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Agenti federali Usa schierati a Minneapolis Agenti federali Usa schierati a Minneapolis  (2026 Getty Images)

Usa, Trump ritira gli agenti federali da Minneapolis

La Casa Bianca apre alla de-escalation dopo la morte di due manifestanti, nel mese di gennaio, durante le operazioni federali contro l’immigrazione. Il presidente Usa chiama il governatore del Minnesota, Walz, e rimuove il comandante Bovino

Guglielmo Gallone - Città del Vaticano

La crisi aperta a Minneapolis dopo l’uccisione di due cittadini statunitensi durante operazioni federali contro l’immigrazione registra un primo arretramento da parte dell’amministrazione di Donald Trump.

La rimozione di Gregory Bovino

Il comandante operativo itinerante della Border Patrol, Gregory Bovino, è stato rimosso dall’incarico e tornerà al suo precedente ruolo in California, dove dovrebbe andare in pensione a breve. Secondo fonti del dipartimento per la Sicurezza interna citate dalla stampa statunitense, anche parte degli agenti federali impiegati nell’operazione «Metro Surge» lascerà la città già nelle prossime ore.

La tensione degli ultimi giorni

La decisione arriva dopo giorni di proteste e polemiche seguite alla morte di Alex Pretti, 37 anni, infermiere di terapia intensiva, colpito a morte da agenti federali durante una manifestazione contro i raid anti-immigrazione. Pretti era il secondo cittadino ucciso in Minnesota dall’inizio delle operazioni, dopo Renee Good. La gestione del caso aveva attirato dure critiche per le dichiarazioni iniziali di esponenti dell’amministrazione, che avevano definito la vittima un «terrorista interno», tesi poi smentita dai familiari e messa in dubbio dai video diffusi sui social.

Uno scontro anche politico

Il presidente Trump ha intanto riaperto il dialogo con il governatore democratico del Minnesota, Tim Walz, e ha inviato a Minneapolis Tom Homan,  funzionario dell’immigrazione anche sotto l’amministrazione democratica di Barack Obama, per coordinare le operazioni sul terreno. La Casa Bianca ha parlato di un percorso per ridurre gradualmente la presenza federale e ristabilire un coordinamento con le autorità locali. Già ieri sera sindaco, Jacob Frey, aveva confermato che alcuni agenti avrebbero iniziato  a lasciare oggi la città, ribadendo che Minneapolis non collaborerà ad arresti ritenuti incostituzionali. Crescono infine le pressioni politiche: democratici e parte dei repubblicani chiedono chiarimenti sulle regole d’ingaggio degli agenti, mentre il segretario alla Sicurezza interna, Kristi Noem, dovrà comparire dav anti al Senato a marzo.

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27 gennaio 2026, 11:39