Cina, oltre 9 miliardi gli spostamenti per il capodanno lunare
Guglielmo Gallone - Città del Vaticano
Sono oltre nove miliardi gli spostamenti che, in questi giorni, si verificheranno all'interno o in uscita dalla Cina. Con il Capodanno lunare — la Festa di Primavera — è iniziato l’anno del Cavallo, che succede all’anno del Serpente nel ciclo dei dodici animali dello zodiaco tradizionale. In un Paese da 1,4 miliardi di abitanti, la pausa ufficiale di nove giorni dà vita a quella che viene definita la più grande migrazione annuale al mondo. Ma la ricorrenza non riguarda soltanto la Cina continentale: si celebra a Hong Kong, a Taiwan, in Corea del Sud, in Vietnam — dove la festa prende il nome di Tet — e in molte comunità dell’Asia sud-orientale e nel mondo. Non si tratta soltanto un cambio di calendario. Il passaggio dal Serpente, simbolo di trasformazione, al Cavallo, tradizionalmente associato a energia, slancio e opportunità, accompagna un tempo di ritorno alla famiglia, di memoria degli antenati, di scambio degli hongbao, le tradizionali buste rosse con denaro donate come augurio di prosperità.
L'anno del cavallo
«Nella cultura cinese — ci spiega un esperto cinese — il cavallo rappresenta forza, velocità, coraggio, libertà, talento e fedeltà. È un buon auspicio nei tempi in cui viviamo perché simboleggia resilienza e creatività. La fedeltà è molto legata alla gratitudine nella nostra cultura. Spesso oggi ci dimentichiamo che possiamo essere dono uno per gli altri. Dando il via all’anno del cavallo, possiamo augurarci tutti il galoppo verso un anno migliore». E se c’è un gesto del capodanno che rappresenta meglio l’anima del popolo cinese, egli non esita a citare «il rinnovamento. Una pulizia generale della casa prima dei festeggiamenti e i vestiti nuovi servono a ripulire le azioni negative dell'anno passato. Poi, tutti i membri della famiglia si riuniscono alla vigilia di capodanno, anche coloro che sono lontani per varie circostanze. Durante questo periodo di festa, si fanno molti viaggi per far visita a familiari e amici. Le persone tengono le luci accese fino all'alba per dare il benvenuto ad un anno luminoso che sta per venire».
Le dinamiche familiari
Accanto ai riti nei templi e agli spettacoli pubblici — dai gala televisivi alle celebrazioni nei templi o nelle piazze — il capodanno lunare muove così aspettative economiche e dinamiche familiari. Questioni importanti in un contesto come quello cinese dove le vendite al dettaglio sono cresciute meno del Pil e le famiglie continuano a mantenere alto il tasso di risparmio. Inoltre, il tasso di disoccupazione giovanile urbana in Cina (fascia 16-24 anni, esclusi gli studenti) nel novembre 2025 si è attestato attorno al 16,9 per cento, dopo un picco record superiore al 21 per cento nel 2023. Per il 2025 si stima una popolazione di circa 1,405 miliardi di cinesi, con una diminuzione netta rispetto agli anni precedenti e un numero di nascite ai livelli più bassi mai registrati, circa 7,9 milioni nel 2025. Una situazione demografica che riflette un calo nei matrimoni registrati in Cina: nel 2024 circa 6,1 milioni di coppie hanno scelto di sposarsi, un calo di oltre il 20 per cento rispetto all’anno precedente e il livello più basso da quando si tengono dati ufficiali. La quota di donne non sposate tra i 25 e i 29 anni è aumentata dal 9 per cento nel 2000 a oltre il 40 per cento entro il 2023. «Con l’afflusso del materialismo e individualismo — osserva l’esperto — certi valori tradizionali cinesi sono stati messi in crisi. Nonostante i recenti dati, penso però che la famiglia rimanga ancora un valore importante per i cinesi oggi: la pietà filiale, il rispetto per gli anziani e per l’autorità, l’obbedienza e il senso di dovere, la pazienza e tolleranza, la ricerca del consenso, il senso di sacrificio e la capacità di soffrire, il senso della collettività, la laboriosità, la frugalità. In una società dove prevale l’individualismo e quindi l’auto-affermazione, queste virtù possono sembrare fuori moda. Di fronte a questa sfida di scontro tra la società tradizionale e moderna cinese, ci auguriamo che il nuovo anno del cavallo possa aiutarci a conservare i valori culturali e portarci ad un rinnovato incontro con sommo valore cristiano della carità».
La comunità cinese in Italia
Un auspicio che viene rinnovato anche da don Paolo Kong, cappellano della comunità cinese di Napoli. «I cattolici cinesi in Italia sono una minoranza, una piccola comunità. Dal nord al sud ci sono nove o dieci comunità. Ognuna ha una piccola chiesa, ma il numero dei fedeli è molto ridotto. Anche se siamo pochi, però, i cinesi hanno un aspetto positivo: siamo uniti e viviamo la fede in comunione. Essendo migranti in Europa, il nostro ambito di vita è piuttosto limitato. Tuttavia, anche in questa difficoltà, molti sacerdoti e fedeli laici ci incoraggiano a portare avanti l’annuncio, affinché più persone possano conoscere la Chiesa e la fede in Cristo. Siamo pochi ed è difficile, ma nonostante questo dobbiamo continuare a impegnarci e a fare del nostro meglio». Un esempio concreto viene dalla conclusione dell’anno giubilare, quando la Chiesa di Napoli ha vissuto un’iniziativa di evangelizzazione di particolare rilievo, rivolta alla comunità cinese presente in città. L’attività si è tenuta dal 27 dicembre 2025 al 4 gennaio 2026, con il sostegno e l’invito dell’Arcidiocesi di Napoli, sotto la guida e l’incoraggiamento di monsignor Michele Autuoro. «Abbiamo scelto uno stile molto semplice e concreto: andare in ogni strada, in ogni quartiere, in ogni luogo dove vivono i cinesi. Abbiamo incontrato le persone, distribuito volantini, annunciato Gesù. Con questo modo abbiamo voluto esprimere una pratica concreta della nostra fede nel nuovo anno, una testimonianza. Noi siamo responsabili di seminare. È stato un primo tentativo, una prima esperienza. Speriamo che in futuro ci siano modi ancora migliori e che si possa continuare su questa strada». Una missione ancora più bella per don Paolo perché si svolge a Napoli, città che, ci racconta, «dà un senso di casa. Qui si sente un calore umano forte, una passione piena, intensa. È un’esperienza molto bella».
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