Tanzania, una scuola proprio per tutti

Grazie all'impegno di Ibo Italia, un'organizzazione socia di Focsiv, si è concretizzata una forma di cooperazione inclusiva nel campo dell'istruzione per bambini con e senza disabilità. In sette anni il progetto ha coinvolto oltre 80 scuole, ma a preoccupare è il nodo delle risorse finanziarie

Vincenzo Giardina - Città del Vaticano

“Pua” è il naso, “goti” invece il ginocchio. La lingua è lo swahili, il linguaggio quello del corpo: con le parti da trovare e indicare una per una su un pupazzo di cartone, dalla testa in giù: per capire e capirsi, crescendo con più fiducia e felicità. Siamo a Kipera, in Tanzania, in una scuola inclusiva, dove imparano bambini con e senza disabilità.

Strumenti di apprendimento inclusivi
Strumenti di apprendimento inclusivi   (© Elena Galeotti)

Istruzione accessibile a tutti

“Oggi in classe stiamo svolgendo esercizi sul riconoscimento delle parti del corpo”, ci spiega Stanley Mtweve, uno dei maestri che collabora con Ibo Italia, un’organizzazione socia della Federazione degli organismi di volontariato internazionale di ispirazione cristiana (Focsiv). “Tutti i giorni qui facciamo attività di apprendimento per supportare i bambini”. Kipera si trova nei pressi della città di Iringa, nel cuore geografico della Tanzania. Ed è da qui che arrivano foto e video, condivisi da Mtweve e dagli altri maestri della scuola. I bambini toccano il pupazzo e poi segnano i punti sulla parete, con adesivi colorati sui disegni dei volti dei compagni che ridono uno accanto all’altro. In Tanzania, per legge, la scuola primaria è obbligatoria e gratuita per tutti; in pratica, però, ancora molti minori con disabilità sono esclusi, perché mancano ambienti accessibili, personale specializzato e materiali didattici adatti. “Nelle comunità”, denuncia Mtweve, “si aggiunge spesso il problema dello stigma nei confronti di questi bambini”.

I bambini impegnati con un'insegnante
I bambini impegnati con un'insegnante   (© Elena Galeotti)

Cooperazione per la formazione

Una risposta nell’area di Iringa è arrivata da una nuova alleanza. Al fianco della comunità c’è Ibo Italia, che dal 2018 è impegnata per un’istruzione di qualità insieme al locale dipartimento per l’Educazione: forma il personale delle scuole su tecniche di comunicazione e didattica specifiche per bambini con disabilità, fornendo ausili sempre in dialogo con gli insegnanti. Un contributo è stato dato in passato anche dai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica. Tra i finanziatori principali negli ultimi anni ci sono stati poi l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), la Swiss Philanthropy Foundation attraverso il Fondo Angela e Guido Magni e Harambee onlus.

L'esterno di una scuola in Tanziania
L'esterno di una scuola in Tanziania   (© Elena Galeotti)

Oltre 80 scuole coinvolte

Oggi quello delle risorse è in realtà un nodo da sciogliere. E alla luce dei risultati ottenuti servono soluzioni al più presto, sottolinea Mtweve: “Da quando la collaborazione con la scuola è cominciata ci sono stati grandi miglioramenti per i bambini; ne siamo felici e orgogliosi”. Di “grandi miglioramenti” negli alunni e allo stesso tempo negli insegnanti racconta Paola Ghezzi, rappresentante per il Paese di Ibo Italia. “In sette anni”, calcola, “è stato possibile raggiungere più di 80 scuole e migliaia di bambini per far sì che l’istruzione sia un diritto per tutti”. Iringa dista circa dieci ore di automobile da Dar es Salaam, la capitale economica della Tanzania in riva all’oceano Indiano. Nella regione quattro persone su cinque vivono in villaggi o in aree rurali fuori da centri abitati. Anche per le difficoltà del sistema sanitario, il tasso di disabilità è più alto che in altre zone del Paese e sfiora l’8 per cento. Nella scuola di Kipera però si imparano tante cose. All’ingresso c’è scritto “karibuni”, benvenuti. 

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18 gennaio 2026, 09:50