"La strage invisibile", 414 le persone senza dimora decedute nel 2025
Martina Accettola - Città del Vaticano
Si muore più di freddo che di caldo, ma il decesso delle persone senza fissa dimora non è un fenomeno circoscritto esclusivamente a delle specifiche emergenze stagionali. Anche nel 2025 il dato risulta essere superiore alle 400 persone: sono 414 i clochard deceduti nell'anno appena concluso, di cui 226 nel corso dei mesi invernali e primaverili. L'analisi della fio.PSD, che dal 2020 monitora i decessi e ricostruisce numeri, profili e distribuzione territoriale, mostra come tra le principali cause di morte ci siano principalmente la mancanza di accesso alle cure sanitarie e l'isolamento sociale, non solo l'esposizione ai rischi climatici più intensi tra inverno ed estate.
L’incoraggiamento di Leone XIV ai volontari di “TuttiContano”
In una lettera indirizzata ai volontari di “TuttiContano”, campagna in programma a partire dal 26 gennaio e promossa da fio.PSD per coinvolgere 10.000 volontari e volontarie nella rilevazione nazionale sulle persone senza dimora, l’assessore per gli Affari generali della Segreteria di Stato, monsignor Anthony Onyemuche Ekpo, sottolinea che Papa Leone li incoraggia “a proseguire con entusiasmo nella significativa accoglienza e ascolto a favore di quanti vivono ai margini della società e senza fissa dimora, testimoniando lo stile di Dio che è vicinanza, compassione e tenerezza”.
Rilevazione sui senzatetto, "dietro i numeri anche storie"
Cause, luoghi e distribuzione geografica dei decessi chiariscono come la strada vada ad amplificare ogni forma di vulnerabilità, trasformandola in un rischio mortale. L'inverno resta indubbiamente il periodo più drammatico e, per questo motivo, molte amministrazioni locali attivano i piani per l'emergenza freddo: programmi che, tenendo conto dei rischi legati ad ogni stagione, mirano ad aumentare il numero dei posti letto per l'accoglienza notturna e a intensificare il lavoro delle unità mobili di strada, con l'unico fine di salvare vite umane.
Tra le iniziative di supporto, trova spazio anche quella di "Rilevazione sulle Persone Senza Dimora", presentata dal presidente fio.PSD Alessandro Carta: "È un progetto importante e ambizioso, che nasce per contrastare questo tipo di problematica; si esce sempre con più fatica dalla vita in strada. La Rilevazione ci darà un dato qualitativo, ma sarà molto importante anche poter raccontare. Dietro i numeri ci sono anche le storie di chi si trova a esplorare un mondo così complesso". Il presidente fio.PSD sottolinea inoltre la valenza non solo del dato statistico: "Se attraverso il racconto sapremo qualcosa di più, sicuramente sapremo anche fare meglio". Si tratta di un progetto nazionale promosso dall'Istat e condotto da fio.PSD in collaborazione con enti locali, università, servizi sociali e volontari, che permetterà di rilasciare, entro il 2026, dati ed elementi utili per la progettazione di un sistema informativo in grado di monitorare situazioni di grave emarginazione. Michele Ferraris, coordinatore nazionale della Rilevazione, indica infine la direttrice di questo progetto: "Sarà un'occasione preziosa per aggiornare i dati sulla condizione delle persone senza dimora nelle principali aree urbane del Paese e migliorare la capacità di lettura e intervento sui territori".
Malori improvvisi e malattie nel 42% dei decessi
Le cause di morte delle persone senza fissa dimora sono molteplici: dalle rigide raffiche invernali alle ondate di calore estive, dalle problematiche sanitarie alla mancanza di cure tempestive, dagli incidenti ai suicidi, spesso legati a condizioni di grave isolamento e abbandono sociale. L''elemento più indicativo, tuttavia, resta la regolarità con cui questi decessi avvengono, con una media mensile compresa tra 21 e 44 morti. L'assenza di un alloggio adeguato aumenta notevolmente l'esposizione al rischio e amplifica gli effetti causati da un possibile malore generico o da un incidente. I dati del 2025 hanno fatto emergere come principale causa di morte per i senzatetto la loro condizione di salute, con un 42% dei decessi che è avvenuto proprio per malori improvvisi o malattie; mentre un altro 40% si ricollega a eventi traumatici e accidentali, come aggressioni, incidenti e suicidi.
Morti in strada: il 56,5% sono stranieri
Colpiscono anche altri dati statistici di tipo socio-demografico. Le morti in strada interessano soprattutto uomini (91,5%) e persone di nazionalità straniera (56,5%), principalmente provenienti da Paesi extraeuropei (45%). Nel dettaglio, invece, la quota di italiani deceduti è pari complessivamente al 29%, mostrando dunque un aumento rispetto allo scorso anno (27%). Per quanto riguarda l'età del decesso l'età media si aggira intorno ai 46,3 anni, con un incremento per gli italiani (54,5). Un dato che si discosta dalle statistiche della popolazione: l'età media di morte in Italia è di 81,9 anni. Dal report della fio.PSD emerge ancora un altro elemento. L'area più colpita dai decessi rimane il Nord Italia: il 29% nel Nord-Ovest e un 19,7% nel Nord-Est. Segue poi il Centro con il 26%, il Sud con il 17% e le Isole con l'8,3%. Roma e Milano, a livello di città, conquistano il primato negativo. Questo non è più un fenomeno esclusivamente da grande metropoli: le morti riguardano province, piccoli comuni, territori meno visibili e quindi anche meno attrezzati.
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