Alla Filmoteca vaticana "Oculus Spei", una riflessione sulla speranza
Eugenio Murrali - Città del Vaticano
La luce è il ponte tra le diversità in Oculus Spei, l'elemento che racconta lo sguardo di speranza in cui ogni individuo diventa protagonista di un viaggio interiore. Il documentario, presentato questa sera, 14 gennaio, in anteprima nella filmoteca vaticana, testimonia il processo creativo dell’omonima opera multimediale interattiva di Annalaura di Luggo, nata durante il Giubileo della speranza, ma - come ha sottolineato il vicedirettore editoriale del Dicastero per la comunicazione del Santa Sede Alessandro Gisotti nel suo saluto introduttivo - destinata a proseguire nel tempo e ad aprire nuove porte.
"Nel 2025 - ha detto monsignor Lucio Adrián Ruiz, segretario del Dicastero, introducendo la proiezione speciale - non si sono aperte soltanto le Porte Sante delle quattro Basiliche Papali e del Carcere di Rebibbia. In parallelo a quell’atto solenne, l’artista Annalaura di Luggo ha sentito l’urgenza di aprire altri varchi simbolici, dando vita a Oculus Spei, un’installazione composta da portali virtuali, capaci di restituire l’emozione dell’apertura a un pubblico ancora più ampio, superando confini fisici, culturali e sensoriali". Queste porte, come ha spiegato monsignor Ruiz, "non separano, ma mettono in relazione, non dividono, ma accolgono".
Affrontare la fragilità
Il documentario è nato in occasione del Giubileo 2025 come una riflessione luminosa sulla speranza e sulla capacità dell’essere umano di affrontare le proprie fragilità attraverso l’incontro con l’altro. "Il progetto ha ricevuto importanti patrocini istituzionali - ha rilevato monsignor Ruiz -, dal Giubileo al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale al Ministero della Giustizia con un ruolo chiave svolto dal Ministero della Cultura che ha aperto le porte del Pantheon e dei Musei Reali di Torino. Si sono unite così in modo significativo dimensione ecclesiastica e dimensione civile".
Prima tappa al Pantheon
Tutto è nato sotto una delle cupole più note al mondo. Nel 2024 Annalaura di Luggo è stata incaricata dal Pantheon di Roma, la basilica di Santa Maria ad Martyres, di realizzare un’installazione commemorativa del Giubileo. Ispirandosi al tema della luce, ha creato cinque porte virtuali, reinterpretando il rito dell’apertura delle Porte Sante attraverso un linguaggio multimediale che accompagna i visitatori in un un viaggio di speranza fondato sull’inclusione e sulla partecipazione. L’installazione è stata successivamente esposta al Museo de’ Medici di Firenze, alla Cappella della Sindone di Torino e al Museo del Tesoro di San Gennaro nell’ambito delle celebrazioni di Neapolis 2500 con il supporto del Maeci dove resterà fino all’11 febbraio 2026. L'installazione dell'artista è stata curata da Ivan D’Alberto con il coordinamento scientifico di Gabriella Musto e promossa da Stefano Lanna.
Le porte e la luce
L'installazione prevede quattro porte virtuali che riproducono le Basiliche Papali - San Pietro, Santa Maria Maggiore, San Paolo fuori le Mura e San Giovanni in Laterano - e invitano i visitatori a bussare concretamente per entrare in dialogo con quattro persone con disabilità provenienti da diverse parti del mondo: Samantha dall’Asia, Martina dall’Europa, Serigne dall’Africa e Ignazio dalle Americhe. Ogni protagonista che appare dietro una delle Porte Sante era trasfigurato da un fascio luminoso che rivela al posto del cuore un occhio, simbolo della visione interiore e della capacità di guardare oltre i limiti e le apparenze. Questi ragazzi, come ha osservato monsignor Ruiz, "diventano simboli di una luce che attraversa l’uomo: una luce di vitalità, di accettazione, di amore e di forza. Una luce che apre gli occhi del cuore, che l’artista ha metaforicamente collocato in posizione pericardica, inserendo un’iride, simbolo di una visione interiore, nel punto più intimo e vitale dell’essere". Perché dai loro racconti non emerge una speranza astratta, ma l'attesa di una speranza concreta, quotidiana, fatta di fragilità e di resistenza, di ferite e di slanci: "una speranza che nasce dall’incontro e diventa testimonianza, relazione, comunità".
Suono e testimonianze
Con una colonna sonora ispirata ai testi sacri, interpretata dal soprano Ekaterina Shelehova – l’artista Annalaura di Luggo intreccia video arte, suono e testimonianze di varie persone con disabilità, pellegrini, esponenti religiosi e figure del mondo culturale, componendo un racconto corale sul potere trasformativo della speranza. Ad aprire il documentario Papa Francesco accompagnato da una pluralità di interventi tra cui quello dell'arcivescovo Rino Fisichella, pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, di Massimo Osanna, direttore generale musei del Ministero della cultura italiano, di monsignor Lucio Adrián Ruiz e di Davide Vincent Mambriani, incaricato per gli affari culturali del Giubileo 2025.
Fino a Hollywood
L’opera, con la fotografia di Cesare Accetta e la canzone originale Oculus Spei composta da Ricky Borselli e interpretata dal soprano Ekaterina Shelehova si è qualificata “in consideration” agli Oscar 2026 nella categoria Best Documentary Short, ha vinto il Silver Award agli Hollywood Gold Awards ed è in selezione ufficiale al Miami Beach Film Festival, al The Impact Docs Awards in California e all’International Art film Festival in Inghilterra.
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