Giornata mondiale contro la lebbra, malattia dimenticata
Vatican News
Un abbraccio che unisce e guarisce. È l’immagine simbolo della 73ª edizione della Giornata mondiale dei malati di lebbra che si svolgerà oggi, domenica 25 gennaio, e che in Italia viene celebrata con numerose iniziative dall’Aifo, l’Associazione italiana amici di Raoul Follereau, il giornalista, poeta e filantropo francese che si impegnò tutta la vita per combattere contro la malattia di Hansen, popolarmente conosciuta come lebbra.
Gravi conseguenze
Questa infezione virale e cronica, che causa gravi disabilità, è annoverata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) tra le malattie tropicali neglette: "Sono quelle - afferma l’Aifo - inserite in un gruppo eterogeneo di patologie che possono essere causate da virus, batteri, funghi, parassiti o tossine. Ad accomunare queste malattie sono essenzialmente due elementi: la loro prevalenza nelle comunità povere, soprattutto delle aree tropicali, e la loro pressoché totale assenza dall’agenda sanitaria globale".
Un malato ogni 2 minuti
Secondo i più recenti dati dell’Oms, relativi al 2024, nel mondo le persone alle quali è stata diagnosticata la malattia sono state 172.717, con un calo del 5,5% rispetto all’anno precedente. È certamente una buona notizia, spiega l’Aifo, ma "rimane il fatto che si tratta di un numero più o meno stabile negli ultimi anni. Esaminando i dati, ancora oggi ogni 2 minuti viene diagnosticata una persona con la lebbra". Senza contare il fatto che "più di 3 milioni di persone, pur avendo terminato il trattamento, vivono con disabilità permanenti causate dalla malattia".
Zone più colpite
Le aree del mondo dove attualmente si concentrano più malti di lebbra sono l’India, il Brasile e l’Indonesia che, tutte insieme, corrispondono al 79,8%. "Di particolare importanza è il numero annuale dei minori di 15 anni sul totale delle persone diagnosticate. Nonostante la percentuale sia diminuita progressivamente negli ultimi anni, il numero assoluto rimane ancora elevato, indice del fatto che la trasmissione della malattia è ancora attiva e precoce", denuncia ancora l’Aifo. La maggior parte dei bambini e della bambine colpiti si concentra nel Sud-est asiatico.
Attenzione alla persona
Lo slogan della Giornata “Chi è malato guarisce solo se qualcuno lo abbraccia” ha lo scopo di porre l’accento sulla persona e non sulla malattia. "Non bisogna dimenticare - ribadisce l’Aifo - l’importanza dell’inclusione, della cura e del sostegno per chi è malato e spesso vive ai margini della società".
Raccolta fondi
A partire dalla mattinata di oggi, decine di volontari presenti nelle piazze e nelle parrocchie di tutta Italia offrono diversi prodotti con lo scopo di raccogliere fondi necessari per finanziare il contrasto alla malattia. "La lebbra - avverte l’Associazione italiana amici di Raoul Follereau - è considerata una patologia rara ma può presentarsi anche in ogni parte del territorio italiano come malattia di importazione, legata ai flussi e agli spostamenti delle popolazioni o diagnosticata in italiani che hanno soggiornato in Paesi endemici".
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