Malta, un momento del "Falstaff" andato in scena a a La Valletta Malta, un momento del "Falstaff" andato in scena a a La Valletta 

Falstaff a La Valletta: l’opera come organismo corale

Il debutto della Malta National Opera sceglie l'ultimo capolavoro di Verdi per inaugurare una nuova stagione di produzioni internazionali. Una messinscena che unisce l'ambientazione anni Sessanta alla fedeltà assoluta verso la partitura verdiana

di Carla Di Lena

L’opera lirica concepita come un organismo d’insieme: è questa l'idea portante del Falstaff, l’ultimo capolavoro di Giuseppe Verdi, messo in scena dalla Malta National Opera. La nuova compagnia ha debuttato a La Valletta in collaborazione con il Teatro Manoel, testimoniando un’ambizione precisa: dare vita a una messinscena che esprima il lavoro corale di tutti i comparti artistici. Sotto la direzione di Federico Tibone e la regia di Barbara Diana, la produzione ha debuttato il 22 febbraio 2026 (con repliche fino al primo marzo), con il patrocinio dell’Ambasciata Italiana a Malta e dell’Istituto Italiano di Cultura.

Ascolta l'intervista alla regista Barbara Diana

L'ambientazione: Sir John negli studi televisivi

Il cast internazionale è guidato dal baritono bulgaro Kiril Manolov, rinomato per le sue interpretazioni del cavaliere verdiano, e include Elisa Balbo (Alice), Vittorio Prato (Ford) e Isabel de Paolis (Quickly). Di particolare interesse la trasposizione attuata dalla regista, che ha ambientato l’opera alla fine degli anni ’60 negli studi di produzione di una serie televisiva. La storia si svolge tra pause di lavorazione, camerini e spazi contigui al set, dove Falstaff diventa un attore dalle ambizioni di seduttore. Nonostante l’attualizzazione, l’allestimento brilla per la fedeltà al dettato del compositore, mantenendo una costante corrispondenza tra musica, gesto e parola.

Agilità orchestrale ed estetica vintage

Le caratteristiche del teatro hanno influenzato le scelte sull’organico e le scenografie. Federico Tibone ha diretto la Malta Philharmonic Orchestra in una versione ridotta che ha messo in luce le finezze cameristiche e l’agilità della scrittura verdiana. Di grande impatto visivo i costumi e le scene di Stewart J. Charlesworth: gli abiti di fine anni Sessanta e una palette cromatica accesa, dominata dal giallo e dall'arancio, hanno evocato l’energia e l’ottimismo di quel periodo. La dinamicità dell’azione è stata supportata dal lavoro della Movement Director Megan Francis, integrando perfettamente la finzione scenica nel concetto di "Tutto nel mondo è burla".

Il Teatro Manoel, un gioiello del 1731

La sede della rappresentazione, il Teatro Manoel, rappresenta un valore aggiunto straordinario. Costruito nel 1731, è uno dei teatri più antichi d'Europa ancora in attività. Recentemente restaurato, l'edificio si distingue per l'architettura in legno dorato, i trompe-l'œil sul soffitto a cupola, i marmi di Carrara e i candelabri viennesi. Con i suoi seicento posti e un'acustica eccellente, il teatro si conferma il cuore pulsante della cultura maltese.

Il futuro: una trilogia shakesperiana nel Mediterraneo

Con questo allestimento si inaugura un progetto che vede Malta al centro del Mediterraneo non solo geograficamente ma anche come polo di produzioni di qualità. L’intento del direttore artistico del Teatro Manoel, Adrian Mamo, e del direttore della Malta National Opera, Nico Darmanin, è promuovere la tradizione locale e creare una piattaforma per talenti emergenti. Dopo il successo di Falstaff, sono già stati annunciati i prossimi titoli della trilogia shakespeariana: Romeo e Giulietta di Charles Gounod nel 2027 e A Midsummer Night’s Dream di Benjamin Britten nel 2028.

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27 febbraio 2026, 14:47