Con “Passeggiate romane” il Cinema Farnese fa tappa nella Villa Giulia dei Papi
Eugenio Murrali – Città dl Vaticano
“L’ottava meraviglia del mondo”, così l’umanista e arcivescovo svedese Olao Magno definì Villa Giulia. A questo monumento alla bellezza voluto da Giulio III è dedicato un incontro della quinta serie di Passeggiate romane, al Cinema Farnese: Villa Giulia: una residenza papale. L’iniziativa, curata dall’architetto Luca Berretta, ha l’intento di far conoscere siti e dettagli della storia di Roma, attraverso suggestioni, curiosità, immagini. “Racconto questi luoghi nel modo più semplice possibile – dice Berretta - perché la gente mi possa comprendere e soprattutto sia spinta dal desiderio di andare a visitarli”.
Una residenza papale
“Lo storico dell’arte John Coolidge – spiega Berretta – definì Giulio III ultimo dei Papi rinascimentali”. Colto umanista e grande amante delle arti, il Pontefice fece costruire questa residenza suburbana quale spazio immersivo e sorprendente, in cui architettura, pittura, natura, scenografie d’acqua concorrevano allo stupore del visitatore. Alla sua realizzazione parteciparono artisti come Giorgio Vasari, Jacopo Barozzi da Vignola e Bartolomeo Ammannati. “Giulio III – precisa Berretta - arrivava dal Vaticano, attraverso il fiume, dove oggi è il ponte Flaminio e all’epoca c'era una sorta di imbarcadero: lui scendeva e si avviava verso Villa Giulia come in un cammino iniziatico che in realtà era un passeggio meraviglioso tra i boschi, in una natura fantastica”. La facciata esterna, severa, celava allora come oggi un susseguirsi di spazi e movimenti architettonici e pittorici pieni di grazia, tipici dello stile manierista. L’emiciclo con le grottesche, i giardini a diversi livelli, il ninfeo creano una dimensione di incanto fiabesco.
Un ponte tra passato e presente
Alla fine dell’Ottocento, sotto il Regno d’Italia, la villa assume la funzione di museo, grazie a uno dei padri dell’archeologia moderna, Felice Barnabei. La data di fondazione è il 1889 e l’istituzione nasceva come Museo delle Antichità preromane. Oggi, divenuta ETRU – Museo Nazionale Etrusco - l'istituzione diretta da Luana Toniolo è nota come uno degli spazi espositivi più importanti al mondo tra quelli dedicati all'antica e raffinata popolazione del centro Italia. All’interno vi sono significative, imprescindibili espressioni artistiche etrusche – tra le opere più amate e popolari il celeberrimo sarcofago degli sposi - insieme a notevolissime creazioni greche importate in Etruria. “Oggi potrei definirla – afferma Berretta - una specie di ponte tra passato e presente, dove prosegue la dimensione di apertura e partecipazione artistica”. Ancora oggi Villa Giulia è, infatti, uno spazio di riflessione e crescita, dove oltre alle fondamentali attività museali, si tengono convegni, conferenze, presentazioni di libri con ETRUlegge e Mercoledì:talk! curati da Maddalena Santeroni, serate culturali, tra cui, tradizionalmente, la finale del Premio Strega.
Dall'isolamento all'incontro
Uno degli aspetti più interessanti della rassegna Passeggiate romane è la sua genesi, avvenuta durante la pandemia. “Eravamo tutti quanti chiusi nelle nostre case – ricorda il curatore - e alcuni amici mi chiesero di raccontare qualcosa di bello. Allora scelsi la storia di Roma e quindi cominciai ad approfondirla attraverso una serie di incontri virtuali”. Inizialmente partecipava solo un circolo ristretto di persone, poi, con il passaparola, l’iniziativa si è allargata giungendo alle orecchie e agli occhi di Fabio Amadei, proprietario del cinema Farnese, che ha deciso di ospitarla. Le passeggiate sono diventate, così, meno virtuali e oggi un solido gruppo di appassionati, a cui se ne aggiungono sempre altri , ha il piacere di incontrarsi, ritrovarsi, ascoltare una pillola di cultura e, spesso, di andare a visitare quel sito di Roma che non conosceva o di cui non sapeva la storia e i particolari. Le tappe delle prossime “passeggiate” saranno la piazza di Sant’Ignazio, il 15 febbraio, la villa Farnesina e gli affreschi di Raffaello, l’8 marzo, e palazzo Barberini, il 29 marzo.
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