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Un raid con droni portato nella notte su Kherson e attribuito dai media russi alle truppe ucraine Un raid con droni portato nella notte su Kherson e attribuito dai media russi alle truppe ucraine  (AFP or licensors)

Ucraina, pesanti attacchi incrociati con droni tra Kyiv e Mosca

Nella notte i media russi denunciano un pesante attacco di Kyiv su Kherson con diversi droni: 24 i morti. Zelensky per parte sua accusa Mosca di "portare la guerra nel nuovo anno" con raid lanciati durante le ultime ore del 31 dicembre. Ma nel suo discorso di Capodanno afferma che l’accordo di pace con la Russia sarebbe pronto al 90%. Mentre Putin incita le truppe russe alla vittoria

Roberto Paglialonga - Città del Vaticano

Non si ferma la guerra in Ucraina. Ventiquattro persone sarebbero rimaste uccise e almeno altre 50 ferite a causa di un attacco delle forze armate ucraine contro un bar e un hotel, a Kherson. Lo ha riferito il governatore regionale, Volodymyr Saldo, ripreso dai media russi, precisando che "tre droni hanno colpito un bar e un hotel sulla costa del Mar Nero a Khorly". "Secondo le prime ricostruzioni, più di 50 persone sono rimaste ferite e 24 sono morte", ha scritto Saldo sul suo canale Telegram.

La denuncia di Kyiv

Per parte sua, il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha denunciato che "la Russia ha deliberatamente portato la guerra nel nuovo anno, lanciando più di 200 droni d'attacco contro l'Ucraina durante la notte". Il leader di Kyiv, in un post su X, accusa dunque Mosca di proseguire "una guerra mirata”, assicurando che "la maggior parte di questi droni è stata abbattuta con successo e ringrazio tutti i nostri combattenti che hanno respinto questo attacco". I raid notturni russi - ha precisato Zelensky - hanno colpito Volinia, Rivne, Zaporizhia, Odessa, Sumy, Kharkiv e Cernihiv.

Zelensky: accordo pronto al 90%

Nonostante ciò, l'accordo di pace con la Russia è "pronto al 90%", ha detto Zelensky nel suo discorso di Capodanno, mentre "resta un 10%" che deciderà "il destino della pace, dell'Ucraina e dell'Europa". Un passaggio che sembra anche fissare una sorta di linea rossa: accordo sulla fine della guerra, ma a condizione che l'intesa preveda garanzie di sicurezza per Kyiv e non si traduca in un premio alla Russia. Gli Usa stanno continuando a lavorare a un compromesso a cui contribuiscano fattivamente sia Mosca che Kyiv, ma senza che si sblocchi il nodo centrale, quello dei territori. Putin, per parte sua, spinge perché l'accordo includa il controllo totale del Donbass.

Il nodo del ritiro ucraino dal Donbass. Zelensky: un inganno

Il leader ucraino avverte che un ritiro delle truppe di Kyiv aprirebbe la strada a nuove avanzate e che Mosca, che occupa circa il 20% del territorio, verrebbe incoraggiata da ulteriori concessioni. Inoltre ha definito un “inganno” l'idea che basti "ritirarsi dal Donbass" per chiudere la guerra. Nel suo discorso di Capodanno, riportato da Ukrinform, dunque, ha affermato che "vogliamo la fine della guerra, non la fine dell'Ucraina": questa l'Ucraina cerca soprattutto la pace, ma non a scapito della sua sovranità, ha spiegato.

Le parole di Putin: crediamo nella vittoria

Nel suo discorso di Capodanno, invece, il leader russo, Vladimir Putin, parlando della guerra in Ucraina, che Mosca descrive come una "operazione militare speciale", ha affermato, rivolto alle truppe russe: "Crediamo in voi e nella nostra vittoria. Ci impegniamo a portare gioia e calore attraverso la nostra assistenza a coloro che hanno bisogno di sostegno e, naturalmente, a sostenere i nostri eroi, i partecipanti all'operazione militare speciale, sia con le parole che con i fatti".

Polemiche sul presunto attacco ucraino alla residenza di Putin

Non si sono ancora spente, intanto, le polemiche circa il presunto attacco ucraino con droni sulla residenza di Putin. “L'Ucraina si stava preparando attentamente all'attacco, poi fallito, alla residenza del presidente Vladimir Putin”. Lo ha dichiarato il capo delle forze missilistiche antiaeree delle forze aerospaziali, Alexander Romanenkov, rivelando che in tutto 91 droni sarebbero decollati dalle regioni di Sumy e Chernihiv, di cui uno trasportava una carica ad alto esplosivo del peso di sei chilogrammi ed era progettato per colpire le persone. L'Ucraina non stava prendendo di mira una residenza utilizzata dal presidente russo Vladimir Putin nel recente attacco con droni nel nord della Russia. E' questo il risultato della valutazione della Cia in merito al presunto raid di kiev, che in questo modo smentisce le affermazioni del leader russo al presidente Donald Trump in una telefonata di lunedì. Il capo della Casa Bianca è stato informato dal direttore della Cia John Ratcliffe.
 

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01 gennaio 2026, 13:29