Messico, ucciso “El Mencho", 74 vittime e 10.000 soldati in campo
Davide Dionisi - Città del Vaticano
E’ tragico il bilancio che ha segnato la cattura e l’uccisione di Nemesio Oseguera Cervantes, alias “El Mencho”, leader del potente Cartello Jalisco Nueva Generación (Cjng). 74 morti, tra cui 25 agenti della Guardia Nazionale, circa 30 sospetti criminali a Jalisco, 4 nel Michoacán e diverse altre vittime tra guardie carcerarie e civili. È stato ucciso anche Hugo “El Tuli”, numero due del Cjng, trovato in possesso di un milione di dollari in contanti mentre coordinava le violenze.
I recenti scontri
Catturato dalle forze di sicurezza messicane a Tapalpa (Jalisco) con il supporto dell’intelligence statunitense, il boss è morto durante il trasferimento a Città del Messico per le ferite riportate in uno scontro a fuoco. Washington aveva offerto 15 milioni di dollari per la sua cattura. Violenta la reazione del cartello guidato da Cervantes: oltre 250 blocchi stradali in 20 stati, incendi di veicoli e attacchi alle forze dell’ordine. A Puerto Vallarta, un assalto armato al carcere di Ixtapa ha causato l’evasione di 23 detenuti e la morte di un agente. La risposta delle autorità messicane non si è fatta attendere tanto che il governo ha schierato 10.000 soldati, principalmente a Jalisco. Lo stesso governatore dello stato che si affaccia sul Pacifico, Pablo Lemus, ha annunciato la ripresa delle attività economiche a partire da oggi e la riapertura delle scuole da domani, con 2.500 militari a supporto. Attenzione particolare è rivolta a Puerto Vallarta per tutelare il turismo. La Conferenza Episcopale Messicana ha lanciato ieri un appello alla prudenza e alla preghiera per la pace, affidando il Paese alla Vergine di Guadalupe. La Casa Bianca ha confermato il supporto intelligence fornito all’operazione e ha elogiato l’esercito messicano.
Chi era "El Mencho"
Originario di El Naranjo, una comunità agricola del Michoacán, Nemesio Oseguera Cervantes, ha lasciato da giovane il Messico per la California, dove si è unito alla banda dei “Cuinis” guidata dal cognato Abigael González Valencia. Dopo tre anni di carcere per traffico di eroina, è stato espulso e rimpatriato in Messico. Tornato a Michoacán, è entrato in contatto con il cartello Milenio e ha iniziato a lavorare come sicario. Con il progressivo spostamento delle operazioni a Jalisco e i successivi arresti dei vertici, intorno al 2009 ha fondato con Erik Valencia Salazar il Cartello Jalisco Nueva Generación. In meno di vent’anni ha costruito un’organizzazione con migliaia di membri, presente in 21 stati messicani e operativa in 36 paesi, specializzata nel traffico di fentanyl, metanfetamine e cocaina, ma attiva anche in estorsioni, immobiliare e furto di carburante. La sua espansione è stata favorita dall’indebolimento del cartello di Sinaloa e dall’arresto di El Chapo. Negli anni ha sempre mantenuto un profilo basso: le uniche foto note risalgono agli arresti giovanili in California. “Un grande colpo”: così l’ambasciatore degli Stati Uniti in Messico, Ronald Johnson, ha definito l’operazione delle autorità messicane contro il Cartello Jalisco, invitando al contempo a mantenere “la stessa fermezza” contro le organizzazioni criminali. In un post su X rivolto alla Presidente, Claudia Sheinbaum, Johnson ha riconosciuto “il coraggio e la prontezza” delle autorità messicane “prima, durante e dopo” l’attacco al cartello. Nel suo messaggio, ha descritto l’organizzazione come “una delle più criminali e violente” e ha affermato che le sue azioni “danneggiano le nostre comunità”, in riferimento agli impatti su entrambi i lati del confine.
Le raccomandazioni della Chiesa ai vescovi
Prestare la massima attenzione alle informazioni diffuse dalle autorità, seguire scrupolosamente le raccomandazioni di protezione dei civili, evitare la diffusione di voci e comunicare tempestivamente alla diocesi di appartenenza gli incidenti che si verificano nelle giurisdizioni ecclesiastiche: queste sono state le raccomandazioni rivolte dalla presidenza della Conferenza episcopale messicana ai vescovi. L’auspicio è quello di elaborare una mappa dei rischi che consenta di fornire indicazioni affidabili, in coordinamento con le autorità civili e il governo, nel rispetto delle disposizioni di legge. Attualmente, la Chiesa messicana è organizzata in 18 arcidiocesi, 69 diocesi e 5 prelature territoriali, per un totale di oltre 90 giurisdizioni, guidate da circa 178 vescovi.
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