Ucraina, secondo giorno di colloqui ad Abu Dhabi
Roberta Barbi – Città del Vaticano
Si è conclusa con un nulla di fatto la prima giornata di colloqui trilaterali ad Abu Dhabi tra Mosca, Kyiv e Washington, svoltasi ieri. Alla vigilia dei negoziati, la Russia aveva ribadito le proprie posizioni soprattutto sulla questione territoriale e chiarito che non avrebbe fatto annunci sull’esito delle trattative: “Finché il regime di Kyiv non prenderà le decisioni appropriate – avevano affermato dal Cremlino – l’operazione militare spciela continuerà”.
La speranza di Kyiv
Trattative che tuttavia sono state definite dal capo negoziatore ucraino Rustem Umerov “sostanziali e produttive”, incentrate su “misure concrete e soluzioni pratiche”. Nel suo consueto discorso serale, inoltre, il presidente ucraino Zelensky ha annunciato a breve un nuovo scambio di prigionieri tra le parti; l’ultimo era avvenuto quattro mesi fa: “Dobbiamo riportare i prigionieri a casa”, ha detto.
La mediazione Usa
Il segretario di Stato americano Rubio, infine, all’uscita dai colloqui, ha dichiarato che una vera e propria svolta potrebbe non arrivare per un po’, ma che l’amministrazione Trump ha compiuto grandi passi nell’ultimo anno. L’incontro di oggi ad Abu Dhabi coincide, inoltre, con l’ultimo giorno di validità del patto sulla riduzione delle armi nucleari, il New Start, firmato da Russia e Stati Uniti nel 2010 che ora dovrà essere prorogato o rinegoziato per evitare una nuova corsa agli armamenti.
Sul terreno
Mentre i colloqui proseguivano, Mosca ha colpito duramente Kyiv con un bombardamento, uccidendo almeno 7 persone e ferendone 15 nel mercato di Druzhkivka. Nell’attacco, secondo fonti ucraine, sarebbero state utilizzate bombe a grappolo. Attacchi specialmente a infrastrutture energetiche, si sono susseguiti anche in altre regioni, come in quella di Zaporizhzhia, dove oltre 53.000 famiglie sono rimaste al buio e al gelo.
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