Iran, designate come "terroristiche" le forze navali e aeree degli Stati Ue
Vatican News
L’Iran ha designato le “forze navali e aeree” degli Stati membri dell’Unione Europea come "organizzazioni terroristiche". La misura, annunciata ieri sera, sabato 21 febbraio, in un comunicato stampa del ministero degli Esteri iraniano, è una risposta alla decisione di inserire il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc) nella lista delle organizzazioni terroristiche, una decisione adottata giovedì dal Consiglio europeo, che Teheran ha definito “illegale e ingiustificata” . Tale decisione, arrivata in seguito all’intesa raggiunta dal Consiglio Affari Esteri il 29 gennaio, è stata infatti confermata proprio il 19 febbraio.
"Misure reciproche"
“La decisione dei governi dell’Ue è contraria ai principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite”, si legge nel comunicato iraniano, citata dall’agenzia "Irna" e "Mehr". Nella nota si spiega che i pasdaran rappresentano "uno dei pilastri ufficiali delle forze armate" iraniane e che la reazione governativa si basa inoltre su una legge iraniana del 2019, approvata dopo che gli Stati Uniti avevano designato le Guardie Rivoluzionarie come organizzazione terroristica, secondo cui “tutti i Paesi che in qualsiasi modo rispettano o sostengono la decisione degli Stati Uniti saranno soggetti a misure reciproche”. Il 1° febbraio il Parlamento iraniano aveva già designato gli “eserciti europei” come organizzazioni terroristiche.
Ipotesi nuovi colloqui a inizio marzo
Intanto, sulla questione Stati Uniti, nonostante le divergenze tra Washington e Teheran sulla revoca delle sanzioni, la diplomazia non si ferma: un nuovo round di colloqui potrebbe tenersi a inizio marzo. Lo ha affermato un alto funzionario iraniano all'agenzia Reuters, le cui dichiarazioni vengono rilanciate dai media indipendenti iraniani. Secondo la stessa fonte, Washington e Teheran hanno opinioni diverse in particolare sulla portata e sul meccanismo per revocare le sanzioni contro l'Iran in cambio di limitazioni al suo programma nucleare. L'alto funzionario iraniano ha detto, inoltre, che la Repubblica Islamica potrebbe seriamente prendere in considerazione una combinazione di trasferimento all'estero di parte delle sue scorte di uranio altamente arricchito, la riduzione del livello di arricchimento e la formazione di un consorzio regionale per l'arricchimento, ma in cambio dovrebbe essere riconosciuto il diritto dell'Iran a quello che è stato definito come un "arricchimento nucleare pacifico".
La telefonata con il capo dell'Aiea
Nel frattempo, il capo dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea), Rafael Grossi, e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi hanno avuto questa mattina una conversazione telefonica per discutere i recenti sviluppi nei colloqui Teheran-Washington. Le due parti hanno scambiato opinioni sull'attuale traiettoria del processo diplomatico e sugli sviluppi regionali legati ai negoziati. Secondo Mehr, hanno sottolineato l'importanza di un'interazione costruttiva e dell'uso del dialogo come meccanismo per far avanzare i negoziati e raggiungere un'intesa sostenibile.
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