Un quotidiano iraniano con la foto del ministro degli Esteri di Teheran Araghchi e l'inviato Usa Witkoff (Reuters) Un quotidiano iraniano con la foto del ministro degli Esteri di Teheran Araghchi e l'inviato Usa Witkoff (Reuters) 

Iran-Usa, la settimana prossima nuovo round negoziale sul nucleare

Atteso per martedì prossimo a Ginevra un secondo round di negoziati tra Iran e Usa sul nucleare. Dopo la decisione di inviare nel Golfo anche la portaerei Ford, considerata la più grande del mondo, Trump dice: "Vogliamo un accordo ma finora è stato difficile. Un cambio di regime sarebbe la cosa migliore che potrebbe accadere". L'Aiea: "Possibile, e terribilmente difficile, il ritorno alle ispezioni"

Roberto Paglialonga - Città del Vaticano

Stati Uniti e Iran dovrebbero tenere martedì a Ginevra un secondo round di colloqui sul programma nucleare di Teheran. Lo anticipa Axios, citando un funzionario Usa e altre tre fonti informate; lo riporta anche Reuters. Del team statunitense dovrebbero fare parte il consigliere e cognato del presidente, Donald Trump, Jared Kushner, e l’inviato per il Medio Oriente, Steve Witkoff. Quanto alla delegazione iraniana, la previsione è che siano presenti il ministro degli Affari esteri, Abbas Araghchi; ma ai negoziati è attesa anche la partecipazione di Badr al-Busaid, ministro degli Affari esteri dell’Oman.

Ancora tensioni Washington-Teheran

Ciononostante, le tensioni rimangono accese. L’esercito Usa si starebbe infatti preparando alla possibilità di operazioni prolungate, della durata di settimane, dichiarano alla Reuters due funzionari della Casa Bianca, che hanno parlato a condizione di anonimato. Ad aumentare la pressione su Teheran, anche la decisione, riferita da «The New York Times» e poi confermata da Trump, di inviare nel Golfo una seconda portaerei, la Ford, la più grande del mondo, dopo la Lincoln, già nell’area.

Trump: "cambio di regime cosa migliore che potrebbe accadere"

Un’azione militare rientrerebbe "tra le opzioni che Trump sta prendendo in considerazione", ha scritto ancora il quotidiano newyorchese, citando alti funzionari Usa. Tanto che lo stesso presidente, interrogato dai giornalisti sull’Air Force One sulla possibilità di un cambio nella guida del Paese, ha sostenuto che "si tratterebbe della cosa migliore che potrebbe succedere". "Vogliamo un accordo", ha detto ancora parlando dalla base militare di Fort Bagg, in North Carolina, "ma finora è stato difficile".

Aiea: "possibile e terribilmente difficile il ritorno alle ispezioni"

Il ritorno alle ispezioni nei siti nucleari "è assolutamente possibile, ed è terribilmente difficile. Ma è tecnicamente possibile, e persino politicamente fattibile", ha detto il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), Rafael Grossi, alla conferenza di Monaco sulla sicurezza.

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14 febbraio 2026, 11:17