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L’icona della “Oranta”. L’icona della “Oranta”.

L’icona della “Oranta” a Kyiv, un mosaico che infonde speranza

Lo storico medievista ucraino Dmytro Hordienko, responsabile scientifico del Complesso Nazionale di Santa Sofia a Kyiv racconta la storia e il significato di questo mosaico della Madre di Dio

Svitlana Dukhovych - Città del Vaticano

L’icona della «Oranta» nella cattedrale storica di Santa Sofia a Kyiv, un mosaico dell’XI secolo, è conosciuta come il «Muro Infrangibile». La tradizione vuole che finché la Madre di Dio manterrà le braccia alzate in preghiera su Kyiv, la città e l’Ucraina stessa resisteranno. In tempo di guerra, come quello che il Paese vive da quattro anni, questa immagine non è solo arte, ma un pilastro che infonde speranza e forza al popolo, simboleggiando la fede incrollabile nonostante il dolore. Nell’intervista ai media vaticani, lo storico medievista ucraino Dmytro Hordienko, responsabile scientifico del Complesso Nazionale di Santa Sofia di Kyiv, racconta la storia e il significato di questo mosaico della Madre di Dio nel cuore della cattedrale storica.

Il mosaico della “Oranta”

Costruita dai maestri bizantini nell’XI secolo, la chiesa non è solo un capolavoro artistico, ma anche il centro spirituale e simbolico dell’intero Paese. Hordienko spiega come l’«Oranta» rappresenti la Sapienza divina, la protezione della città e della Chiesa, e come abbia accompagnato l’Ucraina attraverso secoli di sfide, guerre e restauri. Racconta anche l’origine biblica dell’immagine, il suo ruolo nel plasmare l’urbanistica e la vita di Kyiv e il legame spirituale tra l’«Oranta» e l’identità nazionale ucraina, testimoniando la continuità tra arte, fede e storia. «L’“Oranta” - il mosaico absidale di Santa Sofia a Kyiv, costruita dai maestri bizantini - è l’immagine più grande nella cattedrale, con una dimensione di cinque metri e mezzo. La Madonna che prega con le mani alzate», racconta lo storico, «è uno dei tipi iconografici più antichi e principali di raffigurazione della Vergine, molto diffuso nell’arte bizantina, specialmente a Costantinopoli. A Bisanzio rappresentava la Madonna come protettrice della città. Dopo che l’assedio degli Avari a Costantinopoli nel 626 fu respinto, la città cominciò a vedersi come “la città della Madre di Dio” (in greco: Theotokoupolis), poiché si credeva che fosse stata protetta dall’intervento divino della Vergine».

La cattedrale di Santa Sofia

Hordienko spiega che, per quanto riguarda il tempio dedicato alla Divina Sapienza, a Bisanzio esistevano diverse chiese di Santa Sofia, ma la principale era quella di Costantinopoli: «L’imperatore Giustiniano, che costruì la cattedrale di Santa Sofia, consacrata nel 537, unì in essa l’idea del tempio di Salomone con quello cristiano. Così, da un lato, ogni tempio cristiano è completo, diversamente dalla tradizione ebraica. Ma il tempio di Santa Sofia incarna l’idea di uno stato sacro ideale: uno stato unico, monolitico, e quindi anche il tempio di Santa Sofia. Questa idea fu portata a Kyiv dai costruttori e dall’entourage di Anna, la moglie bizantina di Volodymyr il Grande, dando origine così alla cattedrale di Santa Sofia a Kyiv con l’immagine centrale dell’“Oranta”».

Le città medioevali in Ucraina

Il medievista ucraino sottolinea che fino all’introduzione del cristianesimo con Volodymyr il Grande, nella parte centrale dell’odierna Ucraina (ovviamente il sud aveva delle città) non esistevano vere e propri grandi centri abitati. C’erano luoghi fortificati, avamposti, dove veniva raccolto il tributo, dove ci si rifugiava durante gli attacchi. «Le persone vivevano principalmente in spazi aperti, quindi non esistevano vere e proprie città. Per i cittadini di Kyiv all’inizio dell’XI secolo la costruzione di Santa Sofia con l’“Oranta” e la creazione di una città rappresentavano qualcosa di straordinario. Era la prima vera città. E non solo una città: immaginate le sue dimensioni! Già dopo cinquant’anni, avrebbe ospitato circa 50 mila persone. Per la gente, questo rappresentava un cambiamento radicale del loro modo di vedere il mondo: non solo mutava il modo di vivere, ma tutta la visione dell’universo. Lo spazio ha assunto l’aspetto di un nuovo ordine. È molto importante sottolineare che la città medievale in Ucraina era sempre cristiana. Le periferie, i villaggi sarebbero stati cristianizzati solo fino alla metà del XIV secolo. Ma tutti coloro che volevano vivere in città, avere legami con la corte principesca dovevano essere cristiani. Così emergeva uno spazio organizzato, protetto da mura imponenti; e al centro di questo spazio c’era, ancora una volta, la Madonna “Oranta”».

L’iscrizione greca

Sopra l’immagine della Madre di Dio c’è un’iscrizione in greco. Sono le parole del sesto verso del 45.mo salmo, che in italiano significano «Dio è in mezzo a lei, e non sarà scossa; Dio la aiuterà al mattino». Dmytro Hordienko afferma che questa frase contiene un gioco di parole che suona bene nelle lingue greca e latina, dove le parole «Madonna», «città» e «chiesa» sono di genere femminile. «Quindi, “Dio in mezzo a lei” indica che la Vergine Maria è colei che è diventata il primo tempio di Gesù Cristo, ha accolto il Signore. Proprio attraverso di lei Dio ha manifestato al mondo il Figlio di Dio. D’altra parte, “lei” è la Chiesa come comunità, è importante anche l’immagine della città. La parola greca è di genere femminile, cosa che purtroppo non viene resa dalla lingua ucraina, dove è di genere neutro. Quindi, l’iscrizione “Dio in mezzo a lei” significa anche “Dio in mezzo alla città”».

L’icona della “Oranta” nella cattedrale storica di Santa Sofia a Kyiv, un mosaico dell’XI secolo.
L’icona della “Oranta” nella cattedrale storica di Santa Sofia a Kyiv, un mosaico dell’XI secolo.

L’origine biblica della “Oranta”

Lo storico spiega che l’immagine dell’“Oranta”, che significa letteralmente “colei che prega”, ha origine biblica. Si riferisce al libro dell’Esodo (17, 8-13), in cui si racconta l’episodio in cui Mosè guidava il popolo d’Israele verso la Terra Promessa e si svolse la battaglia contro gli Amalekiti. Mosè alzò le mani in preghiera verso il Signore - questa è la postura della Madonna Orante. Finché pregava, gli israeliti vincevano; quando, stanco, abbassava le mani, iniziavano a perdere. Allora i soldati sostenevano le sue mani affinché potesse continuare a pregare, e il popolo a vincere. «Così, l’“Oranta” di Kyiv rimane perennemente in atteggiamento di preghiera verso Dio, con Cristo raffigurato nella cupola centrale; quindi, prega Dio per il suo popolo e per la sua città. Questo aspetto ha ispirato la denominazione “Muro Infrangibile”, entrata nell’immaginario popolare. A testimoniarlo è la leggenda secondo cui, durante l’assalto mongolo alla città nel 1240, i tartari colpivano con le loro torri d’assedio il presbiterio della cattedrale di Santa Sofia di Kyiv, ma l’“Oranta” resistette. Sebbene, in realtà, probabilmente, colpirono il presbiterio della Chiesa delle Decime, che è stata distrutta.

Una immagine che resiste alla guerra

Dmytro Hordienko racconta che, nel gennaio del 1918, durante l’assalto a Kyiv, le truppe bolsceviche russe bombardarono la città, danneggiando, tra gli altri edifici storici, anche la cattedrale di Santa Sofia, in particolare l’immagine della Madonna. «Tuttavia, la Madonna resistette. La cattedrale ha subito un danno anche lo scorso anno, il 10 giugno 2025, durante uno dei bombardamenti su Kyiv: si è staccato un po’ di intonaco dal cornicione sopra il presbiterio. Ma l’“Oranta” ha di nuovo resistito». Il mosaico, sottolinea lo storico, è un capolavoro che ha mantenuto la sua integrità in situ, un aspetto raro tra le opere storiche europee, che spesso sono state trasferite su nuove basi. «La sua palette cromatica comprende circa 170 tonalità, con un predominio dell’oro, utilizzato tanto nello sfondo quanto nella figura della Madonna. Interessante è il gioco di colori: l’oro appare sia dorato che leggermente rossastro. Il manto della Madre di Dio, tradizionalmente rosso, è invece rappresentato in oro, mentre il suo chitone blu simboleggia l’innocenza e la verginità. Le scarpe rosse sono un segno di regalità. Il mosaico è stato realizzato su una superficie curvata a tre raggi, in modo che la figura dell’“Oranta” sembri unita e armoniosa da ogni angolazione della cattedrale».

Il mosaico e l’arte bizantina

Hordienko è convinto che il mosaico sia stato realizzato da artisti bizantini. «In primo luogo ciò è evidente dalla composizione chimica del vetro: su una sottile lamina d’oro veniva versato il vetro, aggiungendo minerali diversi per ottenere sfumature. In secondo luogo, c’è la perfezione dell’angolo di posa: i bizantini consideravano l’angolo di riflessione della luce, per cui i pezzi di vetro venivano posati sotto angolazioni specifiche. Doveva trattarsi di un maestro estremamente esperto, poiché era necessario completare il mosaico prima che la malta si asciugasse». Il responsabile scientifico del Complesso Nazionale di Sofia di Kyiv trascorre quasi ogni giorno nella cattedrale, tuttavia - sottolinea - è impossibile abituarsi a capolavori come i mosaici di Santa Sofia: continuano a incantare. «Per me, l’“Oranta” è una fonte di forza spirituale, ispirazione e consolazione. Quando nasce un dilemma interiore o uno stallo scientifico, quando le forze vengono meno - e, nelle nostre condizioni, lavorare è molto difficile – vengo all’Oranta. E questa potente figura, la forte Regina del Cielo, sembra dire: “Non dubitare, credi. Io ti proteggerò”».

La Madre che veglia sul popolo

Un messaggio di grande speranza è più che mai necessario in questo inverno drammatico. A causa dei bombardamenti sulle infrastrutture critiche della capitale e di altre città, e delle rigide temperature invernali, milioni di persone in Ucraina, da settimane o anche mesi, si trovano senza riscaldamento e senza elettricità. Nel momento in cui è stata registrata la nostra intervista telefonica, Hordienko aveva una polmonite bilaterale. «Questo è il risultato naturale del fatto che nella mia casa ci sono solo 8 gradi di temperatura», dice sorridendo. Aggiungendo poi che, come molti ucraini, da più di tre anni lavora senza sosta, senza mai prendere una vacanza, perché sente la sua responsabilità di dare il proprio contributo in un Paese in guerra. E mentre il popolo ucraino fa tutto il possibile, offrendo le proprie forze e spesso la propria vita per difendersi dall’aggressione russa, sopra di loro veglia la Madre con le mani sollevate verso Dio, Muro Infrangibile, testimone millenario della storia e cultura ucraina.

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26 febbraio 2026, 13:09