Siria, bombardati i quartieri curdi di Aleppo. Rischio umanitario
Stefano Leszczynski - Città del Vaticano
L’operazione militare annunciata dall’esercito siriano sui quartieri di Sheikh Maqsood e Ashrafia ad Aleppo è in corso. L'esercito aveva dichiarato i quartieri della città controllati dai curdi "zone militari chiuse" a partire dalle 15 ora locale, creando al contempo "due valichi umanitari sicuri" attraverso i quali migliaia di civili sono fuggiti prima dei bombardamenti.
Quartieri curdi nel mirino
A riferire della situazione sul terreno è anche un operatore di Pro Terra Sancta, Jean-Francois Thiry, che ha riferito dell’ultimatum dato alla popolazione civile di Aleppo per lasciare i due quartieri a prevalente presenza curda, annunciando l’ingresso e l’avvio di operazioni per “riprendere il controllo” della zona. La nuova escalation arriva dopo settimane di instabilità con scontri già registrati tra settembre e ottobre e, successivamente, nei giorni immediatamente precedenti il Natale, conclusi da una tregua temporanea e da annunci politici rimasti controversi sul futuro assetto delle forze presenti in città.
Pro Terra Sancta: rischio umanitario
Nel frattempo, la popolazione vive ore di attesa in un contesto segnato da misure restrittive alla mobilità: le autorità hanno ordinato ai cittadini di Aleppo al di fuori dei quartieri teatro delle operazioni militari di non uscire di casa. Sul piano umanitario, - riferisce l’organizzazione Pro Terra Sancta - la situazione desta particolare preoccupazione: Thiry riporta notizie di vittime civili nell’ordine di alcune decine e segnala episodi di grave impatto in aree residenziali, con rischi concreti anche per le famiglie che vivono a ridosso del fronte urbano. L’organizzazione rinnova l’appello a tutte le parti coinvolte perché sia garantita la protezione dei civili, il rispetto del diritto internazionale umanitario e la salvaguardia delle infrastrutture civili.
Gli interessi esterni
In seguito alla caduta del regime della famiglia Assad in Siria e alla formazione di un nuovo governo di transizione le milizie curde Ypg e le forze siriane si sono scontrate ripetutamente. Nell'ultimo anno le violenze sono ripetute ciclicamente nonostante l’ipotesi di un assorbimento delle milizie curde nell'esercito di Damasco. Il 10 marzo scorso infatti il leader curdo Mazloum Abdi e il presidente siriano Ahmed Al Sharaa avevano firmato un protocollo di intesa con cui stabilivano l'integrazione delle milizie curde nell'esercito regolare. A mandare la situazione fuori controllo e far saltare un processo che sembrava pacificamente incanalato hanno contribuito gli opposti interessi delle potenze regionali (e non) e degli interessi geopolitici che perseguono sullo scacchiere siriano.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui