Roma accoglie il suo primo centro pubblico della fotografia
Martina Accettola - Città del Vaticano
L'ex Mattatoio di Testaccio si prepara ad accogliere il primo polo pubblico dedicato alla fotografia. Questo innovativo spazio culturale viene inaugurato oggi, 29 gennaio, in occasione del 70° anniversario del gemellaggio tra Roma e Parigi, e sarà aperto al pubblico a partire dal 30 gennaio. Umberto Marroni, amministratore delegato della Fondazione Mattatoio, ha così presentato la grande novità capitolina ai media vaticani: "Dopo tanti anni, Roma avrà finalmente il primo centro pubblico della fotografia, colmando una lacuna che altre capitali europee avevano già superato".
La struttura del nuovo padiglione
Il polo, che si propone come punto di riferimento per la promozione della cultura fotografica contemporanea, italiana ma anche internazionale, si estende su circa 1500 metri quadrati, suddivisi su due piani, con la capacità di ospitare più iniziative contemporaneamente. Il piano terra, di oltre 1000 metri quadrati, include spazi modulabili per esposizioni, uffici, biglietteria e una nuova biblioteca interamente dedicata alla fotografia di 3.000 volumi. Al primo piano, di 450 metri quadrati, si trovano una grande sala polivalente e uno scenografico ballatoio espositivo. A livello architettonico è stato effettuato un attento lavoro di valorizzazione dell'edificio originario, mantenendo inalterata la tipica grammatica dell'archeologia industriale (ghisa, capriate, guidovie, volumi lineari) e andando a integrare impianti tecnologici all'avanguardia.
Le prime mostre
La nuova struttura si presenta con due esposizioni inaugurali di grande rilievo. La prima è una collaborazione con uno dei centri fotografici più prestigiosi d'Europa, la Maison Européenne de la Photographie di Parigi. Si tratta della mostra dedicata al celebre artista statunitense Irving Penn, intitolata "Irving Penn. PHOTOGRAPHS 1939–2007". Curata da Alessandra Mauro, Pascal Höel e Frédérique Dolivet, sarà visibile dal 30 gennaio al 29 giugno 2026. La seconda esposizione è invece dedicata all'artista italiana Silvia Camporesi, con la sua collezione personale "Silvia Camporesi. C'è un tempo e un luogo", curata da Federica Muzzarelli. In parallelo, nello spazio "Campo visivo", attento soprattutto al linguaggio contemporaneo e alla sperimentazione, viene presentata la mostra "Corpi reali e corpi immaginari", curata da Daria Scolamacchia. Con questa installazione, l'ambizione è quella di stimolare una riflessione profonda sul corpo e sul gesto, utilizzando una combinazione di materiali di archivio, immagini documentarie e proiezioni coinvolgenti e provocatorie, che richiamano anche il contesto storico del Mattatoio.
L'ex Mattatoio "Città delle Arti"
Il polo è solo uno dei progetti principali previsti dal programma di recupero e rigenerazione urbana in corso all'ex impianto industriale ottocentesco, che si prepara a essere la nuova "Città delle Arti". Come spiega Umberto Marroni: "Una volta completato il recupero, nel 2027, l'ex macello sarà il più grande centro culturale d'Italia, per dimensioni, e uno tra i primi cinque di Europa. Parliamo di 'Città delle Arti' perché si è voluto dare una pluralità di funzioni di carattere culturale al complesso; sarà tutto destinato alla cultura, all'arte, alla formazione, alla ricerca e agli eventi". Con già 15 grandi cantieri all'attivo, per il prossimo anno è quindi prevista la conclusione dei lavori del Padiglione ex frigoriferi, destinato a ospitare la Biblioteca centrale della facoltà di Architettura di Roma Tre, insieme alla realizzazione di un grande padiglione per eventi che sarà già pronto per giugno 2026. Aperto anche il cantiere che realizzerà una pista ciclabile da 550 metri, che collegherà la ciclovia del Tevere direttamente con il complesso.
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