Proteste di piazza a Teheran Proteste di piazza a Teheran  (ANSA)

Trump frena sull’attacco all’Iran: verificheremo la situazione

Resta alta la tensione, ma il presidente Usa riferisce che le uccisioni sono finite e frena su un possibile intervento militare americano, paventato nei giorni scorsi dalla stessa Casa Bianca. Il governo di Teheran conferma che non ci saranno nuove esecuzioni mentre è attesa per oggi una riunione del Consiglio di sicurezza Onu sulla situazione nel Paese asiatico

Marco Guerra – Città del Vaticano

"Siamo stati informati da fonti molto importanti, che hanno riferito che gli omicidi sono finiti", ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti durante un evento alla Casa Bianca. Alla domanda di un giornalista dell'AFP se un intervento militare statunitense fosse ora escluso, Trump ha risposto: "Osserveremo questo e vedremo cosa succederà dopo".

Fermate le impiccaggioni

Il presidente americano rinvia quindi la decisione di un attacco all’Iran, dopo aver esortato i cittadini iraniani a continuare a protestare, promettendo loro che “gli aiuti stanno arrivando”. Intanto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato in un'intervista Fox News che giovedì non ci saranno "impiccagioni". Sempre secondo Araghchi, "ora regna la calma" e le autorità hanno "il controllo totale" della situazione. L'Iran è pronto a rispondere “in modo deciso” a qualsiasi attacco, ha avvertito però il capo delle Guardie della Rivoluzione, Mohammad Pakpour. Lo scenario di un possibile intervento statunitense e di una risposta iraniana, alimenta i timori in tutta la regione. Il Qatar ha segnalato la partenza di parte del personale dalla base americana di Al-Udeid, la più grande del Medio Oriente. Allo stesso tempo, il Regno Unito ha annunciato di aver "chiuso temporaneamente" la sua ambasciata a Teheran, mentre Spagna, India e Italia hanno invitato i loro cittadini a lasciare l'Iran.

Oltre 3.000 vittime

Proseguono però le accuse dei movimenti i diritti umani riguardo la brutale repressione del governo. Secondo l'ultimo rapporto dell'ONG Iran Human Rights (IHR), con sede in Norvegia, almeno 3.428 manifestanti sono stati uccisi dall'inizio delle proteste il 28 dicembre. E l’Iran sarà al centro del della riunione della Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite prevista per oggi.
 

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15 gennaio 2026, 09:37