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Veicoli umanitari a Khan Yunis nel sud della Striscia di Gaza Veicoli umanitari a Khan Yunis nel sud della Striscia di Gaza  (AFP or licensors)

Israele, la Corte suprema blocca lo stop a 37 Ong a Gaza

Il giudice della Corte suprema israeliana ha accolto il ricorso di Msf sospendendo temporaneamente il divieto imposto da Israele a 37 Ong operanti a Gaza. Il nodo della trasmissione dei dati personali dei dipedenti. Tensione con il Libano: raid dell'Idf nel sud. Dopo gli attacchi sull'Iran Tel Aviv richiama i riservisti e rafforza il confine libanese, ma da Beirut avvertono, in particolare rivolgendosi a Hezbollah: nessuno trascini il Paese in un nuovo conflitto

Roberto Paglialonga - Città del Vaticano

La Corte suprema israeliana ha sospeso temporaneamente il divieto imposto a 37 organizzazioni umanitarie nella Striscia di Gaza, tra cui Medici senza frontiere e Oxfam, che potranno quindi continuare a operare seppure con forti limitazioni. Il provvedimento che bloccava le Ong era stato deciso dalle autorità israeliane dopo la revoca delle licenze alle stesse organizzazioni a causa del loro rifiutato di rispettare le nuove regole di registrazione. Secondo queste ultime, Israele richiederebbe che vengano trasmessi i dati personali di tutti i dipendenti operanti in Cisgiordania e a Gaza.

La decisione della Corte suprema israeliana

Ora però un giudice della Corte suprema ha accolto il ricorso urgente di Msf e altre Ong, emettendo un’ingiunzione preliminare in attesa dell’udienza sulla legge contestata. Msf ha parlato di fatto positivo, ma ha chiarito che le attività continuano a restare fortemente limitate. Tutto il personale internazionale ha già lasciato la Striscia e difficilmente potrà rientrare.

Il commento delle Nazioni Unite

"Abbiamo disperatamente bisogno dei nostri partner", ha commentato il portavoce del segretario generale dell’Onu, Stéphane Dujarric.

Bombe dell'Idf nel sud del Libano

Ancora alta la tensione con il Libano dopo i raid israeliani di ieri nella valle della Bekaa. Stamattina l’Idf ha comunicato di aver effettuato attacchi contro le infrastrutture di Hezbollah nel sud del Paese «in risposta» a presunte violazioni degli accordi di cessate-il-fuoco. E dopo i bombardamenti avviati oggi sull’Iran, Israele ha deciso un rafforzamento del confine libanese, richiamando in servizio i riservisti, riporta il quotidiano «Maariv».

Beirut: il Paese non si faccia trascinare in una nuova guerra

Ma il Libano non deve farsi trascinare in una nuova guerra, è l’avvertimento lanciato su X dal premier, Nawaf Salam, in particolare ad Hezbollah, movimento vicino a Teheran. "Alla luce dei pericolosi sviluppi che la regione sta vivendo, faccio ancora una volta appello a tutti i libanesi affinché agiscano con saggezza e patriottismo, anteponendo gli interessi del Libano e del popolo libanese a qualsiasi altra considerazione", ha detto Salam. "Non accetteremo che qualcuno trascini il Paese in avventure che ne minacciano la sicurezza e l’unità".
 

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28 febbraio 2026, 13:50