Iran, sette morti nelle proteste. Sale la tensione con gli Stati Uniti
Stefano Leszczynski – Città del Vaticano
I media internazionali parlano di almeno sette morti dall’inizio delle manifestazioni, domenica 28 dicembre. Si tratta delle proteste più estese a livello nazionale degli ultimi tre anni. Nonostante il governo iraniano abbia inizialmente riconosciuto la “legittimità delle rivendicazioni” legate alle difficoltà economiche, gli scontri sono avvenuti in un crescendo di violenze.
Tensioni internazionali
Sul fronte internazionale, la crisi interna iraniana si intreccia con l’insorgere di nuove tensioni tra Teheran e Washington. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, dalla piattaforma social Truth, ha lanciato un duro monito all’Iran, minacciando di intervenire in difesa dei manifestanti definiti “pacifici”. “Siamo pronti e armati fino ai denti”, ha aggiunto Trump, senza ulteriori dettagli. Ali Larijani, attuale segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale iraniano, ha accusato a sua volta Israele e gli Stati Uniti di fomentare le proteste. “Un intervento degli Stati Uniti nei problemi interni dell’Iran porterebbe al caos in tutta la regione e alla distruzione degli interessi americani”, ha scritto. A giugno, l’Iran aveva già attaccato la base aerea di Al Udeid in Qatar in risposta ai raid statunitensi contro tre siti nucleari iraniani.
Le proteste più forti dal 2022
Le manifestazioni in corso sono considerate le più significative dai tempi della grande rivolta del 2022, esplosa dopo la morte di Mahsa Amini, la studentessa 22enne arrestata per non aver indossato correttamente l’hijab. Pur non avendo ancora raggiunto quelle dimensioni, l’attuale ondata di proteste mostra una crescente partecipazione sociale. A far scattare la mobilitazione è stato inizialmente il settore dei commercianti di Teheran, che hanno abbassato le serrande per protestare contro l’inflazione galoppante, la svalutazione della moneta e la stagnazione economica. In seguito si sono uniti studenti universitari e altri cittadini in diverse città del Paese.
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