Un nuovo massacro in Nigeria Un nuovo massacro in Nigeria  (AFP or licensors)

Nigeria, attacco armato nel nord-ovest, almeno 40 morti

Non si ferma la violenza nello Stato dell’Africa occidentale. Un commando di uomini armati, a volto coperto, ha fatto irruzione stavolta nel villaggio di Dutse Dan uccidendo decine di persone, tra cui donne e bambini, e rapendo un numero imprecisato di civili. Alcuni residenti sarebbero invece riusciti a fuggire

Cecilia Seppia – Città del Vaticano

Altri morti, altri feriti, altri villaggi dati alle fiamme e le notizie arrivano sui media internazionali sempre con giorni di ritardo rispetto ai fatti. Stavolta la strage di civili ad opera di gruppi armati non ben identificati si è consumata giovedì, 19 febbraio, nel villaggio di Dutse Dan Ajiya, nello Stato nord-occidentale di Zamfara. Alcune fonti riferiscono di 38 vittime, e decine di feriti, per un funzionario locale,  Hamisu Faru, a perdere la vita in questo ennesimo attacco armato sarebbero state invece più di 50 persone, tra cui donne e  bambini. I banditi, ha raccontato, erano in moto “hanno aperto il fuoco indiscriminatamente e ucciso tutti coloro che cercavano di fuggire, qualcuno sarà anche riuscito a mettersi in salvo nei boschi, ma abbiamo assistito di nuovo a un massacro collettivo”.

Un copione già visto

Inoltre durante l'attacco alcuni residenti sono stati anche rapiti a scopo di estorsione. Oltre ai jihadisti di Boko Haram, altri gruppi armati terrorizzano Zamfara e molti stati della regione, dove compiono sistematici rapimenti per poi chiedere il riscatto, attaccano villaggi, uccidono residenti con una violenza inaudita e bruciano case dopo averle ovviamente saccheggiate. “Il villaggio si trova ai margini del contesto urbano e ci sono pochissime strade di accesso. Al momento, la calma è tornata nell’area e continuano i pattugliamenti, non sappiamo di preciso quante persone manchino all’appello”, ha detto Yazid Abubakar, portavoce della polizia di Zamfara.

Attacchi quotidiani

Solo ieri altre 34 persone sono state uccise in attacchi coordinati da parte di presunti militanti islamisti in diversi villaggi sempre nel nord-ovest della Nigeria. Attacchi, per lo più simultanei, contro diverse comunità in un remoto distretto di confine dello Stato di Kebbi, che hanno costretto i residenti a lasciare le proprie case. I sopravvissuti hanno descritto gli aggressori come altamente organizzati e hanno affermato che hanno invaso i villaggi sparando indiscriminatamente contro i civili. Le autorità hanno attribuito la responsabilità al gruppo ribelle Lakurawa, noto per la sua attività nella zona, preso di mira dai raid aerei Usa del 25 dicembre scorso nello Stato di Sokoto.

Supporto di intelligence dalla Germania

Dopo l’iniziativa degli Usa di inviare un contingente sul campo per addestrare le truppe locali a fronteggiare il terrorismo di matrice islamica, ora anche l’Europa, Germania in testa, si starebbe mobilitando. Il presidente nigeriano Bola Tinubu e il cancelliere tedesco Friedrich Merz hanno concordato, durante una conversazione telefonica, di ampliare la cooperazione nei settori della sicurezza, dell'energia e dello sviluppo ferroviario. I due capi di Stato hanno espresso anche la loro preoccupazione per la situazione della sicurezza soprattutto nella regione del Sahel; il presidente Tinubu ha chiesto la fornitura di elicotteri usati per supportare le operazioni di intelligence e ricognizione nella zona. "Il corridoio del Sahel è in difficoltà e ha bisogno del nostro sostegno. E’ necessario il supporto di intelligence e ricognizione", ha affermato il Cancelliere tedesco.

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21 febbraio 2026, 18:06