Spazio Rossellini, a teatro con le famiglie per imparare ad ascoltarsi
Eugenio Murrali - Città del Vaticano
Sarà per gli oltre tremila anni di storia o perché chiede a tutti ascolto, relazione, cura, l'antica arte del teatro è spesso un eccezionale "laboratorio di convivenza". Lo definisce così Isabella Di Cola, direttrice artistica di ATCL - Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio, il circuito multidisciplinare che gestisce lo Spazio Rossellini di Roma. L'importante polo culturale regionale, a partire da questo fine settimana, accoglierà molti ragazzi e i loro cari, per affrontare con la stagione Spazio Kids il rapporto con la natura, la creatività, il cambiamento, il desiderio, nel segno delle arti sceniche più poetiche e immaginifiche. L'attenzione ai bambini, alle famiglie e agli adolescenti è stato uno dei motori principali per il Rossellini, perché i circuiti multidisciplinari come questo hanno per macro-obiettivo la formazione del pubblico e del cittadino. "Il teatro è uno strumento - ha osservato Isabella Di Cola- di cui ancora forse non si è ancora ben compresa la potenza, in Italia. È un mezzo fondamentale per l'educazione, un luogo protetto in cui i bambini possono affrontare emozioni, tematiche, domande su fatti che li spaventano, come fanno con le fiabe".
Gli appuntamenti di "Spazio Kids"
Dal 17 gennaio il gioco, l'immaginazione e l'ascolto renderanno le bambine e i bambini protagonisti di un percorso di conoscenza di sé stessi e del mondo. Con Rampante! - Come salii sugli alberi e non scesi mai più - ispirato a Italo Calvino e diretto da Roberto Andolfi con i testi di Annarita Colucci -, attraverso un set in miniatura viene raccontata una storia che parla di scelte, di destino, di possibilità. Il cambiamento e la memoria sono al centro, il primo febbraio, dello spettacolo circense La Burla della compagnia Madame Rebiné.
Alla poesia visiva si affida Rime insaponate, con Alekos Ottaviucci, capace di celebrare attraverso la leggerezza delle bolle di sapone il sorriso, il rispetto, il coraggio di sognare e la bellezza dell'incontro. Circo, musica e tecnologia sono i mezzi con cui Kulu Orr, nel suo Control Freak, riesce a trasformare la fragilità in meraviglia. Il 22 marzo il mito greco incontrerà invece il teatro degli oggetti in Officina Prometeo di e con Francesco Picciotti, in grado costruire un racconto con caffettiere, mestoli e abat-jour che fanno riflettere gli spettatori su temi quali la tecnica, il potere, la creazione e la responsabilità.
La stagione sarà chiusa da Immagina- Festival Internazionale del Teatro di Figura di Roma, che ospiterà compagnie provenienti da tutta l'Europa.
Un polo di inclusione
Spazio Rossellini ha una lunga storia che il nome già rivela. Qui girava i propri film Roberto Rossellini, il grande regista a cui è intitolato anche l’Istituto Cine-TV all'interno del quale si trova la sala che è stata uno dei teatri di posa utilizzati dal cineasta. Dopo essere stata sede della casa di produzione Filmauro, la struttura è diventata nel tempo uno spazio istituzionale di pertinenza della Regione Lazio e solo nel 2019, al termine di lunghi lavori di ristrutturazione, ha aperto nella sua nuova veste, avviando le numerose attività di residenza e produzione artistica che Di Cola dirige.
In autunno, generalmente, il polo dedica grande attenzione al tema dell’accessibilità. La direttrice descrive con entusiasmo i progetti con persone portatrici di disabilità. “Abbiamo avviato lo scorso anno – precisa – la prima edizione di un festival meraviglioso, Repubblica Sorda, che ha visto protagonisti artisti sordi e segnanti”. Spazio Rossellini ha inoltre accolto Dance Well, un progetto nato a Bassano del Grappa e rivolto alle persone affette da Parkinson, un’assistenza medica integrata che la cultura fornisce, in questo caso attraverso lezioni di movimento.
Un tema, questo dell’inclusività, spesso richiamato anche da Leone XIV, che lo ha già esplicitato a proposito dello sport o, ad esempio, nell’esortazione apostolica Dilexi te, in riferimento alla scuola, un’altra realtà con cui Spazio Rossellini dialoga moltissimo, favorendo riflessioni per rendere i giovani consapevoli di fronte alle piaghe del bullismo, della violenza sulle donne, dell’assenza di memoria storica, alla complessità del mondo del lavoro, all'etica della responsabilità.
La cura del creato
Con un altro progetto, figlio dell’attenzione alle raccomandazioni dell’Agenda 2030, Teatro a pedali, gli spettatori rendono “sostenibile” l’allestimento scenico e ne divengono in qualche modo parte attiva, illuminandolo grazie alle batterie ricaricate dalle loro stesse pedalate. Anche in questo caso, come negli spettacoli per ragazzi che pongono l’accento sulla relazione tra l’essere umano e la natura, un tema caro al magistero dei Papi e al centro dell'impegno della Santa Sede per il rispetto del creato, da ultimo anche con l’inaugurazione del Borgo Laudato si’ a Castel Gandolfo.
Una casa per gli artisti
Una delle specificità di questo polo, che va incontro alle necessità artistiche, organizzative e sociali del territorio è l’ospitalità offerta alle compagnie. Nello Spazio Rossellini la proposta di spettacoli è varia e dinamica, ma ciò che lo caratterizza è una vocazione al supporto di chi fa arte. Sono nati qui, infatti, grazie alle residenze, spettacoli di grande valore poi andati al Roma Europa Festival o, ad esempio, alla Biennale di Venezia. Tra questi La vegetariana di Daria Deflorian, Sleeping Beauty di Fabrizio Arcuri o Atomica dei Muta Imago. Una disponibilità ad accogliere, a sostenere e a collaborare grazie a una programmazione non fittissima, ma che anzi nasce anche dalla natura ospitale di questa istituzione pubblica. E a testimonianza della sua duttilità, nei prossimi giorni prenderà l’abbrivo una rassegna musicale, il Rossellini Spazio Jazz, che si aprirà il 20 gennaio con The Best of Tankio Band with Javier Girotto.
Negli orizzonti magnifici del Valco San Paolo, con le sue atmosfere liminali di luce, il Tevere che respira placido nelle sue anse, il vecchio cinodromo addormentato dal tempo, in un'area urbana la cui rivalutazione è strategica per la città, assume significati profondi la dimensione di grande casa per le arti performative di questo spazio pubblico, il ruolo di presidio culturale, di ecosistema in cui artisti e società si incontrano, in cui un quartiere, una capitale, una regione e i loro ospiti, anche internazionali, trovano l'ossigeno della riflessione e del ragionamento, con uno stile che si avvicina a quello della sinodalità.
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