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Bandiere dell'Ue fuori dal quartiere generale della Commissione a Bruxelles Bandiere dell'Ue fuori dal quartiere generale della Commissione a Bruxelles  (REUTERS)

Ucraina, l'UE blocca l'import di gas russo

Approvato un regolamento con la maggioranza qualificata. Contrarie Ungheria e Slovacchia che minacciano un ricorso alla Corte di giustizia europea. Il presidente ucraino Zelensky, intanto, preme per anticipare il nuovo round di colloqui trilaterali con Usa e Russia ad Abu Dhabi

Vatican News

L’Unione europea ha adottato in via definitiva il regolamento che porrà fine alle importazioni di gas e Gnl dalla Federazione Russa. Il deciso passo in avanti di Bruxelles nel colpire le casse del Cremlino prevede un divieto totale dalla fine del 2026 per il gas naturale liquefatto e dall’autunno 2027 per il gas da tubo. Prima di autorizzare l’ingresso di gas nel proprio mercato, gli Stati dell’Ue dovranno verificare dove è stato prodotto. In caso di violazione, il regolamento —  che si applica così com’è, a differenza di una direttiva —  prevede multe piuttosto alte. 

L'opposizione di Ungheria e Slovacchia

Il sì, solo qualche mese fa, non era scontato, ma la questione non è ancora finita, dato che Ungheria e Slovacchia, oltre a votare contro — la Bulgaria si è invece astenuta — hanno annunciato un ricorso alla Corte di Giustizia europea. Il via libera dell’Ue ha ricevuto il plauso del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che nel frattempo sta aumentando il pressing sull’iter dei negoziati con Mosca e Washington. «Ci sono questioni che devono essere preparate per il prossimo incontro. È stato deciso che le squadre si riuniranno nuovamente domenica, ma sarebbe opportuno anticipare tale incontro», è stata la richiesta. Zelensky, quindi, vuole anticipare il nuovo trilaterale previsto ad Abu Dhabi il primo febbraio, dopo quello del 25 gennaio. Anche se il summit a tre è stato definito costruttivo, rimane tutt’altro che sciolto il nodo del Donbass.

Il nodo territoriale nell'est ucraino

Sui territori, ha spiegato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, «decide Kyiv». Ma Zelensky, per ora, resiste a chi, anche a Washington, da tempo chiede all’Ucraina di fare importanti concessioni territoriali. Molto potrebbe dipendere anche dall’andamento dei colloqui sugli altri fronti del negoziato. Sulle garanzie di sicurezza sotto l’egida dei Volenterosi, ha sottolineato Rutte, «l’intesa è vicina». Allo stesso tempo, l’ex primo ministro olandese è tornato ad escludere l’ipotesi dell’ingresso nell’Alleanza dell’Ucraina. Più probabile che si venga incontro a Zelensky prevedendo una decisa accelerazione dell’adesione di Kyiv all’Ue. «Nel 2027 siamo pronti», ha assicurato il leader ucraino.

Perdite economiche per Mosca

Spetterà poi a Donald Trump, su questo punto, esercitare la propria influenza sull’ungherese Viktor Orbán e lo slovacco Robert Fico affinché non oppongano veti. La loro opposizione alla strategia anti-Mosca dell’Ue sul gas russo è stata ininfluente, a differenza che per le sanzioni contro la Russia. Il via libera allo stop del gas del Cremlino ha infatti richiesto non l’unanimità, ma una maggioranza qualificata. In un post su X il ministro degli Esteri ungherese, Péter Szijjártó, ha criticato la scelta dell’Ue di presentare la decisione come una manovra economica, che può essere approvata anche solo da una maggioranza qualificata, invece che come una sanzione, che avrebbe avuto bisogno dell’unanimità. Per Mosca le perdite economiche potrebbero non essere marginali. E la reazione del Cremlino non si è fatta attendere. Con questa decisione «i Paesi della Ue hanno rinunciato alla libertà», ha detto la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova. Intanto, mentre non si fermano i bombardamenti, il capo di Stato maggiore dell’esercito russo, generale  Valery Gerasimov, ha ispezionato le truppe dislocate nell’est ucraino. Lo ha riferito il ministero della Difesa di Mosca, precisando che Gerasimov, ha ascoltato i resoconti del comandante del gruppo tattico, , sulla situazione nell’area delle operazioni belliche. Nella notte missili russi hanno colpito Odessa, provocando feriti.

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27 gennaio 2026, 10:54