Conferenza di Monaco sulla sicurezza, Kaja Kallas Alta Rappresentante per la politica estera dell'Ue Conferenza di Monaco sulla sicurezza, Kaja Kallas Alta Rappresentante per la politica estera dell'Ue  (ANSA)

Vertice di Monaco, Kallas: l’allargamento europeo vitale per la democrazia

Battute finali in Germania alla 62esima Conferenza sulla sicurezza, l’Alta Rappresentante per la politica estera dell’Ue: “Europa e Usa sono interconnesse, lo erano in passato, lo saranno in futuro, dobbiamo lavorare su questioni che ancora dividono”. Poi la stoccata alla Russia mentre sul terreno la guerra tra Mosca e Kyiv va avanti provocando feriti e danneggiando le strutture energetiche. Il sindaco della città: siamo sull’orlo della catastrofe

Cecilia Seppia – Città del Vaticano

Nella terza e ultima giornata della 62esima Conferenza sulla sicurezza di Monaco spiccano gli interventi di Kaja Kallas, vicepresidente e Alta rappresentante per la politica estera dell’Ue e Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea. Sul tavolo ancora la sicurezza collettiva, i rapporti transatlantici e il futuro dell’Unione, certamente, ma anche l’economia con la tavola rotonda incentrata sul tema "Tutti i mercati unici: dalla frammentazione alla competitività”. Ed è qui che Lagarde mentre parla di “normali” tensioni sulle piazze finanziarie, riconosce che “il commercio è tanto una questione di sicurezza, quanto economica” ed esorta l'Unione europea a muoversi “verso l'autonomia strategica” per rispondere alle sfide attuali. “L'Europa è più forte e  migliora nelle crisi” ribadisce la leader dell’Eurotower guardando soprattutto al divario apertosi con Trump e con l’America in generale. Ieri, durante la seconda giornata della conferenza, il segretario di Stato americano Marco Rubio ha tenuto invece un discorso dal tono conciliatorio verso gli alleati europei, sottolineando l'importanza della relazione transatlantica e definendo gli Stati Uniti come “figli dell'Europa”, legati storicamente e culturalmente al Continente, pur invitando a una riforma delle istituzioni internazionali e a un rinnovamento delle relazioni fra le due sponde dell’Atlantico. Rubio ha ribadito che gli Usa non intendono abbandonare la loro partnership con l'Europa e ha parlato di valori condivisi per rafforzare la collaborazione globale, pur omettendo dettagli concreti su alcune priorità strategiche, come la Russia.

Recuperare leadership

“Abbiamo un'Europa che come al solito si sta muovendo in ordine sparso e questo offre agli Stati Uniti un margine d'azione abbastanza importante. Mi sembra che forse la cosa che emerge più chiaramente dalle vicende di questi giorni sia proprio questo. Al di là di quello che ha detto Merz, al di là di quello che ha detto Rubio, al di là di quelle che sono state le parole, nei fatti, la questione è proprio questa: un'Europa che continua a parlare a più voci”. E’ il commento di Gianluca Pastori docente di Scienze Politiche e Sociali all’Università Cattolica di Milano. “L'obiettivo - aggiunge - credo che sia proprio quello di recuperare una leadership a livello europeo che la Germania ha perso da diverso tempo. Il problema degli ultimi mesi, ma direi degli anni è quello del motore europeo, chi porta avanti l'integrazione o comunque chi porta avanti l'idea di una politica europea comune, su questo si deve ancora lavorare”.

Ascolta l'intervista a Gianluca Pastori docente alla Cattolica di Milano

La Russia non è una superpotenza

“La nostra priorità è l’allargamento, l'antidoto all'imperialismo russo”, ha affermato l'Alta rappresentate Ue per la politica estera e la sicurezza, Kaja Kallas. "Dal 1990, gli Stati che si sono liberati dal dominio sovietico e hanno aderito all'Unione Europea sono cresciuti a una velocità più che doppia rispetto alla Russia. Nel 1990, i russi erano il doppio più ricchi dei polacchi. Oggi, i sondaggi dicono che sono circa il 70% più ricchi dei russi. Concordo anche con lo storico Timothy Snyder, che scrive che l’allargamento europeo è vitale per garantire la democrazia e superare la storia imperialista dell'Europa. Oggi, l'allargamento è una scelta geopolitica, e dobbiamo dire di sì", ha detto ancora Kallas sostenendo anche che "La minaccia più grande che la Russia rappresenta in questo momento è che ottiene più al tavolo dei negoziati di quanto abbia ottenuto sul campo di battaglia, ma non è una superpotenza, anzi la sua economia è a pezzi".

Nuovi raid di Mosca sull’Ucraina

Le notizie che arrivano oggi dal fronte di guerra russo-ucraino tra l’altro sono tutt’altro che incoraggianti: una raffica di droni di Mosca, più di 88 secondo l'aviazione ucraina, ha colpito il Paese dell’Est Europa in 12 diverse località. Gli attacchi hanno provocato 3 morti, 15 feriti e enormi incendi a Odessa, la città portuale dell’Ucraina meridionale, dove è stata danneggiata gravemente una struttura ferroviaria. L’esercito di Putin ha rivendicato pure un avanzamento nella regione di Zaporizhzhia e nel Kherson, mentre gli ucraini pare stiano prendendo terreno in Crimea. Per il sindaco di Kyiv, Vitalii Klitschko, la capitale è “sull’orlo di una catastrofe” a causa dei massicci raid contro le infrastrutture critiche. "In questo momento – ha detto -  la questione del futuro del nostro Paese - se sopravviveremo o meno come Paese indipendente - è ancora aperta." I 3,5 milioni di residenti della città stanno affrontando l'inverno più rigido dall'inizio dell'invasione su vasta scala di Mosca. Le temperature sono scese sotto i -20 gradi e Kyiv è ricoperta da uno spesso strato di ghiaccio e neve. La Russia ha peggiorato la situazione per i residenti lanciando simultaneamente centinaia di missili e droni, causando interruzioni diffuse di elettricità, riscaldamento e acqua. I bombardamenti hanno preso di mira tre importanti centrali elettriche, da cui dipende il riscaldamento centralizzato di Kyiv, nonché altri impianti energetici in tutto il Paese. Mosca dal canto suo si dichiara pronta a sospendere i bombardamenti aerei solo il giorno in cui verranno indette eventuali elezioni. Favorevole anche all'idea di introdurre una governance esterna in Ucraina sotto l'egida delle Nazioni Unite dopo il completamento dell'operazione militare speciale, questa a dirla tutta, è una delle possibili opzioni per la risoluzione del conflitto e la Russia è pronta a discuterne con altri Paesi.

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15 febbraio 2026, 15:03