo palestinese", afferma il rapporto, che segnala anche preoccupanti episodi di uso non necessario o sproporzionato della forza da parte dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) e menziona testimonianze pubbliche di alcuni ostaggi di Hamas, poi rilasciati, circa violenze sessuali, torture, percosse, prolungata reclusione in luoghi sotterranei e privazioni di cibo, acqua e servizi igienico-sanitari.

Onu: la giustizia per le vittime sia la base per la ricostruzione

"La giustizia per le vittime deve costituire la base per la ricostruzione di Gaza", conclude l’Ohchr, invitando gli Stati a garantire la partecipazione immediata dei palestinesi nelle strutture di governance per la ricostruzione della Striscia.

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19 febbraio 2026, 14:03