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Una petroliera nello Stretto di Hormuz (foto d'archivio) Una petroliera nello Stretto di Hormuz (foto d'archivio) 

Nuove sanzioni Usa all'Iran, nel mirino le petroliere "ombra"

Il nuovo pacchetto di misure restrittive annunciato dal dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti. Nella Repubblica islamica sale intanto il bilancio delle proteste anti-governative: il ministro degli Affari esteri iraniano, Abbas Araghchi, parla di 3.117 vittime mentre per l’agenzia di stampa registrata negli Stati Uniti "Human Rights Activist News Agency" i morti confermati sono di più, in una drammatica stima che rimane difficile da verificare sul terreno per le restrizioni in atto

Giada Aquilino - Città del Vaticano

Il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato un nuovo pacchetto di sanzioni contro l’Iran e in particolare contro nove di quelle che vengono indicate come «navi della flotta ombra», i rispettivi proprietari o le società di gestione «che, complessivamente, hanno trasportato verso mercati esteri centinaia di milioni di dollari di petrolio e prodotti petroliferi» della Repubblica islamica. In una nota, l’amministrazione statunitense spiega che da tali attività Teheran avrebbe contribuito a finanziare il regime e le sue forze di sicurezza «mentre il popolo iraniano protesta contro la disastrosa gestione economica» del Paese.

I bilanci delle proteste

Le proteste anti-governative, duramente represse, erano iniziate il 28 dicembre a Teheran, dopo il crollo della valuta iraniana, il riyāl, e si sono poi diffuse in tutto il Paese. Secondo quanto dichiarato attraverso i propri canali social dal ministro degli Affari esteri iraniano, Abbas Araghchi, le vittime delle manifestazioni sono salite a 3.117, in un drammatico bilancio che rimane tuttavia difficile da verificare sul terreno. Secondo l’agenzia di stampa registrata negli Stati Uniti Human Rights Activist News Agency (Hrana), i morti confermati sono invece di più, tra cui anche minorenni. Il monitoraggio della situazione — fa sapere l’Ong — prosegue sia pur complicato dal blackout di internet imposto dall’8 gennaio. Nelle ultime ore comunque diversi utenti in Iran avrebbero gradualmente ottenuto l’accesso al web: lo riporta la società informatica Cloudflare.

Nel suo documento strategico per il 2026, il Pentagono ha intanto affermato che l’Iran sarebbe determinato a ricostruire le proprie capacità militari e a «sviluppare nuovamente armi nucleari», mentre è annunciato per i prossimi giorni l’arrivo di un gruppo di portaerei Usa in Medio Oriente.

Le dichiarazioni da Teheran

Da parte loro, le autorità iraniane hanno ribadito che qualsiasi attacco sarà considerato «come una guerra totale» contro la Repubblica islamica, in base alle dichiarazioni di un alto funzionario riportate da Reuters. Il comandante della forza aerea della Guardia Rivoluzionaria, Majid Mousavi, in un discorso trasmesso dall’emittente di Stato, Press Tv, ha inoltre affermato che il suo Paese risponderà alle minacce statunitensi «sul campo».

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24 gennaio 2026, 13:27