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Le navi della Guardia Costiera cubana in attracco al porto di L'Avana Le navi della Guardia Costiera cubana in attracco al porto di L'Avana 

Cuba-Usa, sparatoria in mare: morte 4 persone

Sale la tensione tra L'Avana e Washington dopo il conflitto a fuoco, con morti e feriti, nato tra Guardia costiera cubana e una imbarcazione registrata in Florida con a bordo esuli cubani che avrebbe violato le acque territoriali. Le accuse dei cubani di terrorismo, mentre gli Stati Uniti aprono un'inchiesta

Silvia Giovanrosa - Città del Vaticano

L'imbarcazione si trovava a circa 2 chilometri a nord-est di Cayo Falcones, al largo della costa settentrionale di Cuba quando è stata raggiunta dalla Guardia Costiera dell'isola per l'identificazione. Il governo di L'Avana ha dichiarato che i passeggeri a bordo del motoscafo sono stati i primi ad aprire il fuoco. Ne è conseguita una sparatoria in cui i soldati cubani hanno ucciso 4 dei 10 passeggeri, 6 di questi sono rimasti feriti. Nella tarda serata Cuba ha identificato le vittime come cubani residenti negli Stati Uniti, precedentemente indagati dal governo di L'Avana per terrorismo interno e internazionale. Secondo le informazioni rilasciate dalle autorità cubane sarebbero stati sequestrati fucili d'assalto, pistole, esplosivi artigianali, giubbotti antiproiettile e uniformi da combattimento.

La posizione degli Usa

Washington sta portando avanti le indagini per chiarire le dinamiche dell'accaduto. Il Segretario di Stato statunitense, Marco Rubio, interrogato dai giornalisti, non ha fatto ipotesi, affermando che potrebbe trattarsi di "una vasta gamma di fattori" e che gli Stati Uniti non si baseranno esclusivamente su quanto fornito finora dalle autorità cubane, negando tra l'altro che si sia trattato di un'operazione del governo degli Stati Uniti.

L'innesco della crisi tra Cuba e Stati Uniti

L'accaduto alza la tensione tra l'isola caraibica e Washington, già alle stelle dopo la decisione della Casa Bianca di tagliare il rifornimento di petrolio all'isola che dipendeva prevalentemente dal greggio di importazione venezuelana. Il tutto è avvenuto dopo la cattura da parte dell'esercito statunitense del leader venezuelano, Nicolas Maduro, a cui è seguita la decisione di Donald Trump di imporre una tariffa a qualsiasi Paese che venda o fornisca petrolio a Cuba. Tuttavia, sempre ieri, il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha fatto sapere che autorizzerà nuove licenze per la rivendita del petrolio venezuelano per uso commerciale e umanitario. Una decisione che potrebbe contribuire ad alleviare la grave crisi energetica e umanitaria in corso nel Paese.

La situazione umanitaria

A Cuba la situazione economica e sociale è disastrosa. I continui e prolungati blackout impediscono le attività economiche, i bambini hanno visto drasticamente ridotto l'orario scolastico, gli ospedali ei trasporti pubblici funzionano al minimo, i rifiuti si accumulano nelle strade a causa della mancanza di un sistema di raccolta, il carburante è pesantemente razionato. Dal vicino Messico prosegue l'invio di aiuti umanitari, principalmente viveri, a sostentamento della popolazione. Anche il Canada si prepara ad inviare aiuti all'isola. I leader della Comunità Caraibica hanno chiesto "un'azione collettiva" per sostenere Cuba, sottolineando che la crisi prolungata avrà effetti sulla migrazione, sulla sicurezza e sulla stabilità economica in tutta la regione.

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26 febbraio 2026, 09:03