UE, in Belgio il vertice dei 27 sulla competitività
Roberta Barbi – Città del Vaticano
Non dovrebbe produrre impegni vincolanti, ma servirà a indicare una direzione politica generale alla Commissione europea, il vertice di oggi dei 27 in Belgio, riuniti nel castello di Alden-Biesen per preparare proposte più dettagliate in vista dell’appuntamento con il Consiglio europeo di fine marzo. Se la promessa di molti Paesi è stata quella di guardare a unità e compattezza verso una maggiore autonomia europea, in relazione anche alla necessità di compiere un salto di qualità continentale per competere economicamente con Stati Uniti e Cina, alcune posizioni, però, restano diametralmente opposte.
Lo scontro Francia-Germania e l’asse con l’Italia
È il caso di Francia e Germania, tornate a scontrarsi dopo il rifiuto del presidente francese Macron di sostenere l’accordi commerciale tra Ue e Mercosur. Nella visione di Parigi l’unico strumento per competere sono gli eurobond affiancati da un Buy European mirato a tutelare i settori strategici, rilanciando l’idea di un debito comune europeo per finanziare progetti industriali e di difesa. Più spazio agli aiuti di Stato, è, invece, la soluzione di Berlino che invita anche a sfoltire regole e burocrazia e che si avvicina all’Italia nel promuovere un’agenda centrata sulla deregulation e nel proporre addirittura una sorta di “freno di emergenza” sulla nuova legislazione europea: un meccanismo, cioè, che darebbe agli Stati membri il diritto di fermare norme di Bruxelles considerate sgradite.
Le istituzioni europee
A tentare di smorzare le tensioni, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, che ha ricordato come la competitività sia “fondamento di sicurezza e democrazia”. Il piano A dell’Europa, quindi, resta quello di andare avanti a 27, ma la presidente ha spiegato che se questo non fosse possibile, i Trattati contemplano la “cooperazione rafforzata”. Sul tavolo ci saranno anche le riforme da attuare per la Banca centrale europea, richieste dalla governatrice Christine Lagarde e indicate come priorità: il completamento dell’unione bancaria, l’integrazione del mercato dei capitali e la creazione di un fondo europeo per i risparmi e gli investimenti.
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